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Costa Crociere silura il comandante Schettino con il rito Fornero

22 novembre 2012


Costa Crociere silura il comandante Schettino con il rito Fornero

> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 novembre 2012



Licenziamento del comandane Schettino e ricorso al nuovo “processo breve” introdotto dalla riforma Fornero.

La Costa Crociere, per ottenere il definitivo licenziamento del Comandante Schettino e dimostrare la presenza della giusta causa, è ricorsa al processo breve introdotto dalla riforma Fornero (ne abbiamo parlato in Come si impugna il licenziamento: le novità della riforma Fornero).

Facciamo qualche passo indietro.

Dopo il drammatico naufragio del 13 gennaio 2012, il comandante Schettino, accusato di essere il responsabile del naufragio della nave di Costa crociere, è stato licenziato.

Il comandante però, ritenendo di essersi comportato correttamente, ha contestato il provvedimento poiché (secondo lui) privo di una giusta causa; ha così chiesto il reintegro nel posto di lavoro e gli stipendi arretrati.

Qualche giorno fa, la battaglia tra il Comandante Schettino e la Costa Crociere si è arricchita di un nuovo capitolo.

Invertendo le statistiche secondo cui è il lavoratore a introdurre il giudizio davanti al Tribunale del lavoro, è stata la compagnia di navigazione ligure a rivolgersi al giudice di Genova per far riconoscere legittimo il licenziamento del comandante. Una sorta di arma preventiva.

Per il raggiungimento di tale scopo, la Costa ha scelto il processo breve introdotto dalla Fornero [1].

L’udienza è stata fissata per il prossimo 5 dicembre.

Dure le reazioni del legale del comandante Schettino, il quale ha dichiarato che il rito della Fornero dovrebbe essere precluso al datore di lavoro, poiché non consente al lavoratore di predisporre un’adeguata difesa, visti i tempi ridotti (5 giorni prima dell’udienza).

A complicare la posizione del comandante, qualche giorno fa è stata rigettata la richiesta di libertà piena avanzata da Schettino nel procedimento penale dove è imputato di omicidio colposo, e confermato l’obbligo di dimora a Meta di Sorrento (NA).

 

di ANDREA BORSANI

 

note

[1] Legge 92/2012 cosiddetta Legge Fornero.

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