Donna e famiglia Prescrizione pillola del giorno dopo

Donna e famiglia Pubblicato il 17 novembre 2017

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Tra i contraccettivi che riducono il rischio di gravidanze indesiderate c’è anche la pillola del giorno dopo: cos’è? Serve la ricetta?

Da qualche anno è in commercio in Italia, ha provocato dibattito e ancora ne provoca e non sempre è chiaro di cosa si tratti e come funzioni la pillola del giorno dopo. Se ormai quella anticoncezionale è entrata nella quotidianità di molte donne e molte coppie, la pillola del giorno dopo ancora no. Almeno non proprio. La prima cosa da fare è non confondere le due, perché sono diverse, anche se alla base c’è il comune scopo medico di evitare una gravidanza, che in un particolare momento della vita di una coppia non si desidera. Attenzione a non confonderla inoltre con la pillola per l’interruzione volontaria di gravidanza (Ru-486), perché anche questa ha tutta un’altra funzione. Vediamo allora come funziona la pillola del giorno dopo e come si prescrive.

Pillola del giorno dopo: cos’è

La pillola del giorno dopo rientra tra i cosiddetti farmaci di contraccezione d’emergenza o, più scientificamente, contraccezione post-coitale. È a tutti gli effetti un metodo farmacologico venduto anche in Italia [1] che, se assunto entro un certo lasso di tempo dopo un rapporto sessuale, riduce il rischio di una gravidanza indesiderata. Si trova in commercio con i nomi Norlevo o Levonelle e Elleone.

In realtà dovremmo parlare al plurale, perché esistono due tipologie di pillole del giorno dopo:

  • La pillola del giorno dopo (Norlevo)
  • La pillola dei cinque giorni dopo (Ellaone)

Come funziona

Questa pillola, appunto, entra in gioco a seguito di un rapporto sessuale non protetto, oppure con protezione fallita (ad esempio a causa di rottura profilattico o dimenticanza nell’assunzione della pillola anticoncezionale).

Il principio attivo della pillola del giorno dopo si basa sull’ormone Levonorgestrel (si trova anche in alcune pillole anticoncezionali ma in quantità molto ridotte) mentre la pillola dei cinque giorni dopo è a base di ulipristal acetato. Entrambe una volta assunte prevengono o ritardano l’ovulazione, impedendo così che l’ovulo possa essere fecondato.

Per farlo però la pillola del giorno dopo (Norlevo) deve essere assunta entro le 72 ore (tre giorni) dal rapporto sessuale, mentre la pillola dei cinque giorni dopo, (Ellaone) deve essere assunta entro 120 ore (cinque giorni appunto) dal rapporto. Prima si assumono maggiore sarà il loro effetto e quindi maggiore sarà la protezione contro il rischio gravidanza. Al contrario, più ore passano e più perdono la loro efficacia.

Prescrizione pillola del giorno dopo: serve la ricetta?

Le regole per la prescrizione sono diverse, a seconda che la donna che la richiede sia maggiorenne o minorenne. In Italia è comunque stato stabilito [2] che per le donne maggiorenni non è più necessaria la ricetta medica. Quindi:

  • Donne dai 18 anni in su (maggiorenni) – la pillola si trova in commercio in farmacia o parafarmacia senza obbligo di ricetta medica o prescrizione. Non è comunque un farmaco da banco.
  • Donne di età inferiore ai 18 anni (minorenni) – è ancora obbligatoria la ricetta medica, e non è ripetibile.

La prescrizione per le donne minorenni può essere fatta andando, accompagnate da un familiare oppure da sole:

  • Dal proprio medico di base
  • Al Consultorio
  • Dal ginecologo
  • Al Pronto soccorso
  • Dalla Guardia medica

Pillola del giorno dopo: è aborto?

Il dibattito che tanto infiamma la società riguarda la classica domanda che ci si pone quando si parla di gravidanza indesiderata: ma la pillola del giorno dopo è abortiva?

A questo proposito possiamo solo dire che sono intervenute L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e l’Agenzia italiana per il farmaco (Aifa) a chiarire la questione. Entrambe hanno infatti stabilito che questo tipo di pillola non provoca l’aborto, perché interviene bloccando l’ovulazione, fermando quindi il processo di fecondazione dell’ovulo. Non ha invece alcun effetto sui livelli di progesterone, quando c’è già stato l’annidamento.

 È consentita l’obiezione di coscienza?

Anche alla luce di queste conclusioni, sulla possibilità che il medico a cui ci si rivolge possa rifiutarsi di prescrivere la pillola del giorno dopo per motivi etici, è intervenuto il Tar del Lazio [3], sostenendo che i medici possono opporsi all’aborto – invocando appunto l’obiezione di coscienza -, ma non alla somministrazione di contraccettivi come la pillola del giorno dopo. Quindi niente obiezione di coscienza. Il ginecologo del consultorio o del pronto soccorso è tenuto a prescrivere contraccettivi d’emergenza come questa pillola e non si può rifiutare.

note

[1] Determinazione n. 2703 dell’8 novembre 2011

[2] Determina del 21 aprile 2015, art. 2


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1 Commento

  1. Non è un contraccettivo, ma un abortivo, come qualsiasi cosa che agisce dopo che lo sperma ha fecondato l’utero. la seconda espelle il fet(in)o ed è quella che provoca le controindicazioni. In pratica le ragazze ritornano ad abortire da sole fuori dagli ospedali.

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