Diritto e Fisco | Articoli

Tassazione italiana per il convivente russo

16 novembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 novembre 2017



Deve pagare le imposte in Italia, anche sui redditi che produce all’estero, un cittadino straniero che convive con una cittadina italiana.

Dalla Russia con amore, ma al contrario dell’agente segreto con licenza di girare per il mondo senza troppe preoccupazioni fiscali, lo straniero che convive in Italia acquisisce la residenza fiscale nel nostro Paese e di conseguenza viene tassato sulla base dei redditi che produce ovunque nel mondo.

La residenza fiscale per i cittadini italiani 

Secondo la legge è fiscalmente residente in Italia chiunque, per la maggior parte del periodo di imposta, cioé per almeno 183 giorni nell’anno solare, sia iscritto in una anagrafe comunale oppure abbia nel nostro Paese la residenza o il domicilio. La residenza è il luogo dove la persona torna abitualmente a dormire la sera insieme alla propria famiglia, ovvero dove risiedono gli affetti familiari e personali, i rapporti sociali e le amicizie. Il domicilio è il luogo dove la persona svolge la propria attività economica e dove è posto il centro dei suoi affari vitali, quelli da cui trae i mezzi per la mantenere sé e la sua famiglia.

La residenza fiscale per gli stranieri

I criteri per verificare se un cittadino straniero è residente in Italia sono gli stessi sopra elencati, che vengono applicati anche ai controlli in materia di residenza fiscale a carico dei cittadini italiani. Detti criteri si applicano a tutti i tipi di residenza richiesta dai cittadini stranieri, anche alla residenza elettiva. La sola iscrizione di una persona fisica in un registro anagrafico italiano, per la maggior parte del periodo d’imposta, costituisce presunzione legale relativa della sua residenza fiscale in Italia, salva la prova contraria. Infatti ogni cittadino, sia italiano che straniero, ha l’onere e il diritto di provare che la propria permanenza sul territorio italiano non configura i requisiti della residenza fiscale.

La doppia residenza della persona fisica

Tuttavia bisogna considerare che, siccome la residenza della persona fisica stabilisce dove si applica la tassazione dei suoi redditi, tutti gli Stati hanno interesse ad acquisire residenti e ad impedirne l’emigrazione. Dunque possono verificarsi casi nei quali un cittadino risulta residente in due Stati diversi, a motivo delle legislazioni interne di ciascuno di essi. In questi casi interviene, se è stata stipulata, la Convenzione contro le doppie imposizioni, che prevede alcune regole per determinare la effettiva residenza della persona fisica. Le regole convenzionali per determinare la residenza sono a imbuto e prevedono la verifica del possesso di determinati requisiti.

La prima regola da verificare è quella che fissa la residenza nel luogo ove la persona ha una abitazione permanente, precisando che se la persona ha una abitazione permanente in entrambi gli Stati contraenti, la residenza è là dove la persona ha le più strette relazioni affettive, economiche e sociali.

Il caso pratico 

In questo modo se un cittadino straniero andasse a convivere in un appartamento in Italia, sostenesse le spese della casa in cui convive e fosse socio finanziatore di una società italiana di cui è socia anche la convivente, per la legge egli potrebbe essere residente fiscalmente nel nostro Paese, anche se non fosse proprietario né conduttore dell’immobile in cui vive ed anche se producesse la maggior parte del suo reddito all’estero. E’ quello che è successo, in effetti, ad un cittadino russo convivente con una cittadina italiana e venuto nel nostro Paese per amore, senza tuttavia lasciare la sua attività principale in Russia.

La Cassazione con una recente sentenza [1] ha affermato che per essere considerato fiscalmente residente in Italia un cittadino straniero non deve possedere una abitazione propria, né produrre in Italia la maggior parte del proprio reddito, essendo sufficiente avere un legame affettivo ed economico talmente stretto da essere ritenuto quello più rilevante per la propria vita.

Le conseguenze per i cittadini stranieri 

Questa sentenza è un campanello di allarme per tutti i cittadini stranieri che convivono o sono sposati o hanno legami affettivi oltre che economici, infatti i giudici affermano che l’amministrazione finanziaria possa dimostrare che essi sono tutti residenti fiscalmente in Italia qualora le loro relazioni economiche e personali, ritenute più strette, siano situate nel nostro Paese, indipendentemente dal fatto che siano proprietari di immobili o di altri beni sul territorio. Ciò vale anche nel caso della residenza elettiva, ove il cittadino straniero (russo o di altre nazionalità) decidesse di eleggere il Bel Paese a luogo ove far crescere i propri figli e far vivere la propria famiglia.

La conseguenza è che tutti i redditi prodotti dal cittadino straniero ovunque nel mondo sono tassabili in Italia e se l’importo di tali redditi è elevato, la persona fisica potrebbe rischiare anche un procedimento penale per il superamento della soglia di punibilità tributaria. Pertanto sarebbe opportuno che tutti coloro che si trovassero in questa situazione, conviventi o coniugati, verificassero la propria situazione per evitare di incorrere nelle pesanti sanzioni previste per chi non adempie agli obblighi di presentare in Italia la dichiarazione dei redditi ed il quadro RW con l’indicazione di tutte le attività finanziarie e degli altri beni che essi possiedono all’estero.

[1] C n. 26638 del 10.11.2017

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI