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Si può ereditare la classe di merito di un defunto?

16 novembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 novembre 2017



Può beneficiare della classe di merito solo il coniuge superstite se sposato in comunione dei beni ed è intestatario dell’auto al 100%.

Che succede quando viene a mancare il titolare di una polizza auto? Qualche suo familiare può entrare in possesso del contratto assicurativo? O, per dirla in un altro modo, si può ereditare la classe di merito di un defunto? Si può. A patto che sia il coniuge e abbia l’auto intestata al 100%. Vediamo perché.

Che succede quando muore il titolare di una polizza auto

In caso di decesso del titolare di una polizza auto, bisogna, innanzitutto, avvertire la compagnia di assicurazioni. Le possibilità sono solitamente due, a seconda della politica di ogni compagnia:

  • che la copertura cessi immediatamente;
  • che la copertura venga garantita per sei mesi dalla data del decesso, sempre che il relativo premio sia stato pagato.

In qualsiasi caso, la domanda è legittima: conviene chiudere la polizza oppure si può ereditare la classe di merito del defunto e, quindi, è meglio tenerla aperta?

Come noto, la legge Bersani [1] consente il passaggio della classe di merito all’interno del nucleo familiare. Di solito avviene da padre a figlio, in quanto il primo (per logica e per esperienza) dovrebbe avere una classe di merito più vantaggiosa rispetto a chi ha due o tre anni di patente a dir tanto.

Tuttavia, in caso di decesso c’è un aspetto da non sottovalutare: l’unica persona che può ereditare la classe di merito del defunto è il coniuge in comunione dei beni, a patto che abbia l’auto intestata a sé al 100% e non a metà o per niente. Il motivo è semplice: l’auto, come gli altri beni del defunto, al momento del decesso passa agli eredi e, in caso di cointestazione della macchina, la polizza assicurativa partirà dalla classe di merito peggiore.

Conviene, dunque, se le circostanze lo consentono, fare il passaggio di proprietà dell’auto al coniuge (sempre, appunto, che la coppia sia sposata in comunione dei beni). Questi potrà ereditare la classe di merito del defunto e tutto lo storico della polizza senza dover ricorrere alla legge Bersani. L’alternativa, nel caso in cui manchi già l’altro coniuge, è intestarla prima del decesso a uno solo degli eredi, possibilmente quello con la classe di merito più vantaggiosa.

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Autore immagine: 123rf.com

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1 Commento

  1. io sono patentato ed dal 96 ed automunito dal 97 senza alcun sinistro, percui da svariati anni sono in classe di merito 1. ho iniziato pagando in lire 1.8 milioni di lire l’anno, scendendo poi poco alla volta e soprattutto cambiando assicurazione ogni 2 anni circa. Sono quindi in 15-16 anni arrivato a pagare 320 euro l’anno per la polizza di un’utilitaria 1.2. Mia cugina ha perso entrambi i genitori piuttosto giovane, prima il padre che aveva un’utilitaria 1.1 anche lui in prima classe da qualche anno, alla sua morte la macchina viene intestata alla moglie ed alla figlia, la figlia neopatentata e la moglie senza patente. Questo a detta dell’assicurazione al fine di poter mantenere la classe di merito del defunto, mesi dopo viene a mancare anche la madre. ora mia cugina che guida la macchina da 3 giorni e nemmeno sa fare un parcheggio in retro marcia paga meno di me che in 20 anni ho fatto qualcosa come 600.000 km per mezza europa senza mai alcun sinistro… bella cavolata la Legge Bersani in certi casi. occorrerebbe che l’assicurazione fosse divisa in 2: una “statica” per assicurare il veicolo fermo sulla strada pubblica, ed una personale, ovvero sulla patente, scaglionata in base alle categorie di veicoli che si vuole guidare. così ognuno è responsabile per se senza tutti questi giochetti, e chi ha la patente ma non l’auto, deve comunque avere un’assicurazione personale se vuole farsi prestare un’auto

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