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Dove si comprano le cambiali e quanto costano?

16 novembre 2017


Dove si comprano le cambiali e quanto costano?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 novembre 2017



È vero che le cambiali sono gratuite e che si paga solo l’imposta di bollo dal tabacchino?

Dopo molte trattative hai concordato un piano di rientro su un debito che hai con una persona. Il creditore ti ha chiesto delle garanzie e hai deciso di firmare delle cambiali. Sai bene che, in caso di mancato pagamento, verrai protestato e il creditore potrà pignorarti i beni, ma questo non ti preoccupa perché sei intenzionato ad onorare il debito. Ora viene però la parte più problematica: dove si comprano le cambiali e quanto costano? Sino ad oggi hai solo letto qualche articolo di diritto commerciale, ma non ne hai mai visto una dal vivo. Quindi non hai proprio idea di come siano fatte e di come vadano compilate. Se quindi ti stai chiedendo dove acquistare le cambiali e come procedere per garantire il tuo pagamento cercheremo di darti qualche informazione pratica con questo articolo.

Cambiali o assegni postdatati?

È molto probabile che, prima di chiederti dove comprare le cambiali, avrai proposto al creditore la firma di assegni postdatati come garanzia del piano di rientro. Questo perché sai già che gli assegni te li dà gratuitamente la banca e non ci devi pagare imposte di bollo come invece per le cambiali. Ma è proprio per questo che l’assegno non può fungere da garanzia per un pagamento futuro; la legge infatti stabilisce che l’assegno debba essere pagato a vista al portatore. Con la conseguenza che, se emetti un assegno con data futura, la postdatazione si considera come mai posta e il creditore potrebbe portarlo all’incasso ancor prima. Ma non lo farà. Se lo facesse, infatti, dovrebbe pagare l’imposta di bollo e le sanzioni per l’evasione [1]. Dunque, ecco perché tutte le volte in cui si vuol garantire un pagamento a rate è sempre meglio concordare il rilascio di cambiali e non di assegni postdatati.

Dove acquistare le cambiali?

Vediamo ora dove si comprano le cambiali e quanto costano.

Per comprare una cambiale devi recarti in un comunissimo tabacchino, in particolare presso le rivenditorie di valori bollati emessi dal Monopolio di Stato. In tabaccheria potrai da un lato procurarti la cambiale vera e propria, ossia il foglietto da compilare con tutti i dati del pagamento da eseguire, dall’altro pagare il bollo sulla cambiale.

Quando costa una cambiale?

Per quanto riguarda il costo della cambiale, questa è assolutamente gratuita. Le tabaccherie rilasciano senza alcun costo i foglietti con il cosiddetto «pagherò» o «vaglia cambiario». Anzi addirittura il commesso consegna sempre un numero superiore a quello richiesto dal cliente in modo tale che, se questi dovesse commettere un errore nella compilazione del titolo, avrebbe un altro foglio in sostituzione. 

A quanto ammonta il bollo della cambiale?

Ciò che costa è invece il bollo della cambiale. Per pagare il bollo bisogna, come detto, rivolgersi alla tabaccheria autorizzata che lo emette con la “macchinetta” della lottomatica. In pratica si tratta del nuovo contrassegno telematico.

Vediamo quanto costa il bollo della cambiale. L’imposta è pari al 12 per mille dell’importo che verrà indicato sulla cambiale. Si possono portare le cambiali già compilate al tabacchino che poi calcola l’imposta e fa pagare il cliente oppure, in alternativa, si può riferire al tabacchino l’importo che verrà indicato sulla cambiale affinché questi emetta i bolli (uno per ogni cambiale da utilizzare).

Quindi, ad esempio, se devi emettere tre cambiali da mille euro ciascuna, dovrai pagare tre bolli da 12 euro (uno per ogni cambiale).

Come si calcola il 12 per mille? Prendi l’importo che indicherai sulla cambiale e moltiplicalo per 12. Il risultato dividilo per mille. Ad esempio, su una cambiale da 40mila euro il bollo è di 480 euro.

Chi deve pagare il bollo sulle cambiali?

La legge non dice chi debba pagare il bollo sulla cambiale. Di solito è il debitore in quanto è questi il soggetto obbligato. Tuttavia ben potrebbe essere che sia il creditore, volendo a tutti i costi la garanzia del titolo esecutivo, che sia disposto a sobbarcarsi questo onere.

Come si compila una cambiale

Compilare una cambiale è molto facile. L’operazione è simile a quella di un assegno. Ecco cosa devi indicare

  • Luogo e data emissione Cambiale: per esempio Roma 12.10.2017;
  • Importo della somma da pagare in cifre: per esempio 1.000 euro;
  • Data di scadenza della cambiale: si tratta della scadenza della rata, ossia del giorno, del mese e dell’anno in cui bisogna versare la somma al creditore. Ad esempio 01.05.2018. Se manca la scadenza, la cambiale si considera pagabile a vista;
  • Nome del beneficiario o denominazione se persona giuridica;
  • Importo della cambiale in lettere: per esempio milleeuro;
  • Luogo dove deve essere effettuato il pagamento: per esempio il domicilio del debitore o IBAN del debitore;
  • Dati Debitore: se persona fisica: va indicato il luogo e la data di nascita e il codice fiscale; se persona giuridica: va indicato l’indirizzo della sede legale e il codice fiscale;
  • Firma di chi emette la cambiale in caso di pagherò;
  • Bollo su Cambiale: va apposto sul retro della cambiale ed è proporzionale alla somma sottoscritta con il titolo di credito, ovvero, pari al 12 per mille. In mancanza dell’imposta di bollo la cambiale può circolare ma non ha valore esecutivo, ossia, in caso di mancato pagamento, non è possibile fare pignoramento.

note

[1] L’emissione di un assegno postdatato, ovvero che presenta una data di emissione successiva a quella effettiva, è contraria alle norme imperative contenute nel Rd 21 dicembre 1933, n. 1736, agli articoli 1 e 2, i quali rispettivamente stabiliscono che l’assegno bancario debba contenere l’indicazione della data e del luogo di emissione (articolo 1, n. 5) e che il titolo nel quale manchi uno alcuno dei requisiti indicati nell’articolo precedente non vale come assegno bancario (articolo 2, comma 1). L’assegno postdatato diventa a tutti gli effetti una cambiale della quale si è per evasa l’imposta di bollo. Quanto ai limiti di importo per gli assegni pagati allo sportello, la legge non ne prescrive, tuttavia i singoli istituti di credito stabiliscono autonomamente eventuali commissioni in caso di presentazione allo sportello di assegni di altri istituti e la necessità di avere un conto corrente su cui far transitare l’assegno qualora esso superi determinati importi stabiliti dall’istituto. Ai fini dell’incasso la banca può chiedere, qualora il soggetto non sia conosciuto presso l’istituto, i documenti che legittimano l’operazione ovvero valido documento di identità.

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