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Lo sai che? Prescrizione gas

Lo sai che? Pubblicato il 16 novembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 16 novembre 2017

Quando cade in prescrizione la bolletta del gas: la scadenza della fattura del riscaldamento per le utenze famiglia e business.

Quando hai lasciato l’ultimo appartamento che hai preso in affitto non hai pagato le ultime bollette del gas. Nel frattempo hai cambiato indirizzo e non ti è arrivata alcuna richiesta di pagamento. Solo ora, a distanza di molti anni, ti è stata consegnata una raccomandata con una lettera di sollecito da parte di uno studio legale che ti intima di versare diverse centinaia di euro, pena il ricorso alle vie giudiziarie. Essendo ormai decorso molto tempo da quando hai disdettato l’affitto, ritieni di non dover pagare alcuna somma. Tuttavia vorresti essere certo di ciò e sapere qual è la prescrizione del gas. In altri termini quando scadono le bollette del gas? Lo scopriremo in questo articolo.

Che significa prescrizione gas?

Quando si parla di «prescrizione» si intende l’estinzione di un diritto, generalmente il diritto di credito che ha una persona verso il proprio debitore. Il credito si estingue definitivamente – ossia si prescrive – nel momento in cui il suo titolare non lo esercita per un certo periodo prefissato dalla legge. Quindi, in questo arco di tempo, il creditore non deve aver inviato alcuna lettera di diffida o messa in mora. La posta semplice non fa testo, perché non consente al mittente di dimostrarne l’avvenuto ricevimento; per cui contano solo le raccomandate o la posta elettronica certificata.

La legge stabilisce diversi termini per la prescrizione dei debiti che variano da 2 a 5 anni. Ad esempio, entro 2 anni bisogna chiedere il risarcimento all’assicurazione per il risarcimento da incidente stradale; entro 3, il professionista può rivendicare la sua parcella; entro 5 anni dal licenziamento il dipendente può rivendicare le buste paga non versate e sempre entro 5 anni è possibile chiedere il risarcimento per una lesione o un danno provocato al proprio appartamento. In tutti gli altri casi la prescrizione è di 10 anni: si pensi al mancato pagamento di una fattura emessa da una ditta di ristrutturazioni.

Quindi, quando si parla di prescrizione del gas si intende dire che la bolletta non va più pagata e la diffida inviata dal creditore non può sortire alcun effetto. Se anche il creditore dovesse agire in tribunale e chiedere, ad esempio, un decreto ingiuntivo, ci si potrebbe opporre e far rilevare al giudice l’intervenuta prescrizione; a tal punto il magistrato dovrebbe revocare il decreto ingiuntivo perché il credito è come se fosse “scaduto”.

Vediamo allora qual è la prescrizione delle bollette del gas.

I termini di prescrizione del gas

Una volta capito cos’è la prescrizione, vediamo quali sono i termini entro cui pagare la bolletta del riscaldamento e quando invece non va più onorata.

Il codice civile [1] stabilisce che si prescrive in cinque anni tutto ciò che deve pagarsi periodicamente ad anno o a termini più brevi. Quindi, quando c’è in mezzo un contratto con prestazioni continuative come le utenze del telefono, della luce, dell’acqua o del gas, che vengono versate almeno una volta all’anno (anche se la cadenza è quasi sempre mensile o bimestrale), il termine di prescrizione è quinquennale.

In sintesi la bolletta del gas si prescrive in 5 anni. Il termine decorre dalla data di scadenza della bolletta indicata sulla stessa. Quindi non si deve considerare né la data di emissione della bolletta né quella di ricevimento.

Conseguentemente, anche le ricevute di pagamento del gas devono essere conservate per massimo 5 anni poiché dopo tale termine, se anche smarrite, l’utente potrà sempre appigliarsi alla prescrizione.

Come si interrompe la prescrizione del gas

Attenzione a questa regola che spesso si ignora. Se la società del gas invia all’utente una lettera con cui sollecita il pagamento interrompe la prescrizione, a condizione che si tratti di una raccomandata. Se è una posta semplice non ha alcun valore. L’interruzione della prescrizione comporta che, dal giorno dopo il ricevimento della messa in mora, il termine di prescrizione del gas torna a decorrere da capo e quindi bisognerà attendere altri 5 anni prima di poter dire di non dover più pagare.

 

Come contestare la prescrizione?

Se la società del gas dovesse richiedere il pagamento della bolletta del gas dopo cinque anni dalla scadenza della fattura, l’utente non è tenuto a pagare e può genericamente rispondere dicendo che il credito si è prescritto.

Se la società dovesse inviare invece il sollecito entro i 5 anni, l’utente sarebbe tenuto a pagare.

Nel primo caso, accertata la prescrizione, l’utente può inviare una raccomandata o una Pec (posta elettronica certificata) in cui fa presente l’intervento della prescrizione e che, pertanto, la bolletta non va più pagata. Se non dovesse ricevere risposta o al contrario la società dovesse insistere, non conviene fare causa ma è meglio attendere le mosse dell’asserito creditore: difficilmente questi potrà agire in giudizio sapendo di avere torto in partenza, ma qualora lo dovesse fare il consumatore avrebbe già la vittoria in mano.

Come si calcola la bolletta del gas?

L’impresa distributrice provvede al controllo dei consumi tramite lettura del contatore (definito gruppo di misura). Se il contatore si trova all’interno dell’unità immobiliare è necessaria la presenza e la collaborazione dell’utente.

La lettura deve avvenire nel rispetto delle seguenti cadenze temporali:

  • per gli utenti con consumi annui standard fino a 500 metri cubi: almeno una volta ogni anno, con un intervallo massimo di 13 mesi e minimo di 6 mesi fra due tentativi consecutivi;
  • per gli utenti con consumi annui standard da 501 a 5.000 metri cubi: almeno 2 volte l’anno, con un intervallo massimo di 7 mesi e minimo di 3 mesi fra due tentativi consecutivi;
  • per gli utenti con consumi annui standard superiori a 5.000 metri cubi: una volta al mese.

Per le nuove forniture, la prima lettura deve avvenire entro 6 mesi dall’attivazione.

In caso di mancata lettura del contatore, l’impresa distributrice deve comunicare all’utente l’avvenuto tentativo di lettura e procedere alla stima del consumo.

Se si tratta di utente con consumi fino a 5.000 metri cubi annui, deve invitarlo a comunicare i dati attraverso l’autolettura mettendogli a disposizione strumenti che gli consentano di comunicare il proprio consumo (ad esempio numero verde, cartolina postale, indirizzo di posta elettronica, ecc.).

L’autolettura è valida ai fini della fatturazione, salvo il caso in cui il dato comunicato sia poco verosimile rispetto alla media dei precedenti consumi: in questo caso il cliente deve essere informato e il fornitore procede alla stima del consumo.

Se l’utente non effettua l’autolettura, il fornitore determina un consumo stimato in base al quale procede alla richiesta di pagamento.

Il pagamento in base al consumo stimato è considerato in acconto ed è dunque fatto salvo il conguaglio (a credito o a debito dell’utente).

Cos’è il bonus gas?

È possibile ottenere il bonus gas ossia una riduzione sulle bollette del gas riservata alle famiglie a basso reddito e numerose. Il bonus vale esclusivamente per il gas metano distribuito a rete (e non per il gas in bombola o per il GPL) per i consumi nell’abitazione di residenza.

Il bonus può essere richiesto da tutti i clienti domestici che utilizzano gas naturale con un contratto di fornitura diretto o con un impianto condominiale, se in presenza di un indicatore ISEE:

  • non superiore a 7.500 euro;
  • non superiore a 20.000 euro per le famiglie numerose (con più di 3 figli a carico).

Per chiedere il bonus si deve compilare un modulo da consegnare al Comune di residenza o presso altro istituto eventualmente designato dallo stesso Comune. I moduli sono reperibili ad esempio presso i Comuni, sui siti internet dell’AEEGSI e del Ministero dello sviluppo economico.


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