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Pensione forze dell’ordine, si può ottenere col cumulo?

18 novembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 18 novembre 2017



Gli appartenenti al comparto Difesa, Sicurezza e Soccorso possono ottenere la pensione sommando i contributi di gestioni diverse?

Non sono pochi gli appartenenti al comparto Difesa, Sicurezza e Soccorso (Polizia, Carabinieri, Forestali, Militari, Vigili del fuoco) che, oltre ai contributi versati nella Cassa Stato (cioè nella gestione previdenziale di appartenenza, facente parte dell’ex Inpdap), possiedono dei contributi versati in altre gestioni previdenziali.

Ci si chiede, allora, se anche gli appartenenti alle forze dell’ordine possano beneficiare della facoltà di sommare gratuitamente i contributi accreditati nelle diverse gestioni, cioè del cumulo gratuito dei contributi, per ottenere la pensione.

Pensione col cumulo per le forze dell’ordine

Sfortunatamente, secondo le previsioni della legge che ha istituito il cumulo [1], confermate dalla legge che ne ha modificato alcuni aspetti [2], non è possibile conseguire alcun tipo di pensione di anzianità attraverso il cumulo dei contributi, compresa la pensione di anzianità del comparto Difesa, Sicurezza e Soccorso, ma è possibile ottenere soltanto:

  • la pensione di vecchiaia, al compimento di 66 anni e 7 mesi di età (requisito valido per tutti, uomini e donne, dal 2018), se si possiedono almeno 20 anni di contributi (assieme agli eventuali ulteriori requisiti richiesti dalle singole gestioni interessate dal cumulo);
  • la pensione anticipata, per ottenere la quale, sino al 31 dicembre 2018, occorrono almeno 42 anni e 10 mesi di contributi, che dal 1° gennaio 2019 diventeranno 43 anni e 3 mesi (per le donne è previsto lo sconto di un anno).

Gli appartenenti al comparto Difesa, Sicurezza e Soccorso, dunque, per beneficiare del cumulo gratuito dei contributi, devono rispettare i requisiti per la pensione previsti per la generalità degli iscritti alle gestioni Inps e non possono utilizzare il beneficio per conseguire la pensione alle condizioni agevolate previste per il comparto (pensione di anzianità con 40 anni e 7 mesi di contributi, più finestra mobile pari a 15 mesi, o con 57 anni e 7 mesi di età e 35 anni di contributi, più finestra mobile di 12 mesi; pensione di vecchiaia con 60 anni e 7 mesi di età e 20 anni di contributi, salvo specifiche eccezioni, più finestra mobile di 12 mesi).

In ogni caso, non ci sono dubbi sul fatto che gli appartenenti al comparto Difesa, Sicurezza e Soccorso possano beneficiare del cumulo, anche se con i requisiti validi per la generalità dei lavoratori. La legge istitutiva del cumulo riconosce infatti questa facoltà agli iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria e alle forme sostitutive ed esclusive della stessa (come appunto l’ex Inpdap) e agli iscritti alla gestione separata, che non siano già titolari di trattamento pensionistico presso una delle gestioni: questi lavoratori, secondo la menzionata legge, hanno facoltà di cumulare i periodi assicurativi non coincidenti per conseguire un’unica pensione, qualora non siano in possesso dei requisiti per il diritto al trattamento pensionistico.

La legge di Bilancio 2017 [2], poi, ha modificato le regole sul cumulo includendo gli iscritti alle gestioni dei liberi professionisti e anche coloro che pur essendo in possesso, presso una o più gestioni interessate dal cumulo, dei requisiti per conseguire un’autonoma pensione, non abbiano ottenuto la liquidazione di alcuna pensione diretta.

Pertanto, i militari e gli appartenenti alle forze dell’ordine in genere, se non già pensionati possono ottenere, avvalendosi della facoltà di cumulo, la pensione anticipata con 42 anni e 10 mesi di contributi (41 anni e 10 mesi se donne) o la pensione di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi di età, con un minimo di 20 anni di contributi.

Come si calcola la pensione col cumulo per le forze dell’ordine

Come precisato da una recente circolare Inps [3], per il calcolo della pensione ciascuna gestione tiene conto delle regole del proprio ordinamento, vigenti alla data di presentazione della domanda. Ai fini della quota di pensione soggetta al calcolo retributivo, però, cioè per verificare il diritto al calcolo retributivo o misto (a seconda del fatto che si possiedano o meno 18 anni di contributi alla data del 31 dicembre 1995) si tiene conto dell’anzianità contributiva complessiva [4]. Pertanto, se cumulando gli anni di lavoro al di fuori del comparto Difesa, Sicurezza e Soccorso con gli anni lavorati presso il comparto, si supera il requisito di 18 anni di contribuzione al 31 dicembre 1995, la pensione sarà calcolata col sistema retributivo sino all’anno 2011, quindi si otterrà, nella generalità dei casi, un trattamento più vantaggioso.

Quando è liquidata la pensione col cumulo per le forze dell’ordine

Perché possa essere liquidata la pensione col cumulo è richiesta la cessazione del rapporto di lavoro dipendente, quindi è necessario presentare le dimissioni, come avviene per la generalità delle pensioni dirette (successivamente, ci si può rioccupare).

Il trattamento pensionistico decorre dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda di pensione in cumulo e comunque non prima del 1° febbraio 2017.

note

[1] Legge 228/2012.

[2] Legge 232/2016.

[3] Inps Circ. n. 60/2017.

[4] Inps Circ. n. 140/2017.

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