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Lo sai che? Quando il bollo auto non si paga

Lo sai che? Pubblicato il 19 novembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 19 novembre 2017

I casi di esenzione dal pagamento della tassa automobilistica: quando si può non pagare senza subire il rischio della cartella esattoriale?

Per quanto indispensabile, l’auto resta sempre un bene di lusso. Tra bollo, assicurazione, carburante, garage o box, le spese fisse collegate alla gestione della macchina possono raggiungere facilmente 100 euro al mese. Lo sa bene l’Agenzia delle Entrate che, dalla proprietà di un automezzo deduce la presenza di una capacità contributiva e si aspetta pertanto di trovare, nella dichiarazione dei redditi, uno stipendio sufficiente a coprire tali spese. Anche se il bollo è, tutto sommato, l’onere meno gravoso collegato all’utilizzo del mezzo, sono molti i contribuenti che vorrebbero sbarazzarsene. Cosa che succede non di rado visto che l’imposta è spesso evasa. Ci sono però delle situazioni in cui è la stessa legge a stabilire esenzioni del bollo auto. Quali sono questi casi? È quello che cercheremo di riassumere in questo articolo dedicato appunto a quando il bollo auto non si paga.

Quali sono le tasse sulle auto?

Prima di chiarire quando non pagare il bollo auto, ricordiamo quali sono le tasse sui veicoli soggetti ad immatricolazione; queste sono:

  • la tassa automobilistica (c.d. bollo auto), il cui importo viene determinato in base ai Kw del veicolo e alla regione;
  • imposta provinciale di trascrizione.

A chi si paga il bollo auto?

Le tasse automobilistiche sono un tributo periodico (tassa di possesso), devoluto alle Regioni a statuto ordinario e province autonome di Trento e Bolzano. Nel primo caso quindi bisogna pagare il bollo auto alla Regione, mentre nel secondo all’Agenzia delle Entrate.

Chi riscuote il bollo auto?

La riscossione materiale del bollo auto è invece affidata all’Agente della Riscossione che, di norma, è Agenzia Entrate Riscossione.

Per quali mezzi si paga il bollo auto?

Il bollo auto si paga per motocicli, veicoli ed autoscafi diversi da quelli da diporto.

Chi deve pagare il bollo auto?

Deve pagare il bollo auto colui che, in base alle iscrizioni contenute al Pra (Pubblico Registro automobilistico), risulta nell’ultimo giorno del periodo d’imposta (il primo in Lombardia), proprietario del mezzo o usufruttuario o acquirente con patto di riservato dominio. In caso di leasing e per tutta la durata del contratto, annotato al PRA, sono tenuti gli utilizzatori del veicolo.

Quando non si paga il bollo auto?

Veniamo ora a tutti i casi di esenzione dal pagamento del bollo auto.

Esonero dal pagamento del bollo per radiazione dell’auto

Il primo caso in cui non si paga il bollo auto è, ovviamente, quello in cui l’auto cessa di esistere come bene giuridico. È quindi il caso della radiazione. In particolare il bollo auto non va pagato a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in cui si verifica la radiazione del veicolo dal Pra.

Furto dell’auto

Un altro caso in cui non va pagato il bollo auto è quello del furto del mezzo. In tale ipotesi però bisognerà far annotare al Pra la cosiddetta «perdita di possesso». Bisogna quindi denunciare ai carabinieri il furto e depositare una copia della stessa al Pra. Da questo momento, per lo Stato, non si è più proprietari dell’auto e, quindi, non si è tenuto al versamento dell’imposta. Regole particolari valgono in alcune Regioni.

Vendita dell’auto

Chi cede l’auto usata a un’altra persona non deve più pagare il bollo che scade dopo la trascrizione dell’atto di vendita o donazione al Pra. Potrebbe però succedere che l’acquirente o il donatario, pur avendo annotato sul libretto di circolazione il passaggio di proprietà, non abbia provveduto alla successiva trascrizione al Pra. In tal caso il precedente proprietario potrà optare per una di queste soluzioni:

  • richiedendo direttamente la trascrizione al Pra per poi rivalersi dei costi sostenuti nei confronti dell’acquirente per il rimborso dei costi;
  • in alternativa può rivolgersi al giudice di pace per ottenere una sentenza che accerti la perdita del possesso; bisognerà avviare un giudizio in cui dimostrare che non si è più proprietario dell’auto. Questa strada non è meno indolore della precedente perché, oltre alle tasse per la causa, ci sarà da pagare l’onorario all’avvocato (la parte però potrebbe decidere di difendersi da sola davanti al giudice di pace);
  • la soluzione più semplice e garantista per registrare un passaggio di proprietà è quella di rivolgersi direttamente ad uno sportello telematico dell’automobilista (Sta) che effettua anche gratuitamente l’autentica di firma del venditore.

Fermo amministrativo e bollo auto

Di norma, gran parte delle Regioni prevede l’esonero del bollo auto in caso di fermo amministrativo eseguito dall’Agente della Riscossione. Tuttavia, di recente, la Corte Costituzionale ha detto che la Regione non è tenuto a garantire questa esenzione e potrebbe disporre ugualmente il versamento dell’imposta. Quindi, chi non ha pagato le cartelle esattoriali e ha subito il fermo farà bene a informarsi presso la Regione di competenza.

Rinuncia all’eredità e bollo auto

Dal 2013, chi rinuncia all’eredità può far trascrivere tale rinuncia al Pra (cosa che, in passato, non era possibile). In questo modo non è più tenuto a pagare il bollo per l’auto del defunto passata in successione.

Bollo auto per disabili

Un altro caso di esenzione dal bollo auto è per soggetti disabili. Ne hanno diritto:

  • non vedenti e sordi
  • disabili con handicap psichico o mentale titolari dell’indennità di accompagnamento
  • disabili con grave limitazione della capacità di deambulazione o affetti da pluriamputazioni
  • disabili con ridotte o impedite capacità motorie (in questo caso occorre l’adattamento del veicolo).

Esenzione bollo auto per familiari di disabili

Può usufruire dell’esenzione dal bollo auto anche il familiare del disabile a condizione che il portatore di handicap sia a suo carico ai fini fiscali. In questo caso, il documento comprovante la spesa può essere intestato indifferentemente alla persona disabile o al familiare del quale egli risulti a carico. Leggi Esenzione bollo auto disabili.

Per essere considerato “fiscalmente a carico” il disabile deve avere un reddito complessivo annuo non superiore a 2.840,51 euro. Per il raggiungimento di questo limite non va tenuto conto dei redditi esenti, come, per esempio, le pensioni sociali, le indennità (comprese quelle di accompagnamento), le pensioni e gli assegni erogati ai ciechi civili, ai sordi e agli invalidi civili.

Auto d’epoca o storiche e bollo auto

Auto d’epoca e auto storiche non pagano il bollo auto solo a partire dal 30° anno successivo alla sua immatricolazione.

Quali sono le auto d’epoca?

Sono auto d’epoca i motoveicoli e gli autoveicoli:

  • iscritti in apposito elenco presso il Centro storico del Dipartimento per i trasporti terrestri (D.T.T.);
  • cancellati dal P.R.A. perché destinati alla loro conservazione in musei o locali pubblici e privati, ai fini della salvaguardia delle originarie caratteristiche tecniche specifiche della casa costruttrice;
  • inadeguati nei requisiti, nei dispositivi e negli equipaggiamenti alle vigenti prescrizioni stabilite per l’ammissione alla circolazione che può essere consentita, previo rilascio di specifica autorizzazione dell’ufficio territoriale del D.D.T., soltanto in occasione di apposite manifestazioni o raduni autorizzati, limitatamente all’ambito della località e degli itinerari di svolgimento delle manifestazioni o raduni, con foglio di via e targa provvisoria ex art. 99 C.d.S.

Quali sono le auto storiche?

Sono invece auto storiche (o meglio dette «veicoli di interesse storico e collezionistico»)  quelle iscritte in uno dei registri A.S.I. (autoveicoli e motoveicoli), Storico Lancia, Italiano FIAT, Italiano Alfa Romeo (solo autoveicoli), Storico F.M.I. (solo motoveicoli) e da questi dotati della certificazione attestante la rispettiva data di costruzione nonché le caratteristiche tecniche (c.r.s.c.). Tali veicoli rimangono iscritti al P.R.A. e non possono circolare salvo che  sono ammessi alla circolazione purché in possesso di sistemi, dispositivi e componenti efficienti e conformi alle prescrizioni in materia. A parità di efficienza, eventuali difformità devono essere dichiarate ammissibili dal ministero dei Trasporti e della Navigazione alla data di fabbricazione dei veicoli interessati.

Prescrizione bollo auto

L’ultimo caso in cui non si deve pagare il bollo auto è quando questo si riferisce ad arretrati caduti in prescrizione. Il bollo auto si prescrive dopo 3 anni che decorrono dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello in cui il pagamento è dovuto e scadono il 31 dicembre del 3° anno. Pertanto il bollo auto arretrato non va più pagato a partire dal 4° anno successivo a quello in cui il versamento doveva essere effettuato.


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