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Donazione tra familiari: come regolarizzarla

19 Novembre 2017


Donazione tra familiari: come regolarizzarla

> Diritto e Fisco Pubblicato il 19 Novembre 2017



Prestiti tra parenti: la scrittura privata da registrare ed esibire all’Agenzia delle Entrate per non avere un accertamento fiscale.

Hai ricevuto una somma di denaro da tuo padre o da tua madre. Si tratta di un regalo importante, che ti hanno voluto fare come contributo per l’acquisto degli arredi per la tua casa e per il pagamento della prima parte del mutuo, in attesa che il tuo reddito si consolidi. Si tratta dei risparmi dei tuoi genitori e, giustamente, non vuoi che il fisco ci metta le mani sopra. Né vuoi sbagliare nel gestire il trasferimento del denaro affinché l’Agenzia delle Entrate o la finanza possano insospettirsi o crearti problemi.  Per cui ti chiedi come regolarizzare la donazione tra familiari. Lo cercheremo di spiegare in questo articolo.

Donazione tra familiari: si pagano le tasse?

La prima buona notizia è che non bisogna pagare le tasse. Infatti le donazioni tra familiari in linea retta (come appunto quelle tra padre e figlio o tra madre e figlio) non scontano l’imposta sulle donazioni se non eccedono la soglia di un milione di euro. Dopo tale tetto l’aliquota è del 4% sul valore complessivo della donazione.

Se la donazione è di modico valore, per la formalizzazione basta la consegna del denaro (vedremo a breve come deve avvenire per non avere problemi col fisco). Se invece la donazione non è di modico valore (rispetto al reddito del donante e del donatario) è opportuno andare dal notaio a formalizzare l’atto. In caso contrario, però, non si commette alcun illecito tributario, né l’Agenzia delle Entrate potrà recriminare qualcosa; difatti il rogito serve solo a rendere la donazione non contestabile da parte di terzi (ad esempio altri fratelli o eredi).

Donazione tra familiari: quali rischi si corrono?

Se, sino ad oggi, hai creduto che i passaggi di denaro tra familiari non comportassero problemi col fisco ti sei sbagliato di grosso. Sono proprio questi, anzi, una delle principali cause di contenzioso con l’Agenzia delle Entrate. Quasi sempre l’amministrazione si accorge che c’è qualcosa che non va dal confronto tra i dati presenti nell’Anagrafe tributaria e i risultati del  del redditometro: se il contribuente spende più di quanto guadagna è verosimile che qualcuno gli stia dando degli aiuti economici o che stia nascondendo dei redditi. Ma se la donazione di un parente è un fatto che spetta al contribuente dimostrare, l’ipotesi dell’evasione può essere semplicemente “presunta” dal fisco. Che significa? Qui interviene un aspetto contorto delle regole tributarie: l’Agenzia delle Entrate può ritenere che vi sia evasione quando i dati in proprio possesso risultano contrastati (come appunto un tenore di vita superiore alla dichiarazione dei redditi); spetta al contribuente dimostrare il contrario. Lo deve fare innanzitutto in via amministrativa, con un confronto diretto all’ufficio o con scritti difensivi. Ma se le sue difese non appaiono convincenti scatta l’accertamento fiscale.

In sintesi: se il fisco dovesse accorgersi che il contribuente sta spendendo troppo rispetto a quello che dichiara gli chiede chiarimenti. In quella sede, il contribuente dovrà dimostrare che il denaro speso è (anche) frutto della donazione di un parente. È necessaria una prova documentale. Se questa prova manca, scatta l’accertamento fiscale.

Ecco quindi che, disporre di denaro superiore rispetto alla propria busta paga, può essere un boomerang se non saputo gestire. Diventa allora necessario regolarizzare anche la donazione tra familiari. Vediamo come fare.

L’Agenzia delle Entrate deve tenere conto del potere di acquisto della famiglia

Ci sono state numerose sentenze della Cassazione che hanno bacchettato l’Agenzia delle Entrate per accertamenti fatti nei confronti di contribuenti basati solo sul reddito da questi dichiarato, che evidentemente era risultato inferiore rispetto al tenore di vita. Secondo invece la giurisprudenza, gli agenti del fisco devono tenere conto anche del reddito dei familiari più stretti che convivono insieme al contribuente: tra questi infatti si creano vincoli di solidarietà che portano l’uno ad aiutare l’altro e a contribuire alle relative spese. Non si può insomma applicare una bilancia millimetrica. È verosimile, ad esempio, che il figlio disoccupato di un uomo molto ricco spenda parecchio pur non avendo un reddito e che tali soldi gli vengano dati in contanti dal padre, senza alcuna tracciabilità. Di ciò l’Agenzia deve quindi sempre tenere conto.

Come regolarizzare la donazione tra familiari

Per capire come regolarizzare la donazione dobbiamo capire come questa è avvenuta. Ci sono due modi per ottenere in regalo dei soldi da un familiare:

  • donazione diretta: il padre o la madre danno i soldi al figlio, in contanti o con bonifico bancario; il figlio poi li utilizza come meglio crede;
  • donazione indiretta: il padre o la madre versano la somma al venditore di un bene (ad esempio il concessionario auto) e chiedono a questi di intestare il bene al loro figlio. Oppure versano la somma di denaro al figlio con l’espressa indicazione che questa serve per realizzare uno specifico scopo (ad esempio pagare l’acconto al costruttore della casa).

Leggi anche Come fare una donazione in denaro.

In entrambi i casi, è sempre necessario conservare le tracce della donazione. In che modo? Il metodo migliore è il bonifico bancario. Ma non basta. Questo deve essere accompagnato anche da una opportuna causale che manifesti chiaramente l’intento delle parti. Scrivere nel bonifico «donazione» o «regalia» potrà servire a far apparire al fisco tutto nella norma.

Ma che succede se il beneficiario non ha un conto corrente e la somma gli viene data in contanti? Anche qui la giurisprudenza è stata molto chiara e rigorosa: bisogna formalizzare il tutto mediante una scrittura privata con data certa. Si deve redigere cioè di un documento con cui viene evidenziata la somma regalata specificando che non si tratta di prestito. In più la scrittura deve essere datata e tale data va “certificata” da un pubblico ufficiale. I metodi più usati per dare la «data certa» a un documento sono:

  • registrazione della scrittura privata all’Agenzia delle Entrate;
  • spedizione del documento con raccomandata a.r. allo stesso autore, senza imbustarlo, ma ripiegandolo su se stesso, in modo tale che il timbro postale faccia un unico corpo con il foglio;
  • spedire con una posta elettronica certifica il documento firmato digitalmente.

Attenzione però: i contanti non possono mai superare 2.999,99 euro. Per somme maggiori bisognerà necessariamente dare un assegno bancario o circolare qualora il beneficiario non abbia un conto. Altrimenti si potrà procedere anche con bonifico.

Il modello della donazione tra familiari

Ecco un possibile modello di donazione tra familiari.

SCRITTURA PRIVATA DI DONAZIONE DI SOMMA TRA FAMILIARI

Con la presente scrittura privata, redatta in duplice originale, tra

il signor ……… nato a ……… (…) il ……… e residente in ……… in via ……… n. …, codice fiscale ………, (donante);

ed il signor ……… nato a ……… (…) il ……… e residente in ……… in Via ……… n. …, codice fiscale ………, (donatario),

premesso che tra il donante ed il donatario intercorre il seguente rapporto di parentela:………

si conviene e stipula quanto segue:

Art. 1. OGGETTO

1.1. Il donante dà al donatario, che accetta con animo grato, la somma di euro ……… (in lettere ………) che versa a mezzo assegno bancario n. ……… tratto sulla Banca ……… Filiale ……… o tramite bonifico bancario con versamento dal conto n. ……… (Banca ………) di titolarità di ……… in favore del conto n. ……… (Banca ………) di titolarità di ………. Detto bonifico avviene (o avverrà) in data ……… (o all’atto della redazione della presente scrittura).

Art. 2. GRATUITÀ

2.1. Il donante dichiara che tale somma viene versata a mero scopo di liberalità e senza quindi obblighi di restituzione. Il donatario accetta la liberalità.

Art. 3. SCOPO

3.1. La somma oggetto del presente contratto di donazione è consegnata al donatario affinché questi possa disporne nel seguente modo (indicare eventuali beni da acquistare o necessità di spese imminenti, di far fronte a debiti, ecc.).

Luogo e data

firme del donante e del donatario

note

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