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Lo sai che? Proprietario account mi dà le password: posso accedere quando voglio?

Lo sai che? Pubblicato il 19 novembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 19 novembre 2017

Violare la corrispondenza, anche quella della posta elettronica, è sempre reato: ma che rischia chi già conosce la password?

Tempo fa la tua compagna era fuori città e, non potendo consultare il suo computer, ti ha dato le credenziali di accesso alla sua email per controllare se le fosse arrivato un messaggio importante. Da quel giorno è lei stessa che ti chiede, di tanto in tanto, di leggere la sua posta elettronica, un po’ perché non ama stare davanti al computer, un po’ perché non riesce quasi mai a connettersi dal cellulare. Il fatto di avere la sua password ti fa sentire autorizzato ad accedere al suo account anche senza autorizzazione. Di recente però lo stai facendo più spesso perché sospetti un tradimento. Lei sa bene che tu hai la sua password, ma in questi casi non è al corrente delle incursioni.

Un giorno lasci il computer aperto proprio sulla pagina delle email non lette della tua compagna; lei se ne accorge e ne nasce una grossa discussione. Minaccia di denunciarti per violazione della corrispondenza, ma tu ritieni di essere al sicuro da qualsiasi contestazione visto che è stata lei stessa, in passato, a darti le credenziali di accesso. Chi dei due ha ragione? Se il proprietario di un account ti dà le password puoi accedere quando vuoi alle mail? La risposta è stata data proprio di recente dalla Cassazione [1]. Vediamo cosa hanno detto i giudici supremi.

Chi conosce la password può leggere le mail di un’altra persona? 

L’email è la pronipote della lettera. Ai tempi in cui fu scritta la costituzione esisteva ancora la carta, per cui l’articolo 15 della Costituzione, nel parlare di segretezza della corrispondenza, non poteva citare la posta elettronica. Ma la norma è stata scritta nel modo più generico possibile, sicché secondo la giurisprudenza si può applicare anche alle email. Quindi leggere le email altrui è reato. Ma che succede se “l’invasore” ha già le password per averle ricevute dal legittimo proprietario spontaneamente? Le cose non cambiano e, in questo caso, bisognerà distinguere tra gli accessi autorizzati e gli accessi di nascosto.

Gli accessi autorizzati alle email altrui non possono certo costituire reato, salvo che si vada a leggere anche le altre email per le quali non è stato dato il consenso. Facciamo un esempio. Mario è al telefono con la moglie la quale gli ha chiesto di vedere sul proprio account di posta elettronica se le è arrivato un messaggio dal datore di lavoro; Mario però apre anche un’altra mail, incuriosito dal nome del mittente. In questo caso Mario commette reato perché ha travalicato l’autorizzazione che gli era stata data, andando oltre i confini.

Gli accessi non autorizzati integrano sempre un reato, anche se il titolare dell’account è al corrente di aver già dato le credenziali di accesso al proprio account. Nessun dubbio che si configuri l’illecito penale di «accesso abusivo a sistema informatico» perché la casella email è uno spazio di memoria protetto da credenziali personalizzate nell’esclusiva disponibilità del suo titolare, identificato da un account registrato presso il provider del servizio. Non conta che il colpevole sia a conoscenza della password quando compie gli accessi all’account altrui.

note

[1] Cass. sent. n. 52572/17 del 17.11.2017.

Autore immagine: 123rf com


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