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Lo sai che? Testamento: vale se ci sono altri figli?

Lo sai che? Pubblicato il 19 novembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 19 novembre 2017

La nascita di un secondo figlio non rende inefficace il testamento come invece la nascita del primogenito.

Che succede se una persona, dopo aver fatto testamento, ha un figlio e dopo poco muore senza aver avuto modo di revocare il precedente testamento e includere nella successione anche il neonato? È verosimile che, se l’uomo avesse saputo per tempo della nascita del discendente, avrebbe incluso anche lui tra i beneficiari del proprio patrimonio. Ma la morte non aspetta tempo e a volte arriva quando meno la si aspetta. Così la legge ha regolato ipotesi di questo tipo per cercare di ricostruire quella che sarebbe stata la volontà del testatore e, in un certo senso, tutelare la famiglia. Di tanto si è occupata una sentenza della Cassazione uscita qualche giorno fa [1]; la Corte ha risposto alla domanda «vale il testamento se ci sono altri figli?». Vediamo qual è stata la risposta dei giudici. Bisogna distinguere due ipotesi. Cercheremo di esemplificarle nei seguenti esempi.

Nascita del primo figlio

Un uomo, sposato da alcuni anni, fa testamento. La coppia non ha figli. Dopo tre mesi la moglie gli dice di essere incinta del loro primo bambino. Sorte vuole, purtroppo, che durante la gestazione l’uomo muoia senza avere la possibilità di modificare il testamento e di includervi anche il primogenito che sta per nascere. Che succede in tali casi? Questa ipotesi è chiaramente regolata dal codice civile [2]. La legge dice che i testamenti e i legati, fatti da una persona che in quel momento non aveva o ignorava di avere figli o nipoti, sono automaticamente revocati nei seguenti casi:

  • per l’esistenza o la sopravvenienza di un figlio o di un nipote del testatore, anche se questo nasce dopo la sua morte e anche se adottivo,
  • per il riconoscimento di un figlio nato fuori del matrimonio.
  • Ciò vale anche se il figlio è stato concepito al tempo del testamento ma è nato dopo la sua redazione.

La revocazione del testamento non vale più invece se il testatore ha provveduto al caso che esistessero o sopravvenissero figli o discendenti da essi.

Il termine «provveduto» non presuppone che il testatore abbia disposto con dei lasciti specifici in favore di tali persone, ma solo che abbia previsto l’ipotesi di esistenza o sopravvenienza dei figli o nipoti. «Provvedere» non significa «attribuire», bensì «prevedere», «tenere conto».

Quindi, nell’esempio da cui siamo partiti, il testamento fatto dall’uomo non ha effetto anche se lui fosse stato al corrente, nel momento in cui ha scritto le sue ultime volontà, che la moglie era incinta. L’importante è che il figlio sia nato dopo il testamento.

Nascita del secondo figlio

Immaginiamo ora che la coppia dell’esempio precedente avesse già un figlio e che, al momento della morte dell’uomo, stesse attendendo un altro figlio. Che succede in questo caso al testamento? É ugualmente inefficace? La risposta è stata data dalla Cassazione nella sentenza in commento. Secondo la Corte il senso letterario del codice civile è quello di tutelare solo il primo figlio e non anche gli altri. Per cui, se nasce un figlio successivo al primo quando già il genitore ha fatto testamento, detto testamento resta ugualmente valido.

Perché mai questa apparente discriminazione tra primo figlio e ulteriori nati? La regola è eccezionale e, comunque, si applica solo se la situazione familiare al tempo del testamento è cambiata così radicalmente da presumersi una diversa volontà del testatore. Solo con la nascita del primo figlio si prova «il sentimento di amor filiale con la dedizione che esso determina ed il superamento che esso provoca di ogni altro affetto».

Del resto non dimentichiamo che ai figli è sempre accordata la tutela dell’azione di lesione della legittima: qualora il genitore abbia disposto in favore di taluni in modo superiore rispetto agli altri, questi ultimi possono sempre ottenere una revoca delle donazioni e delle disposizioni testamentarie che abbiano leso i loro diritti. Quindi, in ogni caso, i secondogeniti e i successivi discendenti restano ugualmente tutelati dalla legge.

note

[1] Cass. sent. n. 18893/2017.

[2] Art. 687 cod. civ.

Autore immagine: Pixabay.com


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