Donna e famiglia Inps: cosa fare dopo il parto

Donna e famiglia Pubblicato il 30 dicembre 2017

Articolo di




> Donna e famiglia Pubblicato il 30 dicembre 2017

Siete diventati mamma e papà. Non fate in tempo a gioire che dovete tuffarvi nel mare di burocrazia: documenti, trafile e domande da presentare. Ecco quali

Ci siete quasi, i nove mesi stanno per scadere e voi siete in trepidante attesa. Volete incrociare con i vostri occhi il suo sguardo, toccare le sue manine e i piedini, che per così tanto tempo hanno scalciato nel vostro pancione. E non vedete l’ora di iniziare la meravigliosa avventura di diventare mamme e papà. Preparatevi molto bene, però, anche a quello che la legge italiana vi chiede subito dopo il parto, perché state per dare alla luce quello che per voi è un cucciolo di uomo (o di donna), ma per la legge è a tutti gli effetti un soggetto di diritto.

Vediamo quali documenti presentare al proprio Comune e all’Inps dopo il parto.

Prima del parto: cosa fare

Congedo di maternità

Nel momento in cui la vostra gravidanza è stata confermata e siete lavoratrici dipendenti o autonome, dovete iniziare la procedura che vi porterà a ottenere il congedo di maternità obbligatoria durante la gravidanza e il puerperio, con la relativa indennità: il periodo di astensione da lavoro, che inizia 2 mesi prima del parto e finisce 3 mesi dopo la nascita di vostro figlio (eccetto i casi di flessibilità). Dura in totale 5 mesi e in questo periodo di non lavoro siete comunque coperte economicamente dall’indennità che vi eroga l’Inps.

Dopo il parto il congedo dura:

  • Tre mesi
  • Tre mesi + i giorni non goduti nel caso di parto prematuro (anticipato rispetto alla data presunta)
  • Il periodo di interdizione prorogata (eventualmente disposto dalla Direzione territoriale del lavoro nel caso di mansioni di lavoro incompatibili con il puerperio)
  • Eventuale congedo di maternità facoltativa (o congedo parentale)

La domanda per il congedo va fatta in questo modo:

va inviata prima dei due mesi che precedono la data prevista del parto (prima del settimo mese), comunicandolo all’Inps attraverso un certificato medico di gravidanza. Il certificato sarà inviato per via telematica all’Inps dallo stesso medico.

Si può in alternativa presentare domanda di congedo direttamente online sul portale Inps oppure telefonando al Contact center dell’Inps, oppure ancora andando dai patronati (che comunque inoltreranno la domanda sempre per via telematica)

 Bonus mamma Inps o Premio alla nascita

Giunte al compimento del settimo mese di gravidanza (oppure alla nascita o al momento dell’adozione), è possibile inoltre fare richiesta per ottenere un recente contributo introdotto a carico dell’Inps: il bonus mamma domani o premio alla nascita. L’importo è di 800 euro, erogato dall’Inps in un’unica soluzione. Non servono limiti di reddito per ottenerlo.

La domanda può essere presentata online sul portale Inps (attraverso l’accesso ai servizi con il codice Pin), tramite patronato oppure telefonando al Contact center gratuito (da rete fissa 803 164 e da rete mobile 06 164 164).

Dopo il parto: quali documenti servono  

Eccovi invece giunte al fatidico momento. La vostra bimba o il vostro bimbo sono nati. E dopo la gioia, i fiori, le visite dei parenti, la scelta del nome, dovete subito inviare i primi documenti che attestino alla legge la sua nascita. Ecco cosa dovete inviare ed entro quali tempi:

  • L’ospedale vi rilascia subito l’attestazione di nascita
  • Con questo documento vi dovete recare entro 10 giorni all’ufficio Stato civile del Comune di nascita del bimbo o bimba per fare la denuncia di nascita, comunicando il nome del bambino (si possono indicare fino a tre nomi)
  • Il comune vi rilascerà a questo punto il Certificato di nascita (il primo atto che iscrive vostro figlio come soggetto di diritto italiano)
  • In alternativa a questa modalità, potete fare la denuncia di nascita, entro tre giorni dal parto, direttamente presso la direzione sanitaria dell’ospedale in cui avete partorito. L’ospedale poi invierà direttamente i documenti al Comune per via telematica. [1]
  • Il Comune in seguito invierà a casa il codice fiscale del bambino o della bambina con la tessera sanitaria
  • Prima che le colichette inizino, dovrete fare la richiesta del Pediatra agli sportelli dell’Azienda sanitaria locale. Munitevi della vostra carta d’identità e del codice fiscale/tessera sanitaria del bambino.
  • E, soprattutto se siete genitori viaggiatori, andate all’ufficio anagrafe del vostro Comune a chiedere l’attestato di identità del bambino valido per l’espatrio (la carta d’identità viene rilasciata solo a 15 anni). Così viaggerete in tranquillità.

Dopo il parto: quali documenti presentare all’Inps

Dopo aver sbrigato le pratiche che Comune e sanità vi chiedono, non scordatevi dell’Inps. A questo ente dovrete inviare i documenti relativi alla nascita di vostro figlio, al fine di continuare a godere del congedo di maternità che avete iniziato a maturare due mesi prima del parto. Non dimenticatevi infatti che vi spettano d’obbligo ancora tre mesi di congedo e l’Inps vuole sapere se  e quando vostro figlio sia nato per iniziare a contare i giorni che vi restano.

Comunicazione di nascita

All’Inps quindi dovrete comunicare la nascita del bambino inviando:

  • Il certificato di nascita di vostro figlio o vostra figlia entro 30 giorni dal parto.

Lo si può inviare sottoforma di certificato vero e proprio rilasciato dal Comune oppure sottoforma di autocertificazione firmata da voi (e quindi sotto la vostra responsabilità). La pubblica amministrazione infatti accetta in molti casi le dichiarazioni sostitutive di certificazione, le cosiddette autocertificazioni. E il certificato di nascita rientra tra questi.

Avete tre possibilità per comunicare all’Inps la nascita di vostro figlio e dare inizio quindi ai vostri ulteriori tre mesi di congedo post gravidanza:

  • Per via telematica, accedendo all’area riservata ai servizi del portale Inps e inserendo il vostro codice Pin
  • Telefonando al Contact center: numero 803164 gratuito da rete fissa o numero 06164164 da rete mobile a pagamento secondo la tariffa del proprio gestore telefonico
  • Andando dai Patronati che vi aiuteranno a sbrigare questa pratica

Avrete sempre a che fare con l’Inps anche nel caso vogliate continuare a usufruire  degli ulteriori periodi di congedo o agevolazioni che lo Stato mette a disposizione: maternità facoltativa, riposi per allattamento, voucher baby-sitting o asilo nido.

Maternità facoltativa

La Maternità facoltativa o congedo parentale è un ulteriore periodo di astensione da lavoro per prendervi cura di vostro figlio o di vostra figlia. Può essere fino a un massimo di 10 mesi, durante i quali però si percepisce un’indennità pari a solo il 30 per cento della retribuzione solita. Se si sceglie di prendere il congedo parentale quando il bambino ha dagli 8 ai 12 anni invece non si percepisce nessuna retribuzione.

In questo caso occorre presentare domanda all’Inps, sempre secondo le tre modalità che l’Inps mette a disposizione: online (mediante l’accesso ai servizi sul portale Inps), Contact center (telefonando al numero 803164 gratuito da rete fissa o numero 06164164 da rete mobile) o mediante i Patronati.

Riposi per allattamento Inps

Con l’allattamento Inps le mamme dipendenti (o i papà) che hanno appena partorito hanno diritto ad alcune ore di assenza da lavoro retribuita per allattare il proprio bimbo nel suo primo anno di vita. È l’Inps a corrispondere loro l’indennità sostitutiva della retribuzione. In concreto si possono prendere 2 ore di permesso (per chi lavora 6 ore al giorno o più) e 1 ora di permesso (per chi lavora meno di 6 ore).

Per i riposi giornalieri, la domanda deve essere presentata direttamente al proprio datore di lavoro (e non all’Inps) per le lavoratrici; se invece la richiedono i papà lavoratori, la domanda deve essere presentata sia alla sede Inps (tramite Patronato o con raccomandata con ricevuta di ritorno) che al datore di lavoro.

Voucher baby-sitting o contributo per asilo nido

Lo Stato ha pensato a questa misura per aiutare le mamme che dopo i tre mesi dalla nascita del bambino tornano a lavoro [2], una agevolazione per coloro che non usufruiscono del congedo parentale al termine della maternità obbligatoria. Si tratta in pratica di un contributo di massimo 600 euro emesso per al massimo 6 mesi, in modalità voucher, con cui i genitori possono pagare l’asilo nido o un servizio di baby sitting.

La domanda per questo contributo va presentata entro gli 11 mesi successi alla fine del periodo di maternità obbligatoria. Anche qui le modalità di presentazione domanda sono: online, tramite Contact center e tramite Patronato.

note

[1] Decr. Pres. Rep. n. 396 del 3 novembre 2000

[2] Legge n. 232 dell’11 dicembre 2016, art 1 co. 356-357

Autore immagine: Pixabay


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI