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Lo sai che? Prescrizione bollette: cosa fare?

Lo sai che? Pubblicato il 19 novembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 19 novembre 2017

Quando cadono in prescrizione le bollette di luce, gas e acqua: come agire se si perdono le ricevute di pagamento e come difendersi.

Hai ricevuto una richiesta di pagamento per una vecchia bolletta della luce o del gas: non riesci a trovare la ricevuta di versamento e, tuttavia, ritieni di aver pagato come, del resto, fai regolarmente ogni mese. A questo punto non hai alcuna intenzione di corrispondere quanto ti viene richiesto né di spendere i soldi per una raccomandata di contestazione. Nello stesso tempo non vuoi neanche rischiare di subire una ingiunzione o, tantomeno, un pignoramento. Cosa fai? La prima cosa da valutare è se le bollette sono cadute in prescrizione e se, quindi, anche la richiesta di pagamento può essere ignorata. La seconda cosa è verificare il metodo migliore per procedere a una difesa immediata che eviti rogne in tribunale. Nel corso di questo articolo ti spiegheremo dunque, non solo dopo quanto scadono le bollette, ma soprattutto, cosa fare in caso di prescrizione delle bollette. Vediamo dunque tutte le armi per una tutela legale pratica, efficace e gratuita.

Quali sono i tempi di prescrizione delle bollette?

Sono sicuro che già conosci qual è la prescrizione delle bollette della luce, del gas o del telefono. Ma se non te lo ricordi, te lo diciamo subito noi: le bollette della luce, acqua e gas cadono in prescrizione dopo due anni dalla data entro cui deve intervenire il pagamento (modifica approvata con la legge di bilancio 2018). Invece le bollette del telefono e tutte le altre bollette cadono in prescrizione dopo cinque anni da quando deve intervenire il pagamento. Qual è questa data? È riportata sulla bolletta stessa, nello spazio «scadenza della bolletta». Da quel momento in poi, infatti, l’utente è automaticamente in mora: significa che il creditore può, oltre a pretendere gli interessi, avviare le azioni per il recupero del credito. Ma è anche da quel momento che si iniziano a calcolare i due anni di prescrizione. Facciamo un esempio. Se una bolletta scade il 5.02.2017, il termine entro cui la società fornitrice della luce, dell’acqua o del gas può chiederne il pagamento è il 4.02.2019, ossia dopo esattamente due anni.

Prescrizione bolletta Enel della luce

La prescrizione della bolletta Enel della luce è di 2 anni (anche questa modifica è stata introdotta con la legge di bilancio 2018). Ma attenzione. Capita spesso che, al fine di eseguire i conguagli, la società fornitrice l’energia elettrica esegua la lettura dei contatori con molto ritardo, mentre invece è tenuta a farlo almeno una volta all’anno. Questa pratica non può allungare i termini di prescrizione che iniziano pur sempre a decorrere, in questo caso, dall’anno successivo a quello in cui doveva avvenire la lettura del contatore. Quindi se anche la richiesta di pagamento per conguaglio arriva all’utente dopo i famosi due anni, la prescrizione si è comunque verificata poiché il quinquennio decorre dal giorno in cui la società fornitrice ha potuto leggere i contatori, non dalla data di emissione della fattura. Se non fosse così, la società della luce potrebbe allungare i termini di prescrizione a proprio piacere inviando tardi i tecnici per la lettura del contatore e la fattura per il conguaglio.

Prescrizione della bolletta del telefono

La bolletta del telefono si prescrive sempre in 5 anni, sia quella per il telefono fisso, che per il cellulare, sia quella per la connessione a internet e che quella collegata a sim per traffico dati (ad esempio una sim per un modem portatile o per il tablet). Il termine entro cui cadono in prescrizione le bollette del telefono è uguale per tutte le compagnie. Di solito le bollette del telefono sono quelle più basse per cui è inverosimile un’azione legale per il recupero delle somme. Né la società può staccare l’utenza attivata dallo stesso debitore sotto un altro numero.

Prescrizione della bolletta dell’acqua

La prescrizione della bolletta dell’acqua si verifica dopo 2 anni e decorre dal momento in cui hai effettuato il consumo (con la legge di bilancio 2018). La richiesta di pagamento dovrà arrivare entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui hai utilizzato il servizio.

Che succede se ricevi un sollecito di pagamento?

Molto probabilmente, se non paghi una bolletta, la società della luce, del telefono o del gas ti invierà un sollecito di pagamento. Questa lettera può interrompere la prescrizione solo se spedita con raccomandata a.r. La lettera semplice non ha valore legale perché non consente al creditore di dimostrare l’effettivo ricevimento da parte del debitore.

La lettera deve essere inviata all’indirizzo di residenza dell’utente. Se l’utente ha cambiato residenza e i solleciti di pagamento vengono spediti ancora al vecchio indirizzo, essi non hanno alcun valore. Si pensi all’inquilino in affitto che abbia cambiato appartamento e che, tuttavia, continua a ricevere le lettere e le bollette al precedente luogo di residenza.

Il ricevimento del sollecito di pagamento ha l’effetto di interrompere la prescrizione. Significa che, se il termine dei 2 o 5 anni (a seconda della bolletta) non è ancora scaduto, esso ricomincia a decorrere nuovamente da capo dal giorno dopo la consegna della raccomandata; pertanto la prescrizione slitta di altri 5 anni. Facciamo un esempio: un utente non paga una bolletta con scadenza 5 febbraio 2017; la prescrizione si compie il 4 febbraio 2022, tuttavia il 1 febbraio 2022 il debitore riceve una diffida di pagamento. In tal caso la prescrizione slitta al 31 gennaio 2027.

Se il sollecito di pagamento viene eseguito mediante telefonate di call center di recupero crediti, questi non hanno l’effetto di interrompere la prescrizione. Ci vuole infatti la raccomandata o la posta elettronica certificata.

Per verificare se il sollecito di pagamento abbia o meno interrotto la prescrizione è necessario che esso venga consegnato prima del decorso dei 2 o 5 anni; conta quindi la data di ricevimento e non quella della spedizione da parte della società della luce, del gas o del telefono.

Che succede se hai perso la ricevuta di pagamento della bolletta?

Lo scopo della prescrizione è quello di liberare il debitore dall’onere di dimostrare, a distanza di molti anni, l’adempimento dell’obbligazione e, nello stesso tempo, non sottoporlo, per un  tempo indeterminato, alla possibile minaccia del creditore. Quindi, se l’utente perde la ricevuta di pagamento di una bolletta, ma sono decorsi due anni dalla scadenza della bolletta (della luce, del gas o dell’acqua) o cinque (per tutte le altre bollette) egli non è più tenuto a provare di aver, a suo tempo, corrisposto l’importo; gli basta invece eccepire che il credito è ormai caduto in prescrizione per non essere più tenuto a pagare, sia che l’abbia fatto che non.

Questo comporta una rilevante conseguenza: dopo due o cinque anni si possono buttare le ricevute di pagamento di tutte le bollette, ovviamente a patto di non aver nel frattempo ricevuto una messa in mora che abbia interrotto la prescrizione.

Come si contesta la prescrizione delle bollette?

Vediamo ora cosa significa, materialmente, eccepire il fatto che le bollette sono cadute in prescrizione. Forse è più facile a dirsi che a farsi. L’utente non deve fare un bel niente. Il fatto che il credito sia ormai prescritto lo garantisce da ogni possibile azione giudiziaria. Quindi, in teoria, il consumatore potrebbe anche non rispondere alla richiesta di pagamento di una vecchia bolletta prescritta. Lo si fa, più che altro, per non essere ossessionati da successive telefonate, diffide e richieste di pagamento per la stessa posizione. Quindi, vediamo come si contesta la prescrizione delle bollette. Tutto ciò che devi fare è inviare una raccomandata a.r. alla società della luce, del gas o dell’acqua in cui fai presente che il credito vantato è ormai prescritto. Se non vuoi spendere i soldi di una raccomandata e fare la fila alla posta puoi spedirla con posta elettronica certificata (Pec) se ne hai una oppure utilizzare un fax.

Ecco il testo di una possibile lettera da inviare


Spett.le Società

con riferimento alla vostra richiesta di pagamento della bolletta n. … del … con scadenza …/…/……, si fa presente che nulla vi è dovuto per decorso di 5 anni dalla predetta data, essendo infatti decorsi i termini di prescrizione. 

Vi invito dunque a non richiedere il pagamento di altre somme a voi non dovute.

Distinti saluti

Firma


Che succede se la società continua a richiedere i pagamenti?

Se, nonostante la tua contestazione, la società della luce, del telefono o del gas continua a insistere e a chiedere il pagamento di bollette prescritte, ti invito a considerare questo aspetto. È poco probabile un ricorso al giudice per un credito di poche decine di euro. Per farti causa o chiedere un decreto ingiuntivo nei tuoi confronti, il creditore dovrebbe agire in tribunale, anticipare i costi per l’avvio del procedimento, pagare l’avvocato e notificarti un atto processuale: tutta questa procedura è particolarmente costosa. Le spese sono di gran lunga superiori rispetto allo stesso valore di una bolletta media della luce. Così, succede spesso che le società fornitrici, dopo le diffide, non svolgano alcuna azione legale, tanto più se c’è una constatazione di avvenuta prescrizione. Magari si possono valere di società esterne di recupero crediti tramite call center per incutere una certa pressione psicologica nel debitore, ma il tutto non va mai oltre questi mezzi. In ogni caso, se anche dovessero esserci delle azioni legali, il debitore potrebbe sempre difendersi sostenendo davanti al giudice la prescrizione della bolletta, senza bisogno di dimostrare di aver pagato.

Che mi succede se pago la bolletta in ritardo?

Potrebbe capitare di pagare la bolletta con pochi giorni di ritardo. Tutto ciò che può fare la società fornitrice della luce, acqua o gas è chiedere gli interessi. Non siamo nell’ambito delle imposte dove, in caso di mancato versamento nei termini, scattano sanzioni.

Che succede se ricevo un atto di citazione?

Raramente capita che l’utente riceva una citazione per il recupero di un credito di una vecchia bolletta.

Il Garante della Concorrenza e del Mercato ha sanzionato diverse società che notificavano atti di citazione presso tribunali molto distanti dalla residenza del debitore solo per stimolare questi ultimi a pagare pur di non avere a che fare coi giudici di un altro foro. In verità questi procedimenti venivano attivati solo per far spaventare li debitore, ma non venivano mai iscritti a ruolo cioè venivano abbandonati subito dopo la notifica. E questo anche perché il giudice competente a decidere è quello del luogo di residenza del debitore.

Quindi, se ricevi un atto di citazione devi subito farlo vedere a un avvocato che saprà consigliarti su cosa fare.

Che succede se ricevo un decreto ingiuntivo?

Discorso diverso se ricevi un decreto ingiuntivo. Dopo 40 giorni questo diventa definitivo ed esecutivo e consente al creditore di avviare un pignoramento. In questo caso non puoi rimanere inerte ma dovrai proporre opposizione e nel giudizio che così si aprirà dovrai contestare l’intervenuta prescrizione della bolletta.

Purtroppo anche in questa ipotesi devi valerti di un avvocato.

La prescrizione è automatica?

Se anche la prescrizione si verifica automaticamente, solo col decorso del tempo, affinché il giudice possa rilevarla essa deve essere eccepita dal debitore; in altre parole se ricevi una citazione o un decreto ingiuntivo devi costituirti con il tuo avvocato poiché, se non lo farai, il giudice non potrà da solo rilevare la prescrizione della bolletta e darti ragione in tua assenza.


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