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Taxi: l’Antitrust chiede riforma del settore

11 marzo 2017


Taxi: l’Antitrust chiede riforma del settore

> Business Pubblicato il 11 marzo 2017



L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato interviene in Parlamento chiedendo un intervento in materia.

Le proteste dei tassisti di qualche mese fa hanno letteralmente paralizzato le città, Roma in particolare, ma hanno sortito effetti.

Le precedenti indagini dell’Antitrust su taxi e radiotaxi

Già qualche settimana fa, proprio in concomitanza degli scioperi, l’Agcm era intervenuta, riguardo le clausole di esclusiva contenute negli atti che regolano i rapporti tra le società di gestione del servizio radio taxi ed i tassisti soci aderenti delle varie cooperative, accusate di ostacolare, rallentare l’ingresso nel mercato di nuovi operatori di mercato.

Oggi l’Autorità si pronuncia invece sulla necessità di regolare l’intero settore della mobilità non di linea, vale a dire la mobilità di taxi e noleggio con conducente, a favore tanto dei tassisti quanto dei consumatori.

L’Antitrust si pronuncia: serve riforma del settore

La legge che regola il settore dalla mobilità non di linea è regolata da una legge ormai vecchia di 25 anni [1], puntualizza l’Autorità, e richiede una riforma complessiva. L’ Agcm – Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha inviato perciò al Parlamento e al Governo una segnalazione tesa a sottolineare la necessità di mettere la normativa al passo con l’evoluzione del mercato.

Necessario un alleggerimento della regolazione esistente.

Serve maggiore flessibilità operativa dei soggetti dotati di licenza taxi; al tempo stesso dovrebbero essere eliminate le disposizioni che limitano su base territoriale l’attività degli operatori NCC, acronimo di “noleggi con conducente“.

Solo questo tipo di riforme, annuncia l’Antitrust, potrebbero garantire una piena equiparazione dal lato dell’offerta tra gli operatori dotati di licenza e faciliterebbero lo sviluppo presso il pubblico di forme di servizio più innovative e benefiche per i consumatori.

La nuova regolamentazione tutelerebbe il consumatore

Maggiore offerta vuol dire naturalmente più tutela per il consumatore, che potrà scegliere in un sistema di concorrenza più libero.

D’altra parte è però importante tutelare gli autisti già nel settore, con una normativa che non sia eccessivamente invasiva, che si limiti a prevedere una registrazione delle piattaforme in un registro pubblico, e che individui una serie di requisiti e obblighi anche di natura fiscale per gli autisti.

note

[1] Legge n.21 del 15 gennaio 1992

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