Pensione opzione Donna, chiesta la proroga al 2018

20 novembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 20 novembre 2017



Presentato un nuovo emendamento che chiede di prorogare l’opzione Donna al 31 dicembre 2018.

Non è ancora detta l’ultima parola per le lavoratrici che hanno chiesto la proroga della pensione anticipata con opzione Donna: è stato difatti recentemente presentato un nuovo emendamento alla legge di Bilancio 2018 [1], che prevede la proroga dell’opzione Donna al 31 dicembre 2018.

L’emendamento ha superato il primo vaglio di ammissibilità, ma il cammino per la sua approvazione è ancora lungo e non privo di contrasti: da una parte, l’intervento sarebbe troppo costoso perché consentirebbe l’accesso al pensionamento anticipato a migliaia di lavoratrici; dall’altra parte, però, non bisogna dimenticare che è stato creato un fondo apposito, con le risorse risparmiate, dedicato proprio alla proroga dell’opzione Donna, che è stato utilizzato solo in parte e che si vorrebbe utilizzare per il finanziamento di altri interventi. Non dimentichiamo, poi, che nonostante l’Opzione comporti una maggiore spesa nel breve termine, dovuta al più alto numero di pensionamenti, nel lungo termine offre un ingente risparmio. Per la precisione il risparmio, nel lungo periodo, sarebbe pari a 23,8 miliardi di euro (come reso noto da Lucia Rispoli, amministratrice del movimento Opzione Donna): nonostante i più alti costi dovuti al maggior numero di pensionamenti, difatti, col passare degli anni le casse dell’Inps trarrebbero beneficio dal minore importo delle pensioni versate, più basse del normale perché ricalcolate col sistema interamente contributivo.

Ma procediamo per ordine e facciamo il punto della situazione, per capire come funziona l’opzione donna e che cosa potrebbe cambiare con la Legge di bilancio 2018.

Requisiti opzione Donna

Per potersi pensionare con opzione Donna devono essere rispettati precisi requisiti di età:

  • per le lavoratrici dipendenti, è necessario aver raggiunto 57 anni e 7 mesi di età entro il 31 luglio 2016, e 35 anni di contributi al 31 dicembre 2015; dalla data di maturazione dell’ultimo requisito alla liquidazione della pensione è prevista l’attesa di un periodo, detto finestra, pari a 12 mesi;
  • per le lavoratrici autonome, è necessario aver raggiunto 58 anni e 7 mesi di età entro il 31 luglio 2016, e 35 anni di contributi al 31 dicembre 2015; dalla data di maturazione dell’ultimo requisito alla liquidazione della pensione è prevista l’attesa di un periodo di finestra pari a 18 mesi.

In pratica, possono ottenere la pensione le dipendenti che hanno compiuto 57 anni e le autonome che hanno compiuto 58 anni entro il 31 dicembre 2015, se possiedono 35 anni di contributi entro la stessa data.

Il requisito dei 35 anni di contributi, però, non è stato spostato in avanti dalla Legge di bilancio 2017: pertanto, come già esposto, la data valida per il raggiungimento dei contributi resta il 31 dicembre 2015.

Nuovi requisiti opzione Donna

Nel caso in cui la proroga dell’opzione Donna sia accolta, ci sarebbe tempo sino al 31 dicembre 2018 per maturare i requisiti, quindi la platea delle lavoratrici si amplierebbe notevolmente. In ogni caso, non è prevedibile un’adesione in massa, perché la pensione anticipata con opzione Donna presenta anche un notevole svantaggio, cioè il ricalcolo contributivo della prestazione.

In cambio dell’uscita anticipata dal lavoro, difatti, il trattamento spettante è calcolato col sistema contributivo, basato sui contributi effettivamente accreditati e sfavorevole rispetto al sistema di calcolo retributivo, che invece si basa sulla media degli ultimi stipendi o redditi.

Non esiste una penalizzazione fissa, perché il calcolo della pensione dipende da numerose variabili, tuttavia si parla di un taglio della pensione che può arrivare anche sopra il 30%, rispetto al trattamento calcolato col sistema retributivo.

note

[1] Emendamento Art.22, A.S.2960.

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