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Lo sai che? Detrazione della fattura del dentista

Lo sai che? Pubblicato il 5 gennaio 2018

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> Lo sai che? Pubblicato il 5 gennaio 2018

È possibile detrarre il prezzo pagato al dentista: vediamo come il dentista deve scrivere la fattura per renderla detraibile.

Le cure dal dentista sono spesso dolorose: sia per l’attività che il dentista compie nella nostra bocca, sia per il costo della prestazione che ci rende. Il costo del dentista è comunque detraibile dalle tasse. Tuttavia, occorre che la fattura del dentista sia scritta in un dato modo per consentirne la detrazione. Vediamo allora come va scritta la fattura del dentista per portarla in detrazione.

Ammontare della detrazione per la fattura del dentista

Innanzitutto, bisogna ricordare che il dentista è un medico e che il suo onorario è un costo che il cittadino può detrarre dalle tasse come spesa medica.

Dunque, anche per le fatture del dentista è possibile portare in detrazione nella dichiarazione dei redditi  il 19% della somma lorda che è indicata nelle fatture e che eccede la franchigia di euro 129,11.

Per capirci, il cittadino può detrarre dalle tasse il 19% della somma che ha versato al proprio dentista e che eccede la quota di euro 129,11.

Come deve essere scritta la fattura del dentista

Occorre ora concentrarci sul come la fattura del dentista può essere detratta dalle tasse.

È infatti necessario che dalla fattura rilasciata dal dentista emerga con assoluta chiarezza che la prestazione del medico è stata per cure odontoiatriche. Dalla fattura, infatti, deve emergere in modo chiaro che il dentista ha prestato delle cure, cioè ha compiuto delle attività sul paziente per ragioni sanitarie, al fine di curare una sua patologia dentaria.

Sono infatti non detraibili le spese sostenute per pagare il dentista se le prestazioni del medico erano finalizzate a scopi estetici e non giustificate da patologia.

L’Agenzia delle entrate, infatti, ha chiarito che i soli costi detraibili per interventi compiuti dal dentista sono quelli curativi, e non quelli di abbellimento o comunque aventi fondamento estetico [1].

Ovviamente, il principio ora esposto deve essere letto in modo da rispettare la normativa sulla riservatezza, quindi non si può pretendere  che la fattura del dentista spieghi in modo dettagliatissimo gli interventi compiuti sul paziente.

Così, è sufficiente attestare sulla fattura che il danaro è stato incassato come corrispettivo per cure mediche odontoiatriche specialistiche, o per cure dentarie specialistiche, o ancora per cure sulle arcate dentarie di tipo sanitario. Quando la fattura del dentista indica queste causali, o altre simili ma dalle quali sia ricavabile direttamente il carattere curativo e sanitario della prestazione del dentista, l’Agenzia delle entrate non può rifiutare la detrazione della spesa dal reddito imponibile ai fini dell’Irpef proprio perché il medico specialista ha attestato la natura sanitaria, e non meramente estetica, della sua prestazione.

note

[1] Circolare Agenzia delle entrate n. 17E del 24.04.2015.

Autore immagine: Pixabay


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2 Commenti

  1. UNA DETRAZIONE RIDICOLA CONVIENE AVERE UNO SCONTO DEL 20%, COME AL SOLITO ART. 32 DELLA COSTITUZIONE TOTALMENTE IGNORATO.

    1. Le cure dentarie sono totalmente ignorate dallo stato. Ci dovrebbe essere uno sconto minimo del 20% dalla costituzione.

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