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Lo sai che? Come evitare il fermo auto

Lo sai che? Pubblicato il 20 novembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 20 novembre 2017

Dalla possibilità di cointestare l’auto a un parente, alla vendita, alla rateazione: tutti i mezzi per evitare il blocco della macchina.

Non tutti hanno un lavoro, non tutti un conto corrente o una pensione; ma quasi tutti gli italiani hanno un’auto. Statistiche alla mano, anche i disoccupati risultano spesso titolari di una macchina ricevuta magari dai genitori ormai anziani e non più capaci di guidare. Per questo il modo più veloce ed efficace per costringere il debitore a pagare i debiti col fisco è di mettere il “blocco” sull’auto. Si tratta del famoso fermo amministrativo, uno strumento che, sebbene nasca con lo scopo di evitare il deprezzamento del bene in vista del successivo pignoramento e della vendita all’asta (cosiddetta «funzione cautelare»), finisce quasi sempre per essere utilizzato come mezzo di coercizione, senza passare alla successiva fase dell’esecuzione forzata (più costosa e aleatoria). Sebbene la legge non vieti esplicitamente il ricorso al fermo con il solo obiettivo di costringere il contribuente a pagare, si potrebbe tuttavia intravedere in questo comportamento dell’Agenzia delle Entrate Riscossione un abuso del diritto, uno sviamento delle finalità di un istituto che, invece, ha una funzione completamente diversa. Detto ciò ci sono dei mezzi per tutelarsi e di tanto parleremo in questo articolo dedicato appunto a come evitare il fermo auto. Esistono diversi sistemi per scongiurare l’iscrizione di un fermo amministrativo al Pra e poter continuare a circolare con l’auto senza alcun rischio; non tutti però ne sono al corrente. Vediamo quali sono questi strumenti.

Cos’è il fermo e come funziona

Prima di spiegare però come evitare il fermo auto cerchiamo di capire come funziona. Dopo 60 giorni dalla notifica della cartella di pagamento, il contribuente è a rischio pignoramento. L’Agente della riscossione può infatti avviare le azioni esecutive sui suoi beni. Lo può fare però solo a condizione che non trascorra più di un anno dalla notifica della cartella stessa; diversamente deve notificargli un altro atto che va sotto il nome di «intimazione di pagamento», il quale a sua volta scade dopo 180 giorni e andrà nuovamente rinnovato prima di procedere.

A differenza del pignoramento, il fermo auto e l’ipoteca possono essere iscritti in qualsiasi momento dopo i 60 giorni dalla notifica della cartella. Con il fermo auto non si può più circolare. Si può vendere l’auto ma l’acquirente la ottiene con tutto il fermo e quindi il divieto di utilizzarla. Il fermo dovrebbe anticipare il pignoramento dell’auto, essendo infatti volto ad evitare che il mezzo possa danneggiarsi e perdere di valore: di fatto però, come abbiamo detto in apertura, viene utilizzato come strumento di coercizione, per mettere il contribuente con le spalle al muro. Difficilmente si vedono pignoramenti dopo l’iscrizione di un fermo.

Con il fermo auto si deve pagare l’assicurazione se l’auto rimane parcheggiata in mezzo alla strada. Non si deve pagare il bollo, salvo che la Regione disponga diversamente (alcune Regioni non hanno previsto questa esenzione).

Trenta giorni prima del fermo, il debitore deve ricevere il preavviso di fermo con raccomandata a.r. Se non lo riceve il fermo è illegittimo.

Chi circola con il fermo auto rischia una sanzione da 770 a 3.086 euro e la confisca del veicolo.

Cointestare l’auto per evitare il fermo

Il primo metodo molto comune utilizzato per evitare il fermo auto è cointestarla a un’altra persona. Se infatti la macchina è in contitolarità con un qualsiasi altro soggetto (un parente, un amico, ecc.), il fermo è illegittimo. Vi sono numerose sentenze [1] secondo cui, qualora il veicolo sia cointestato a due soggetti, di cui solo uno è debitore nei confronti dell’amministrazione, l’Esattore non può iscrivere il fermo altrimenti il provvedimento di andrebbe a colpire anche l’altro comproprietario non debitore. Pertanto, in tali casi, chi non ha pagato il bollo auto o qualche multa e teme le ganasce fiscali, cointestando l’auto anche a un parente o un amico eviterà di rimanere a piedi.

Il soggetto non debitore potrà quindi chiedere la cancellazione dal Pra (pubblico registro automobilistico), previa citazione di Agenzia Entrate Riscossione davanti al giudice.

Se l’auto è strumentale all’attività, niente fermo amministrativo

Se il contribuente è un imprenditore o un professionista può evitare il fermo amministrativo dimostrando, entro i 30 giorni successivi al ricevimento del preavviso di fermo, che l’auto è strumentale alla propria attività d’impresa o professionale (ad esempio, l’escavatore per un’impresa edile o l’autovettura per l’agente di commercio). Sono quindi esclusi i lavoratori dipendenti, ma vi rientrano ad esempio gli agenti di commercio. Il termine dei 30 giorni non dovrebbe essere perentorio.

Sono strumentali tutti i mezzi utilizzati e necessari per lo svolgimento dell’attività e regolarmente iscritti in contabilità.

Posso vendere l’auto dopo il preavviso di fermo

Se l’auto viene venduta prima dell’iscrizione del fermo (la data dev’essere certa, certificata da un documento), e la vendita risulta iscritta successivamente, l’ACI deve entro 10 gg da tale iscrizione avvisare la competente direzione delle entrate al fine di provvedere alla cancellazione del fermo, con comunicazione sia al concessionario che al contribuente. Al limite l’Esattore potrebbe agire con una azione revocatoria.

Viceversa, se l’auto viene venduta dopo l’iscrizione del fermo questo non è cancellabile, e la responsabilità col compratore ricade sul venditore.

Auto invalidi e con legge 104: si può subire il fermo auto?

Chi ha acquistato l’auto coi benefici fiscali della legge 104 perché il mezzo viene utilizzato per il trasporto di persona con handicap non può subire il fermo auto. Non lo può subire tanto l’invalido quanto il parente intestatario del mezzo.

Istanza di rateazione

Se si presenta l’istanza di rateazione prima che il fermo venga iscritto e l’istanza viene accolta, non è più possibile il blocco dell’auto. Ma se, presentata l’istanza, l’Agente della Riscossione non ha ancora provveduto ad accoglierla, il fermo resta in piedi. Per questi motivi, è importante che il contribuente presenti istanza di dilazione prima del decorso del termine di pagamento, posto che, in detto lasso temporale, il fermo non può essere iscritto.

Se si presenta l’istanza di rateazione dopo che il fermo è stato iscritto, il blocco viene sospeso con il versamento della prima rata. Al pagamento dell’ultima avviene la definitiva cancellazione della misura.

note

[1] CTP Macerata, sent. n. 181/2007.

Autore immagine: 123rf com


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