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Spesa a domicilio: cosa fare se i prodotti sono rovinati

30 dicembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 dicembre 2017



Quando si ha il diritto di rifiutare la merce o di venire rimborsato per la consegna di merce difettosa non sigillata da parte del supermercato.

Per questione di età o per semplice comodità: oggi per fare la spesa non è necessario nemmeno recarsi al supermercato: basta ordinarla online e chiedere di avere pasta, salsa, frutta e verdura, carne o pesce direttamente a casa tramite il servizio di consegna a domicilio che, ormai, le principali catene della grande distribuzione garantiscono ai clienti.

C’è anche chi vuole toccare le cose con mano ma non riesce a portare le buste della spesa a casa. Così, fa una «cappatina» al market, sceglie i suoi prodotti e dà il proprio indirizzo per farseli recapitare a casa.

Un servizio che alcuni supermercati offrono in modo gratuito (altri chiedono di pagare le spese di consegna), ma che può riservare qualche brutta sorpresa. La merce toccata con mano e portata alla cassa sarà, sicuramente, la stessa che ci arriva a casa ma durante il traporto potrebbe rovinarsi. Oppure le uova piuttosto che le mele scelte online potrebbero, rispettivamente, non essere fresche o arrivare segnate. Insomma, se i prodotti sono rovinati alla consegna, quali sono i diritti dei consumatori che hanno scelto la spesa a domicilio?

Se è vero che ogni supermercato adotta la propria politica per quanto riguarda la consegna a domicilio, è altrettanto vero che esiste un Codice del consumatore comune a tutela di chiunque faccia un acquisto con consegna a domicilio. Che si tratti di formaggio o di un televisore.

Spesa a domicilio: i diritti del consumatore

Il consumatore che ha ordinato la spesa online o che l’ha fatta recapitare a casa ha il diritto di verificare l’integrità della merce, cioè che non ci siano prodotti danneggiati o in cattivo stato di conservazione oppure delle confezioni aperte. In tal caso, è possibile rifiutare completamente la consegna oppure farsi stornare dallo scontrino i prodotti rovinati. Alcuni supermercati accettano il rifiuto totale della consegna anche per pochi prodotti danneggiati e rimborsano interamente il consumatore.

È importante verificare lo stato della merce prima che l’addetto alla consegna vada via: contestare successivamente un’eventuale cattivo stato dei prodotti e dimostrare che si siano rovinati durante il trasporto dal supermercato a casa potrebbe non essere semplice, anzi: nel momento in cui viene accettata, l’ordine si intende perfezionato, quindi definitivo.

Altro accorgimento importante quando si teme che al momento della consegna della spesa a domicilio si trovino dei prodotti rovinati è quello di firmare la ricevuta con riserva, segnandolo accanto alla firma per accettazione. Lo si fa, di solito, quando non si ha il tempo di controllare subito il contenuto dello scatolone. Se, nel mettere via la spesa, ci si accorge che ci sono dei prodotti danneggiati, deve partire immediatamente la segnalazione al supermercato.

Spesa a domicilio: la responsabilità del supermercato

Una volta la normativa tendeva a scaricare la responsabilità dei venditori sulla società incaricata del trasporto della merce. In buona sostanza, il supermercato poteva dire: se la spesa a domicilio riserva qualche brutta sorpresa e ci sono dei prodotti rovinati, non è colpa nostra ma di chi l’ha portata a casa.

Da qualche anno, però, una direttiva europea [1] a tutela dei consumatori prevede che il venditore (in questo caso il supermercato) sia responsabile della merce spedita, ed in particolare della sua integrità, fino a quando l’acquirente non entri in possesso della stessa. Quindi, il distributore sarà chiamato a rispondere se arrivano dei prodotti rovinati nella consegna della spesa a domicilio. In questo caso, il venditore è tenuto a rimborsare il prezzo del prodotto.

Come dicevamo, se la merce danneggiata non viene contestata all’atto della consegna risulta difficile dimostrare che, ad esempio, le uova si siano rotte durante il trasporto e non siano cadute al cliente mentre le metteva via. La normativa già citata, però, prevede per gli acquisti online il rimborso dei prodotti rovinati quando ne viene fatta denuncia con raccomandata a/r entro 8 giorni dalla data di consegna. Se questo vale per un qualsiasi articolo acquistato via Internet, in teoria, dovrebbe valere anche per un kilo di pasta, una confezione di salsa e una bottiglia di vino ordinate da casa tramite il servizio di spesa a domicilio, dato che si tratta, comunque, di commercio elettronico.

note

[1] Direttiva 2011/83/Ue.

Autore immagine: Pixabay.com


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