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Bar rumoroso sotto casa: chi deve controllare


> Diritto e Fisco Pubblicato il 30 dicembre 2017



Per il Tar della Lombardia la responsabilità sul controllo degli schiamazzi su suolo pubblico spetta al Comune e non al gestore del locale.

Se alle 3 di notte avete ancora gli occhi spalancati nel letto a causa del bar rumoroso che c’è sotto casa vostra, non dovete prendervela con il gestore del locale ma con il vostro Comune. Così ha stabilito il Tar della Lombardia [1] con una sentenza che si aggiunge ad un vecchio pronunciamento della Cassazione in materia di responsabilità su eventuali danni creati a terzi da parte del proprietario di un locale pubblico. Vediamo, nello specifico, cosa hanno deciso i giudici e chi deve controllare che il bar rumoroso sotto casa lasci dormire i vicini del condominio.

Bar rumoroso: a chi spetta il controllo

Per il Tar della Lombardia, dunque, è il Comune e non il gestore del bar rumoroso sotto casa il soggetto su cui grava materialmente il compito di controllare la clientela per evitare che il vicinato passi le notti insonne. I giudici precisano che il titolare del locale non ha alcuna responsabilità su ciò che succede all’esterno del bar, del ristorante, del pub. Quell’area, infatti, è di proprietà dell’amministrazione comunale e, di conseguenza, è il Comune a dover badare a ciò che succede nel suo territorio.

Il Tar era stato chiamato a pronunciarsi sul caso del gestore di un locale al quale il Comune aveva già chiesto in passato di invitare la propria clientela a moderare i toni nelle ore notturne e di verificare i livelli di rumorosità, presentando una relazione effettuata da un tecnico competente. Il gestore ha soddisfatto la richiesta dell’amministrazione comunale consegnando il dossier in cui, tra l’altro, si chiedeva di apporre dei cartelli all’esterno del locale per ricordare ai clienti se, se vogliono, possono alzare il gomito ma non la voce.

Ci sono state delle rilevazioni anche da parte dell’Arpa (l’Agenzia regionale protezione dell’ambiente, competente in materia), la quale aveva prescritto delle limitazioni dell’area esterna dopo le 22 e chiesto al gestore di impedire ai clienti di sostare all’esterno del bar durante le ore notturne (vai a dirglielo ai fumatori).

Il fatto è che il titolare del bar rumoroso non ha potuto (o voluto) rispettare alla lettera le richieste del Comune e dell’Arpa e, quindi, l’amministrazione pubblica gli ha inviato un’ordinanza in merito. Ordinanza che, appunto, è finita sul tavolo del Tar della Lombardia.

Per i giudici, chiedere al gestore del bar di impedire ai clienti di sostare all’esterno del suo locale va al di là delle competenze comunali: dato che il proprietario non ha l’uso di quello spazio con tavolini e sedie (il cosiddetto «plateatico»), il Comune non può chiedergli di esercitare una competenza in un’area che non dipende da lui ma dall’amministrazione comunale. Sulla quale, appunto, «graverebbero questi oneri», scrivono i giudici, poiché gli avventori del bar sostano su suolo pubblico.

Bar rumoroso: la responsabilità sui danni

Il gestore del bar rumoroso sotto casa non ha responsabilità nemmeno sul fronte delle immissioni rumorose provenienti dal suo locale, purché non ci siano delle carenze strutturali. Per la Cassazione [2], infatti, è possibile chiedere al proprietario un risarcimento solo se questi «concorre alla realizzazione del fatto dannoso, quale autore o coautore dello stesso», cioè se partecipa ad una rissa e si mette a cantare fuori dalla porta del bar, per dire. Ma – conclude la Suprema Corte – il solo fatto di essere proprietario, ancorché consapevole, ma senza alcun apporto causale al fatto dannoso, non basta per addossargliene la responsabilità.

note

[1] Tar Lombardia, sez. Brescia, sent. n. 1255/2017.

[2] Cass. sent. n. 16407/2017.

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