Diritto e Fisco | Articoli

Vendita auto: bisogna pagare il bollo?

21 Nov 2017


Vendita auto: bisogna pagare il bollo?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 21 Nov 2017



Per il pagamento del bollo non rileva l’atto di vendita ma la trascrizione al Pra. Se l’acquirente non vi provvede, il venditore può dichiarare la perdita di possesso.

Se hai intenzione di vendere la tua auto usata o di acquistarne una di seconda mano è verosimile che sarai già informato della possibilità di trasferire l’assicurazione dal vecchio al nuovo mezzo, senza dover stipulare un nuovo contratto e pagare un’ulteriore polizza. La disciplina, però, è completamente diversa per quanto riguarda il bollo auto che, essendo un’imposta, è soggetto a regole completamente diverse. Come tutte le imposte, infatti, non è frazionabile, non è trasmissibile ad altri soggetti e non può essere oggetto di rinuncia. Quindi, in caso di vendita auto, bisogna pagare il bollo? Lo cercheremo di spiegare in questa rapida scheda dedicata all’argomento.

Chi deve pagare il bollo auto?

Per poter spiegare se e quando, in caso di vendita dell’auto, bisogna pagare il bollo, dobbiamo chiarire chi e quando deve versare l’imposta.

Il bollo auto è un’imposta sulla proprietà del mezzo e non sulla circolazione. Questo significa che va pagato a prescindere dal fatto che l’auto sia utilizzata o conservata in un garage.

Il soggetto obbligato a pagare il bollo è il proprietario dell’auto o l’usufruttuario, non il suo utilizzatore. Per cui, se l’auto del padre viene utilizzata costantemente dal figlio, per non essere più il primo in condizioni di guidare a causa dell’età, a dover pagare l’imposta è solo colui che, al Pra, risulta intestatario dell’automezzo e non colui che ne fa uso. Quindi, sarà il padre a subire eventualmente l’avviso di accertamento della Regione e la notifica della cartella esattoriale. Se però dovesse poi arrivare il fermo auto, come misura cautelare per il mancato pagamento del bollo (possibile solo dopo 60 giorni dalla notifica della cartella e previa spedizione di un preavviso di fermo almeno 30 giorni prima), il mezzo non potrà essere più messo in circolazione da nessuno. L’unico modo per evitare il fermo è cointestare l’auto a più di una persona (nell’esempio di poc’anzi, al padre e al figlio), ma in tal caso saranno entrambi coobbligati in solido al pagamento della cartella e rischieranno tutti e due il pignoramento.

Quando si deve pagare il bollo auto?

Il bollo auto va pagato una volta all’anno. Non si riceve alcun preavviso di pagamento dal fisco: è il contribuente a doversi ricordare della scadenza e a farsi carico del versamento dell’imposta. In caso contrario, oltre alle maggiorazioni per gli arretrati, si subisce la notifica della cartella di pagamento ed, eventualmente, il pignoramento dei beni (che può essere o meno accompagnato dal fermo auto).

La data di scadenza del bollo auto coincide con il mese successivo a quello di prima immatricolazione. Quindi, se un’auto è stata immatricolata a dicembre, il bollo scade al 31 gennaio di ogni anno.

È tenuto a pagare il bollo auto colui che risulta, al Pra (pubblico registro automobilistico), proprietario o usufruttuario nell’ultimo giorno del periodo d’imposta (il primo in Lombardia). L’imposta non è dovuta dal periodo d’imposta successivo a quello in cui è avvenuta la vendita dell’auto, è stata effettuata la radiazione del veicolo dal Pra o viene annotata la perdita di possesso come nel caso di furto o di mancata trascrizione al Pra dell’atto di vendita da parte dell’acquirente (v. dopo). Regole particolari valgono in alcune Regioni.

Vendita auto: chi deve pagare il bollo?

In caso di vendita dell’auto, deve pagare il bollo colui che, alla scadenza, risulta ancora intestatario del mezzo al Pra. Dunque:

  • se il bollo auto scade pochi giorni prima della vendita del mezzo, a dover pagare è il venditore;
  • se invece il bollo auto scade anche un giorno dopo la vendita, a dover pagare è l’acquirente.

Quindi, nel caso di vendita un’auto usata, deve versare il bollo auto chi risulta proprietario l’ultimo giorno utile per effettuare il pagamento che, come detto, è l’ultimo giorno del mese successivo a quello di prima immatricolazione. In Lombardia, invece, deve pagare il bollo chi risulta proprietario il primo giorno utile per il pagamento (che, quindi, è il primo giorno del mese successivo a quello di prima immatricolazione).

A fare da spartiacque per stabilire chi deve pagare il bollo in caso di vendita dell’auto, non è l’atto stesso di vendita, ma il momento della sua trascrizione al Pra. Per cui se, una volta firmato l’atto di vendita, questo non viene trascritto al Pra dal compratore, a dover versare l’imposta è ancora il precedente proprietario per quanto non abbia più il possesso del mezzo. Proprio per evitare questo ed essere costretti a pagare inutilmente l’imposta o, peggio, a subire il pignoramento per colpa dell’inadempimento di un’altra persona, la legge consente delle scappatoie. In particolare, se l’acquirente non provvede alla trascrizione al Pra dell’atto di vendita, il precedente proprietario può evitare di pagare il bollo eseguendo la procedura della cosiddetta «perdita di possesso». A tal fine egli potrà alternativamente:

  • far trascrivere presso il Pra, a proprie spese, l’atto di vendita: dovrà però munirsi dell’atto di vendita con data certa, ossia con firma autenticata dal pubblico ufficiale (di solito il funzionario del Comune);
  • avviare una causa dal giudice di pace che va, appunto, sotto il nome di «accertamento della perdita del possesso». Potrebbe farla da solo o farsi assistere da un avvocato.

In entrambi i casi, la perdita di possesso viene annotata al Pra e il vecchio proprietario non è più tenuto a versare il bollo auto. Tuttavia, si tratta di procedure i cui costi ricadono su chi l’esegue (ossia il vecchio titolare dell’auto). Ecco perché sarebbe meglio contattare prima l’acquirente e sollecitarlo ad effettuare al più presto la trascrizione dell’atto di vendita al Pra.

Si può trasferire il bollo auto su un’altra macchina?

Immaginiamo che il bollo auto scada qualche giorno prima del passaggio di proprietà del mezzo a seguito della vendita. Come abbiamo detto, a dover pagare è il venditore. Questi, però, se intenzionato ad acquistare una nuova auto, potrebbe “trasferire” il bollo già versato per il vecchio mezzo sul nuovo? La risposta è negativa. Il bollo è strettamente collegato all’auto (essendo peraltro calcolato sulla base delle caratteristiche di questa). Per cui, se si cambia auto, bisogna anche versare un nuovo bollo, non importa che l’imposta sia stata da poco pagata per un’alto mezzo appena venduto.

Si può frazionare il bollo auto?

Non si può pagare il bollo auto solo per pochi mesi. Il bollo è infatti un’imposta annuale e va versata per intero, in un’unica soluzione, all’atto della scadenza anche se, dopo pochi giorni, l’auto viene venduta o rottamata. Né è possibile chiedere il rimborso del bollo auto pagato per l’intero anno se il mezzo, nel frattempo, viene rubato o distrutto in un incidente o rottamato. Il che vale anche nel caso di vendita: non ci si può esimere dal pagare il bollo auto in scadenza anche se già si sa che, dopo qualche giorno, la stessa auto verrà venduta. Il bollo, infatti, scadrà ugualmente e andrà pagato per intero, senza possibilità di sconti o di migrazioni sull’altro mezzo. Chi, ad esempio, ha un’auto il cui bollo auto scade il 1° marzo e la stessa auto verrà venduta il 5 marzo, con acquisto di una seconda auto il 6 marzo, dovrà versare due volte il bollo auto: la prima volta alla scadenza annuale (ossia il 1° marzo); la seconda volta all’acquisto della nuova auto (il 6 marzo). Ecco perché è sempre consigliabile acquistare un’auto qualche giorno prima – e non qualche giorno dopo – che scada il bollo.

L’acquirente deve pagare di nuovo il bollo auto?

Vediamo ora cosa deve fare chi compra l’auto, se cioè questi deve versare nuovamente il bollo auto già pagato dal venditore o meno. Dobbiamo distinguere due ipotesi, a seconda che il bollo sia scaduto o meno.

Bollo auto non scaduto

Se il venditore ha pagato il bollo auto prima della trascrizione al Pra del passaggio di proprietà, l’acquirente non deve versare nuovamente l’imposta che, abbiamo detto, è sul mezzo e non sulla persona. Pertanto, se il passaggio di proprietà avviene a bollo auto non ancora scaduto, in quanto rinnovato dal venditore, l’acquirente può continuare a circolare col mezzo per tutti i mezzi residui coperti dal precedente versamento, senza dover pagare un’altra volta. Ciò vale tanto nel caso in cui si acquisti da concessionaria che da privato.

Bollo auto scaduto

Nel caso di acquisto di auto con bollo auto giò scaduto, bisogna distinguere tra due ipotesi.

Acquisto auto da concessionaria

Di solito in questi casi, la concessionaria attiva la cosiddetta «esenzione temporanea» del bollo. L’auto può rimanere in officina anche se non coperta dall’imposta. Il bollo andrà però versato dall’acquirente subito dopo l’acquisto. Questa procedura fa scattare una nuova scadenza annuale che non coincide più con il mese successivo a quello di prima immatricolazione ma con il mese successivo a quello della vendita da parte della concessionaria.

Se, invece, il concessionario non ha attivato l’esenzione temporanea, la data di scadenza del bollo resta quella del 30° giorno successivo al mese di immatricolazione. Per cui l’acquirente che compra dalla concessionaria una macchina con bollo scaduto, resta obbligato a versare anche gli importi precedentemente maturati.

Acquisto auto da privato

Nel caso di acquisto auto da privato con bollo già scaduto, l’acquirente non rischia nulla poiché, come abbiamo detto, il debito resta in capo al venditore e sarà quest’ultimo a ricevere le richieste di pagamento da parte della Regione e le successive cartelle esattoriali. Era infatti lui, il soggetto tenuto al versamento nel momento in cui il bollo è scaduto in quanto ancora proprietario del mezzo.


note

Autore immagine: 123rf com


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI