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Lo sai che? Cellulare non funzionante: sostituzione o riparazione?

Lo sai che? Pubblicato il 21 novembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 21 novembre 2017

Come funziona la garanzia dello smartphone non funzionante, sia per quello comprato al negozio che su internet.

Hai acquistato un nuovo cellulare ma, dopo pochi mesi, il dispositivo ha iniziato a dare problemi. Ti sei rivolto al venditore che, però, ti ha detto di spedirlo a un centro assistenza. Insomma, se n’è lavato le mani e ora ti tocca anche sostenere le spese di trasporto verso una sede della quale non hai alcuna garanzia. Quanto tempo ci metteranno a riparare lo smartphone rotto? Nel frattempo chi ti risarcisce per questo disagio? In verità, se il tuo cellulare è ancora in garanzia, il rivenditore ti ha dato delle informazioni non esatte. La legge, infatti, consente all’acquirente di far valere tutte le proprie contestazioni direttamente nei confronti del negoziante, senza doversi rivolgere alla casa produttrice. Vediamo allora che fare in caso di cellulare non funzionante: spetta la sostituzione o la riparazione?

Quanto dura la garanzia dello smartphone?

Uno smartphone ha una garanzia di due anni. Il rivenditore può allungare la garanzia prevedendo un pagamento ulteriore per l’estensione, ma non può ridurla a meno di due anni.

Se tuttavia si chiede la fattura, cioè si acquista con Partita Iva, e quindi non si incarna più le vesti del consumatore ma quelle del professionista, la garanzia è di un anno. In questa ipotesi non opera più la tutela del codice del consumo.

Da quando decorre la garanzia?

La garanzia decorre dalla data di acquisto del cellulare, per come risulta dallo scontrino o dalla ricevuta d’acquisto. Chi perde lo scontrino può dimostrare l’acquisto anche con altri mezzi come, ad esempio, la ricevuta della carta di credito, l’estratto conto bancario quando il pagamento avviene con bancomat o carta, la copia dell’assegno. In caso di pagamento per contanti il giudice può ammettere la prova per testimoni.

Come far valere la garanzia?

Se acquisti in veste di consumatore (ossia non richiedi la fattura), devi contestare il difetto di funzionamento al venditore entro massimo 2 mesi da quando si è verificato il guasto. Chiaramente se il difetto si verifica dopo 2 anni dall’acquisto, non sei più coperto dalla garanzia. Se invece, il difetto si verifica allo scadere dei due anni hai sempre i due mesi successivi per la contestazione. Quindi, in verità, per azionare la garanzia hai 2 anni e 2 mesi.

Se invece acquisti con partita Iva, devi denunciare il difetto entro 8 giorni da quando si è verificato.

La denunzia non è necessaria se il venditore ha riconosciuto l’esistenza del vizio o l’ha occultato.

Attento: se il rivenditore ti nega la garanzia devi per forza avviare la causa entro un

Si può subordinare la garanzia alla conservazione dello scontrino o della prova di acquisto?

Spesso i negozianti subordinano la garanzia alla conservazione della prova d’acquisto con la firma del rivenditore o dello scontrino. Non è così, la legge non lo prevede affatto. Il cliente deve solo dimostrare che l’acquisto è avvenuto presso quel negozio in una precisa data. Questa prova, come detto, può essere fornita anche diversamente come, ad esempio, con gli estratti conto relativi al pagamento con bancomat o carta di credito.

Leggi La garanzia vale senza scontrino?

Se il cellulare è difettoso mi spetta la sostituzione o la riparazione?

Se lo smartphone è ancora in garanzia, la legge consente all’acquirente di scegliere tra la riparazione o la sostituzione del prodotto difettoso con uno nuovo. Il venditore può rifiutare il cambio solo con una motivazione valida come, per esempio, che quel modello non è più disponibile. In tal caso però deve restituirgli il prezzo di acquisto o consentirgli uno sconto sulla differenza di valore del cellulare.

Entro quanto tempo va fatta la riparazione o la sostituzione?

La legge stabilisce che le riparazioni o le sostituzioni devono essere effettuate entro un termine congruo e non devono arrecare notevoli inconvenienti al consumatore tenendo conto della natura del bene e del motivo per il quale il consumatore lo ha acquistato. Ma cosa si intende per «termine congruo»? Considerato che oggi il telefonino è un’appendice indispensabile della nostra vita, il consumatore potrebbe tutt’al più stringere i denti per due, tre giorni al massimo. Ma a volte non è un tempo sufficiente a metterci mano.

È vero che è l’acquirente a dover spedire il cellulare nel centro assistenza?

Spesso il venditore fa credere all’acquirente che, se il guasto del cellulare si verifica nel primo anno, questi può limitarsi a portarlo al negozio che poi lo spedirà al centro di riparazione; se invece il guasto è nel secondo anno di garanzia, è il cliente a dover portare il telefono al centro di assistenza. Non è così. A doversi far carico della riparazione è sempre il rivenditore per tutta la durata della garanzia.

Chi mi dice che il cellulare non l’hai rotto tu?

A volte i negozianti rifiutano la garanzia sostenendo che il difetto è stato causato da un cattivo uso dell’acquirente. E così rispondono «Chi mi dice che il cellulare non lo hai rotto tu?». Non stanno così le cose. Infatti se il difetto si presenta entro sei mesi dall’acquisto, si presume che il prodotto fosse già difettoso alla consegna e il consumatore non deve dimostrare un bel niente; qualora il venditore non sia d’accordo, dovrà essere lui a dimostrare l’originaria integrità del prodotto. Al contrario, se il difetto si manifesta dopo i primi sei mesi, sarà il consumatore a dover provare che esso era già presente al momento in cui ha comprato l’oggetto.

Quando non opera la garanzia?

La garanzia in favore dell’acquirente non opera in alcune situazioni indicate dalla legge:

  • se il guasto è stato causato da chi ha utilizzato l’oggetto (ad esempio, il vestito ha stinto perché lavato con capi colorati che dovevano invece essere tenuti separati; il telefonino è stato tenuto troppo tempo sotto carica, ecc.;
  • se al momento dell’acquisto, il consumatore era a conoscenza del difetto o non poteva proprio ignorarlo (chi acquista un prodotto con un fortissimo sconto e senza imballaggio proprio perché presenta dei difetti);
  • se  il consumatore ha dato istruzioni che poi si sono rivelate dannose (ad esempio ha chiesto al falegname di rivestire un tavolo di casa con una particolare vernice che poi si è dissolta).

Chi paga le spese di riparazione se il prodotto è in garanzia?

Spesso il negoziante addossa al cliente una commissione a titolo di spese di spedizione o di acquisto di prodotti di ricambio. È un comportamento illegittimo. Tutte le spese per la riparazione sono a carico del negoziante, dal tecnico ai pezzi di ricambio alla manodopera.

Il prodotto va sempre sostituito se possibile

Spesso il negoziante sostiene di non poter sostituire il prodotto se non ha l’autorizzazione della casa madre. Non è così. La garanzia legale ci tutela dai difetti del prodotto, qualsiasi sia la marca. Quindi, se l’iPhone l’ho comprato in un negozio è quest’ultimo che ne risponde, anche se lo portiamo noi al centro di assistenza Apple. I produttori forniscono una loro garanzia commerciale, ma è limitata e non si sostituisce a quella legale.

Che fare se il cellulare è stato acquistato su internet?

La garanzia legale non cambia se si compra online. Tra i dubbi più frequenti c’è quello su chi paga le spese di spedizione se il prodotto è difettoso o non è come quello visto sul sito (non conforme alla promessa). Tutte le spese sono a carico del venditore, anche quelle per rimandare il prodotto al negozio online per la riparazione o la sostituzione. Anche se il prodotto ci arriva danneggiato, sarà il venditore a vedersela con il corriere che ha fatto il trasporto. Occhio alla consegna: verifica davanti al corriere che non ci siano danni e, se ci sono, respingete il pacco scrivendo il motivo. Se accetti il pacco senza verificare l’integrità del prodotto, il venditore potrebbe rifiutare la sostituzione o il rimborso, perché non puoi dimostrare di non aver causato il danno. Infine, non confondere la garanzia con il diritto di recesso, cioè il diritto a cambiare idea entro 14 giorni dalla consegna del prodotto e vedersi restituire quanto pagato.


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