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Quando si registra il contratto di comodato

5 gennaio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 gennaio 2018



Non sempre è obbligatorio registrare il contratto di comodato: vediamo in quali casi la registrazione del comodato è necessaria.

Con il contratto di comodato una parte consegna all’altra parte un bene (ad esempio un immobile) consentendogli così di servirsene e di usarlo: il comodato è per legge gratuito, quindi a differenza della locazione non consente che si paghi un canone per utilizzare il bene. Il comodato è dunque un contratto che si utilizza quando non si vuole far pagare il canone alla persona alla quale viene attribuito l’uso del bene. Tuttavia, ci si domanda spesso quando il contratto di comodato va registrato. Vediamo i casi in cui la registrazione del comodato è obbligatoria ed in quali è facoltativa.

Casi di registrazione obbligatoria del comodato

Il comodato deve essere registrato quando è redatto in forma scritta, oppure quando viene richiamato in un altro atto soggetto alla registrazione obbligatoria. In questi casi, dunque, è obbligo delle parti recarsi presso l’Agenzia delle entrate e registrare il comodato: altrimenti l’imposta di registro risulterà evasa e si potrà essere destinatari di un avviso di accertamento, che poi – se non pagato – passerà alla vecchia Equitalia, cioè all’Agenzia delle entrate riscossione che curerà il recupero delle somme dovute.

Casi in cui la registrazione del comodato è facoltativa

In tutti gli altri casi, non è obbligatorio registrare il comodato. Così, ad esempio, quando le parti stipulano un comodato oralmente se vorranno potranno registrarlo all’Agenzia delle entrate per dare così una data certa al loro contratto, ma non sono obbligate e dunque – se non registrano il contratto – non corrono alcun rischio e non evadono alcuna imposta.

In particolare, quando una parte concede oralmente  in comodato un proprio immobile ad un parente in linea retta entro il primo grado (ad esempio i figli) può beneficiare di una riduzione pari al 50% dell’Imu o dell’Ici sull’immobile stesso. Tuttavia, la legge [1] in questo caso prevede che per ottenere questo beneficio fiscale il contratto di comodato dovrà essere opportunamente registrato presso l’Agenzia delle entrate.

Come si registra il contratto di comodato

Per registrare il contratto di comodato occorre recarsi presso gli uffici dell’Agenzia delle entrate.

Per quanto concerne i moduli necessari alla registrazione del contratto di comodato, occorrono:

  • il modello 69 di richiesta di registrazione compilato in ogni parte
  • se si registra un contratto orale di comodato, nella casella del modello 69 che ci invita a descrivere la tipologia di atto bisogna inserire la dicitura “contratto verbale di comodato”
  • ricevuta di pagamento del modello f23 col quale si è pagata l’imposta di registro fissa di euro 200

Ai fini della registrazione del contratto di comodato stipulato in forma scritta è richiesto anche il pagamento dell’imposta di bollo. Questa imposta va pagata coi contrassegni telematici di bollo, nella misura di un contrassegno da 16 euro ogni 100 righe di scrittura. Se non è in regola con l’imposta di bollo il contratto di comodato non è registrabile.

note

 [1] Art. 1, comma 10, L. n. 208/2015.

Autore immagine: Pixabay

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