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Lo sai che? Malattia: quali effetti sui contributi pensione?

Lo sai che? Pubblicato il 23 novembre 2017

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I periodi di malattia sono validi per il diritto e per la misura della pensione?

I periodi di malattia, per i lavoratori dipendenti, sono pienamente validi per la pensione: durante questi periodi, infatti, l’Inps riconosce i cosiddetti contributi figurativi, dei contributi accreditati automaticamente dall’ente senza necessità di versamenti.

I contributi figurativi per malattia, in particolare, sono utili sia per il diritto alla pensione (cioè sono sommati agli altri contributi, ai fini del raggiungimento della soglia minima necessaria a maturare un determinato trattamento: 20 anni di contributi per la pensione di vecchiaia, 42 anni e 10 mesi, o 41 anni e 10 mesi per le donne, per la pensione anticipata, e così via…) che per la misura, cioè per l’ammontare, della prestazione. Possono essere riconosciuti, però, a partire dal 2012, sino a un massimo di 22 mesi nell’arco della vita lavorativa, esclusi gli inabili per infortunio sul lavoro.

Limiti al riconoscimento dei contributi per malattia ai fini della pensione

Oltre a questo limite, i contributi figurativi per malattia ne presentano di ulteriori:

  • non sono utili per raggiungere il requisito di 35 anni (1820 contributi settimanali) per la pensione di anzianità;
  • non possono essere accreditati se il lavoratore non possiede almeno 1 contributo settimanale versato prima del periodo di malattia;
  • non sono utili, inoltre, per il diritto alla prosecuzione volontaria nel versamento della contribuzione e per il diritto all’indennità di disoccupazione (in quanto il periodo di malattia viene considerato come periodo neutro).

Quando sono riconosciuti i contributi per malattia ai fini della pensione

I contributi figurativi per malattia sono accreditabili se la temporanea inabilità al lavoro è dovuta a:

  • malattia indennizzata;
  • malattia tempestivamente accertata;
  • malattia professionale;
  • malattia non indennizzata per essersi verificata in periodi non lavorati;
  • malattia che non dà luogo ad indennizzo (come la malattia per lavoro domestico);
  • infortunio sul lavoro.

Non sono, invece, accreditabili i periodi di malattia e infortunio di durata inferiore ai 7 giorni.

Contributi per malattia non retribuita

Il periodo di malattia non retribuita, che può essere riconosciuto ai dipendenti pubblici al termine della malattia “coperta” (pari a un massimo di 18 mesi in un triennio), è pienamente valido ai fini del diritto e della misura della pensione. Questo periodo, nel dettaglio, può avere una durata massima di 18 mesi ed è concesso ai dipendenti con gravi patologie, ai quali l’ordinario periodo di malattia non basta.

Domanda di accredito dei contributi figurativi per malattia

Sino al 2012 per riconoscere i contributi figurativi per malattia bisognava inviare una domanda all’Inps, non soggetta a termini di prescrizione o decadenza. Dal 2013 l’accredito avviene, nella generalità dei casi, automaticamente da parte dell’Inps. Per i periodi non indennizzati o al di fuori del rapporto di lavoro è però necessario presentare degli specifici documenti: certificato di malattia, certificato di infortunio, cartelle ospedaliere che attestino l’eventuale ricovero.


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