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Lo sai che? I diritti di chi soffre di anca

Lo sai che? Pubblicato il 23 novembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 23 novembre 2017

Chi soffre di dolori o di problemi all’anca ha diritto ad alcuni benefici. Vediamoli.

L’articolazione dell’anca è la maggiore dell’organismo e occupa una posizione centrale nell’apparato muscolo-scheletrico. Basti pensare che sull’anca è costantemente caricato gran parte del peso del corpo. La sua integrità e il suo perfetto funzionamento sono, quindi, essenziali.

Considerata l’importanza dell’anca, la comparsa di dolori in questa parte del corpo ha quasi sempre effetti invalidanti, limitando notevolmente la possibilità di svolgere le attività della vita quotidiana.

Il dolore all’anca è normalmente collegato all’avanzare dell’età: soprattutto dopo i cinquant’anni, a determinare dolore all’anca sono, nella maggior parte dei casi, problemi legati all’osteoartrosi dei componenti dell’articolazione. Più avanti, generalmente verso i settant’anni, un problema abbastanza frequente a carico dell’anca è la frattura, che si verifica soprattutto nelle donne affette da osteoporosi.

A soffrire di anca, però, non sono soltanto coloro che sono un po’ più avanti con l’età. Nei bambini, ragazzi e giovani adulti, il problema può derivare da difetti congeniti oppure da traumi o da usura, soprattutto in chi pratica attività sportive che mettono sotto stress l’articolazione.

Oltre a queste cause più frequenti e facilmente riconoscibili, la comparsa di dolore all’anca può dipendere da numerose altre patologie, più o meno serie. Per tutte queste ragioni, i dolori all’anca non vanno sottovalutati. Vediamo quali sono i diritti di chi soffre di anca.

I diritti di chi soffre di anca: invalidità civile

Le forme di dolore all’anca più gravi (si pensi, ad esempio, alla spondilite anchilosante, all’artrite, alla coxo-artrosi dell’anca) consentono al malato di ottenere alcune agevolazioni. Tra i diritti di chi soffre di anca rientra quello al riconoscimento dell’invalidità civile. Secondo l’ordinamento italiano, è invalido civile chiunque sia affetto da patologie tali da compromettergli la normale capacità lavorativa (se in età da lavoro, cioè tra i 18 e i 65 anni), ovvero da renderlo incapace di svolgere le attività tipiche della sua età [1]. I benefici concessi variano a seconda del grado di invalidità riconosciuto: ad esempio, un’invalidità del 100% dà diritto a ricevere una pensione di inabilità. I vantaggi diversi da quelli economici non sono meno importanti: anche senza aver ottenuto un’invalidità totale, il malato ha diritto alla fornitura gratuita di protesi, presidi ed ausili [2]; all’esenzione (parziale o totale, a seconda del grado di invalidità) dal pagamento del ticket sanitario per tutte le prestazioni mediche riguardanti la patologia invalidante; ad agevolazioni per le graduatorie delle case popolari e per il canone telefonico (in base ai redditi dichiarati).

L’assegno di invalidità spetta solo a chi sia dichiarato invalido con una percentuale compresa tra il 74 e il 99%; inoltre, a differenza dell’indennità di accompagnamento [3], è necessario anche che il soggetto versi in uno stato di bisogno economico.

I diritti di chi soffre di anca: la tabella indicativa delle percentuali d’invalidità

La tabella indicativa delle percentuali d’invalidità per le minorazioni e malattie invalidanti [4] include anche le patologie dell’anca. Di seguito quelle previste dalla legge, con accanto indicata la percentuale di invalidità:

  • Anchilosi di anca in buona posizione: 41% (fisso);
  • Rigidità di anca superiore al 50%: 35% (fisso);
  • Esiti di trattamento chirurgico con endoprotesi d’anca: variabile dal 31 al 40%;
  • Disarticolazione di anca: 85% (fisso).

Dai valori riportati si evince che la patologia più grave prevista dalla tabella (disarticolazione dell’anca) dà sempre diritto ad una percentuale di invalidità molto alta (85%). Si ricordi, infatti, che per i soggetti in età lavorativa (cioè tra i 18 ed i 65 anni), una percentuale di invalidità civile uguale o superiore al 35% dà diritto solamente alla concessione gratuita di ausili protesici, limitatamente alle patologie indicate nel verbale di invalidità; null’altro. Un’invalidità superiore al 45% conferisce il diritto all’iscrizione alle liste di collocamento mirato. L’85% di invalidità, invece, consente di accedere anche al beneficio economico.

È chiaro, poi, che la valutazione spetta alla commissione medica competente, la quale dovrà valutare attentamente la patologia concreta del paziente. Il ricorrente deve dimostrare il peggioramento delle proprie condizioni di vita, tale da rendergli proibitivo il lavoro o qualsiasi altra attività tipica della sua età. Il giudice baserà la propria decisione sui rilievi del consulente tecnico d’ufficio da lui nominato, consulente che dovrà decidere se l’eccesso di chili può portare ad una significativa invalidità nel compimento degli atti quotidiani.

I diritti di chi soffre di anca: indennità di accompagnamento

Tra i diritti di chi soffre di anca rientra anche quello all’indennità di accompagnamento. La legge accorda il beneficio agli invalidi civili totali (invalidità del 100%) quando siano impossibilitati a camminare autonomamente o siano incapaci di compiere da soli gli atti quotidiani della vita. Il beneficio è puramente economico e spetta a tutti, cittadini italiani ed extracomunitari, a prescindere dall’età e dal reddito.

I diritti di chi soffre di anca: riconoscimento dello stato di handicap

Tra i diritti di chi soffre di anca c’è anche quello ad ottenere le agevolazioni previste per i portatori di handicap. Secondo la legge, è handicappato chi, a causa della propria malattia, ha difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa tali da favorire l’emarginazione sociale del malato. In parole semplici, la persona con handicap ha serie difficoltà a relazionarsi con il mondo esterno a causa della propria malattia. Per ovviare a tali svantaggi, la legge prevede una serie di agevolazioni che consentono al malato, almeno in parte, di far fronte alle esigenze quotidiane. L’handicap grave viene riconosciuto a chi ha bisogno di assistenza ininterrotta [4]. I vantaggi concessi dallo Stato sono molteplici; si ricorda: il diritto a godere di tre giorni di permesso mensile; il diritto di scegliere la sede di lavoro più vicina; l’impossibilità al trasferimento senza il proprio consenso; il diritto al congedo straordinario retribuito per un periodo massimo di due anni; detrazioni fiscali; l’Iva agevolata. A differenza dell’indennità di accompagnamento, lo stato di handicap fornisce un aiuto a più ampio raggio, diretto a favorire l’inclusione del malato all’interno della società, cercando di rimuovere le barriere che potrebbero impedirgli di vivere serenamente.

I diritti di chi soffre di anca: esenzione dal ticket

Chi soffre di anca può giovarsi dell’esenzione dal ticket sanitario [5]. Il beneficio, però, spetta solamente per le prestazioni sanitarie direttamente collegate alla malattia, sempre a condizione che quest’ultima sia significativa. Nello specifico, secondo la legge soltanto a chi soffre di particolari patologie spetta il beneficio dell’esenzione: tra queste rientrano l’artrite reumatoide, il Lupus Eritematoso Sistemico e la Spondilite Anchilosante, purché coinvolgano l’articolazione dell’anca. Di volta in volta, poi, andrà accertata in concreto la gravità della malattia.

I diritti di chi soffre di anca: attenzione alla gravità della patologia!

Chi soffre di anca ha senz’altro diritto a godere dei benefici elencati, purché la sua patologia sia riconosciuta dalla commissione medica chiamata ad accertarla. Infatti, non tutte le patologie sono uguali. Ad esempio, la Corte di Cassazione ha ritenuto legittimo il licenziamento del lavoratore affetto da coxo-artrosi dell’anca che, durante il congedo per malattia, aveva tenuto un comportamento che ne comprometteva la guarigione [6]. Morale della favola: ogni patologia va attentamente valutata caso per caso; le generalizzazioni sono inopportune.

note

[1] Legge n. 118/1971 e successive modifiche.

[2] Decreto Ministeriale n. 322 del 27/08/99.

[3] Legge n. 18/1980.

[4] Legge n. 104/1992.

[5] Decreto ministeriale n. 329 del 28 maggio 1999, modificato dal D.M. n. 296 del 21 maggio 2001.

[6] Cass. sent. N. 9474/2009 del 21 aprile 2009.

Autore immagine: Pixabay.com


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5 Commenti

  1. Buongiorno sono una invalido al 100 %
    Da circa 3 anni sto dando indietroppo lo stipendio che percepisco. Sono stato operato alle anche 16 anni fa. Adesso o dovuto fare la revisione delle anche. Sono stato operato anche alle mani e ginocchia nell’arco di 10 anni. Bene mi dicono che devo state in aspetativa già 2 volte nell’arco di 1 anno e mezzo. Vi sembra giusto dopo che la malati ti ha colpito questa legge ti colpisce la secoda volta. Con cosa vivo io con famiglia a carico. Se mi potete dare una risposta. Grazie. .

  2. Ho letto l’articolo sulle anche.
    Mia mamma che ha 88 anni e è sofferente da entrambe può fare domanda per invalidità e anche accompagnamento?
    Grazie

  3. Salve io ho 40anni ho il problema di coxartrosi in entrambe le ossa femorali una l’ho già operata con protesi in titanio l’altra ho da operarla il giorno 5 di questo mese secondo voi ho diritto ad una invalidità di qualsiasi percentuale di indennizzo??

  4. ho 45 anni ho una protesi al femore e anca con rifacimento della calotta , non ho mai pensato alla domanda di invalidita’ perche’ non accettavo questo cambiamento, sono dipendente di cooperativa cosa devo fare ?

  5. invalido civile 100×100 grave ho 68 anni ,leg 104 art 3 comma1, deambulazione sensibilmente ridotta ,abbisognevole di appoggio x deambulare. cardiopatia ischemica cronica ,diabete mellito tipo 2,broncopatia ostruttiva cronica. artrosi diffusa x tutto lo scheletro ,anca sofferente cammino co cruccia ,prendo brufen ,targin prodotti a base di oppio ,visita legale cardiologica nya 2 non ho denti maculopatia degenerativa occhio destro eccecc .facendo un calcolo riduzionistico supero il 200x 100, ho possibilità facendo il ricorso di ottenere l accompagnamento ho paura se perdo x le spese legali .codice icd9 4110.portatore handicop comma 1 art 3 .revisione no ,invalido ultrasessantacinquenne con difficolta persistenti …..6446,6406,9309,7008. numeri identificatori malattie (non tutte) ho possibilità di vincere

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