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Recesso prestazione occasionale: si può?

5 gennaio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 gennaio 2018



È possibile recedere da un contratto di prestazione occasionale o da un contratto di lavoro autonomo occasionale?

Ti sei accordato per svolgere un’attività lavorativa col contratto di prestazione occasionale (quello che ha sostituito i vecchi voucher, per intenderci), ma hai cambiato idea, o hai avuto dei problemi?

Non ti preoccupare: il contratto di prestazione occasionale non prevede termini di recesso, per cui non sei tenuto a dare un preavviso al committente, o utilizzatore, se non puoi più svolgere la prestazione. Se la prestazione di lavoro non viene svolta ma il committente ha già comunicato l’avvio dell’attività, questi ha comunque la possibilità di revocarla nella piattaforma dell’Inps, purché invii la comunicazione di revoca entro le ore 24del 3° giorno successivo a quello originariamente previsto per lo svolgimento della prestazione. Con la revoca della prestazione, all’utilizzatore non verrà addebitato alcun importo da parte dell’Inps.

Conferma della prestazione occasionale

L’importante, perché la revoca possa avvenire, è che tu non abbia già confermato all’Inps la prestazione occasionale, una volta ricevuta la comunicazione di avvio attività (che l’Inps ti invia tramite mail, sms o servizio My Inps). In questo caso, il committente non può far nulla per opporsi e gli verrà addebitato dall’Inps il compenso per l’attività lavorativa non svolta (l’utilizzatore, difatti, prima di poter attivare la prestazione deve aver già versato la provvista necessaria alla sua copertura). L’Inps provvederà dunque a pagarti il compenso, che tu però dovrai restituire all’utilizzatore.

Annullamento della revoca della prestazione occasionale

E se il committente, invece, inviasse la comunicazione di revoca per errore, nonostante tu abbia svolto l’attività lavorativa? In questo caso, hai la possibilità di annullare la revoca stessa: a questo punto, l’utilizzatore non può fare più nulla per ribadire le proprie ragioni (eccetto un’azione giudiziaria, se ne ricorrono ovviamente i presupposti).

Recesso lavoro autonomo occasionale

Il contratto di prestazione occasionale non deve essere confuso col contratto di lavoro autonomo occasionale. In particolare, la prestazione occasionale, che può essere resa tramite il contratto di prestazione occasionale o tramite il libretto famiglia, è assimilabile al lavoro accessorio, quello, cioè, precedentemente retribuito con i voucher, o buoni lavoro: è un tipo di attività marginale e prettamente saltuaria.

Il lavoro autonomo occasionale, invece, è inquadrabile tra le attività di lavoro autonomo, esercitate, cioè, senza alcun vincolo di subordinazione né di coordinamento, come l’attività d’impresa e l’attività professionale: non richiede, però, l’apertura della partita Iva, in quanto l’attività è svolta in modo saltuario ed è priva del requisito dell’organizzazione e della professionalità.

Se si vuole recedere da un contratto di lavoro autonomo occasionale bisogna aver riguardo al termine di preavviso stabilito di comune accordo nel contratto, se esistente ovviamente. Trattandosi di prestazioni occasionali, è prassi inserire in questi contratti un termine di preavviso pari a una sola giornata, ma tutto dipende dal particolare tipo di attività che ci si è impegnati a svolgere.

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