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Lavoro dipendente da casa: chi deve pagare la connessione a internet?

5 Gennaio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 Gennaio 2018



Lavoro a domicilio, lavoro agile e telelavoro: a carico di chi sono le spese per il collegamento web?

Ti hanno proposto di lavorare da casa, ma i costi per le apparecchiature ed i collegamenti internet sono per te troppo cari? Forse non sai che, a seconda di quanto stabilito nel contratto di lavoro, questi costi devono essere sostenuti dall’azienda. In alcuni casi, è addirittura il contratto collettivo di lavoro a stabilire che il datore di lavoro è tenuto a pagare i costi della connessione web e delle attrezzature. Ma procediamo per ordine e facciamo il punto della situazione.

Lavoro a domicilio, telelavoro e lavoro agile

Innanzitutto, devi sapere che sono tre le tipologie di rapporto subordinato, cioè di rapporto dipendente, che ti consentono di lavorare da casa: lavoro a domicilio, telelavoro e lavoro agile.

Nel lavoro a domicilio il lavoratore subordinato esegue, a casa propria o in un locale di cui abbia la disponibilità, un’attività retribuita per conto di uno o più datori di lavoro.

Il lavoro agile, o smart working, è invece una particolare modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato. Nello specifico, datore di lavoro e lavoratore siglano un accordo col quale stabiliscono che la prestazione lavorativa venga resa:

  • in parte all’esterno dei locali aziendali;
  • senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro;
  • con l’eventuale utilizzo di strumenti tecnologici.

Anche il telelavoro non è un’autonoma tipologia contrattuale ma costituisce una particolare modalità di svolgimento della prestazione lavorativa: nel dettaglio, l’attività viene svolta, a seguito di accordo tra le parti, al di fuori dei locali aziendali, con l’ausilio di strumenti informatici e sistemi di telecomunicazioni.

Il telelavoro può configurarsi, però, non solo come attività di lavoro subordinato, ma anche come lavoro autonomo o come collaborazione:

  • nel telelavoro autonomo il lavoratore offre servizi informatici con gestione autonoma della propria attività;
  • nel telelavoro parasubordinato il lavoratore presta la sua opera continuativamente per un committente, ma non può organizzare liberamente la propria attività;
  • nel telelavoro subordinato (che può consistere anche in un contratto a tempo determinato o part-time) il telelavoratore, anche se in un luogo diverso dalla sede dell’azienda/unità produttiva (a casa propria o in un altro luogo), presta la sua attività alle dipendenze e sotto la direzione dell’imprenditore: non può ricorrere a un’organizzazione autonoma di mezzi ed attrezzature e non può beneficiare della collaborazione di familiari o terzi; il datore di lavoro può eseguire un controllo diretto e continuo sul telelavoratore e sull’orario effettuato.

Chi sostiene i costi delle attrezzature e della connessione web

Per quanto riguarda il lavoro a domicilio, anche se si tratta di lavoro subordinato il dipendente organizza l’attività con un certo grado di autonomia ed ha persino la possibilità di avvalersi dell’aiuto dei familiari. Generalmente nel contratto di lavoro è previsto il rimborso delle spese sostenute dal lavoratore per l’esecuzione dell’attività, come l’acquisto di modem e pc e le bollette per il collegamento internet. La normativa che disciplina il lavoro a domicilio, ad ogni modo, non prevede nulla in merito, ma chiarisce solo che le attrezzature possono appartenere sia al dipendente che al datore di lavoro [1].

Per quanto riguarda il lavoro agile, la normativa che lo ha istituito [2] chiarisce solo che il datore di lavoro è responsabile della sicurezza e del buon funzionamento degli strumenti tecnologici assegnati al lavoratore per lo svolgimento dell’attività lavorativa. In base a quanto esposto, è chiaro il diritto del dipendente a ricevere dall’azienda l’attrezzatura necessaria per il lavoro, ma non si specifica nulla in merito al costo delle connessioni internet. Considerando, però, che la norma stabilisce la parità di trattamento tra lavoratore agile e dipendente che svolge la prestazione in azienda, non sarebbe equo che lo smart worker debba sostenere dei costi aggiuntivi per la connessione web, che la generalità dei dipendenti non sostiene. D’altra parte, però, il lavoratore agile non deve sostenere eventuali costi di trasporto per spostarsi da casa propria alla sede dell’azienda (a meno che il luogo di lavoro sia differente dal domicilio del dipendente), o li sostiene in misura minore.

La regolamentazione è, invece, più precisa per quanto riguarda il telelavoro.

Il datore di lavoro, nel dettaglio:

  • è generalmente responsabile di fornitura, installazione e manutenzione degli strumenti necessari per il regolare svolgimento del telelavoro, a meno che il telelavoratore non utilizzi strumenti propri;
  • se il telelavoro è svolto con regolarità, compensa o copre i costi direttamente derivanti dal lavoro;
  • fornisce al telelavoratore i supporti tecnici necessari allo svolgimento della prestazione lavorativa
  • si fa carico dei costi derivanti da perdita e danneggiamento degli strumenti di lavoro, nonché dei dati utilizzati dal telelavoratore
  • deve adottare misure appropriate, in particolare per quel che riguarda i software, per garantire la protezione dei dati utilizzati ed elaborati dal telelavoratore per fini professionali;
  • deve informare il lavoratore in merito alle eventuali restrizioni e sanzioni riguardanti l’uso di apparecchiature, strumenti e programmi informatici utilizzati e su tutte le norme di legge e regole aziendali applicabili relative alla protezione dei dati.

Diversi contratti collettivi, come Terziario e Commercio, poi, prevedono specificamente l’obbligo di fornire al lavoratore, per lo svolgimento dell’attività di telelavoro, gli strumenti necessari al suo svolgimento, sostenendo tutte le spese di acquisito, installazione e manutenzione degli stessi.

In particolare, secondo questi contratti collettivi, sono a carico del datore di lavoro i costi per i collegamenti telematici necessari all’attività, i costi di manutenzione e gestione degli strumenti e dei sistemi di sicurezza della postazione e la loro copertura assicurativa.

note

[1] L.877/1973.

[2] L. 81/2017.


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