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Separazione consensuale senza avvocato: istruzioni su come fare

21 Novembre 2011
Separazione consensuale senza avvocato: istruzioni su come fare

Si può procedere alla separazione consensuale, quando c’è l’accordo dei coniugi sulle condizioni di mantenimento e sull’affidamento dei figli: in questo caso le parti possono presentarsi direttamente al giudice, senza bisogno di un avvocato. Ecco come procedere.

I due coniugi possono, di comune accordo, agire in tribunale per chiedere la separazione consensuale, senza bisogno di farsi assistere da un avvocato. In questo articolo, vi spiegheremo come fare, passo dopo passo [1].

Tuttavia è bene sapere che la “separazione fai da te” ha sempre un margine di rischio: al di là infatti della scarsa praticità con le cancellerie e le aule dei tribunali di chi non è del mestiere, c’è sempre il pericolo di una prevaricazione della parte più forte ai danni di quella emotivamente più debole. La presenza del legale (anche uno solo per entrambi i coniugi) è invece una garanzia di equidistanza dal problema.

In ogni caso, chi non ha i soldi per pagare l’avvocato (un reddito attualmente inferiore a euro 10.766,33) può ricorrere al gratuito patrocinio, il cui funzionamento è ben spiegato in questa pagina del portale “Gratuito patrocinio: requisiti e condizioni

Si può procedere alla separazione consensuale solo se marito e moglie hanno trovato il pieno accordo su tutti gli aspetti della separazione e, in particolar modo:

– sull’assegnazione della casa coniugale e degli altri immobili;

– sulla misura del mantenimento per l’altro coniuge (per questo aspetto esiste uno strumento online per il calcolo automatico dell’assegno di mantenimento a questo indirizzo);

– sull’affidamento e mantenimento dei figli (se ve ne sono), nonché su tutte le altre questioni attinenti alla loro gestione (per esempio, le condizioni e le date delle visite, ecc.).

Proprio a riguardo dell’affidamento dei figli, la regola generale – derogabile solo in rari casi – è quella dell’affidamento condiviso a entrambi i coniugi. Per una trattazione più specifica di questo argomento, vi rinviamo alle seguenti pagine di questo portale:

Affidamento esclusivo del minore a un solo genitore: quando e perché

Affidamento condiviso dei figli: di che si tratta

Il ricorso

Per separarsi, è necessario innanzitutto redigere un atto (si chiama “atto di ricorso”) che deve essere firmato da entrambe le parti. Troverete un modello nella sezione “Formule” del nostro portale a questa pagina “Formula: Separazione consensuale dei coniugi”. Si tratta della formula standard messa a disposizione dal Tribunale di Torino.

Nel redigere questo documento è bene conoscere alcuni limiti fissati dalla legge in tema di mantenimento e affidamento dei figli. Abbiamo parlato di questi limiti in questo articolo: “Separazione consensuale, mantenimento e affidamento dei figli

Il ricorso deve essere depositato presso il Tribunale del luogo di residenza (o di domicilio documentato) dei ricorrenti e sottoscritto da entrambi i coniugi.

Nel ricorso devono essere indicati, oltre agli estremi delle parti, anche le condizioni della separazione: ossia tutti gli aspetti dell’accordo raggiunto dalle parti (così come indicato nel modello di atto e di cui abbiamo appena parlato sopra).

Il ricorso va depositato – anche da parte di uno solo dei due coniugi – nella cancelleria delle “iscrizioni a ruolo” del tribunale. Insieme al ricorso bisogna compilare e depositare un modellino che si chiama “nota di iscrizione a ruolo”, scaricabile presso questo link.

Insieme al ricorso, bisogna portare anche un contributo unificato da 37 euro, acquistabile in tabaccheria.

Insieme al ricorso bisogna allegare (non è accettata l’autocertificazione):

1) Certificato di matrimonio (richiesto all’anagrafe del Comune in cui il matrimonio è stato celebrato);

2) Stato di famiglia di ambedue i coniugi;

3) Certificato di residenza di ambedue i coniugi;

4) Fotocopia fronte e retro del codice fiscale e del documento valido d’identità.

L’udienza

Dopo qualche settimana dal deposito del ricorso, viene fissata una udienza innanzi al Presidente del Tribunale. La data dell’udienza viene comunicata alle parti presso la loro residenza con il servizio postale (se si risiede nella stessa città) oppure, su richiesta, all’indirizzo di Posta Elettronica Certificata (PEC). Tuttavia, è sempre meglio passare, di tanto in tanto, dalla cancelleria per verificare se è stata fissata la data di tale udienza. È bene munirsi di documenti di riconoscimento da mostrare al cancelliere.

Il giorno dell’udienza si devono presentare entrambi i coniugi personalmente nell’aula del tribunale che verrà adibita appositamente per le separazioni (per sapere quale sia, vi conviene chiedere in cancelleria).

Il Presidente del tribunale, dopo che ha chiamato i coniugi, tenta una conciliazione tra loro, chiedendo (forse più “formalmente”) se è davvero loro intenzione separarsi. Se non ci sono stati ripensamenti, è sufficiente che la coppia confermi la volontà di separarsi.

L’udienza dura quei pochi secondi necessari a mettere a verbale tali dichiarazioni.

L’omologa presidenziale

Il Presidente del Tribunale omologa l’accordo di separazione e, dopo qualche giorno, lo trasmette al Pubblico Ministero del Tribunale per un parere di conformità.

Una copia del decreto viene anche trasmessa al Comune affinché lo trascriva a margine dell’atto di matrimonio.

Dopo qualche settimana (a seconda dei tribunali potrebbero trascorrere anche un paio di mesi), gli ex coniugi possono recarsi in cancelleria per chiedere una copia autentica dell’atto di separazione, in modo da conservarlo per ogni eventuale necessità.

La Mediazione familiare

È importante che i genitori in separazione sappiano che possono essere aiutati nella ricerca di un dialogo e di modalità concrete e praticabili per riorganizzare le relazioni familiari mediante un mediatore familiare. Occorre soprattutto che ai figli sia garantito di poter continuare a crescere con la vicinanza, le cure ed il sostegno di entrambi i genitori. La mediazione familiare è un percorso offerto dai Servizi territoriali a sostegno della bigenitorialità; consiste in una serie di incontri con entrambi i genitori, per favorire il confronto sulle questioni che riguardano i figli e facilitare la comunicazione, tenendo a bada gli aspetti distruttivi del conflitto; saranno i genitori stessi poi a sottoporre al giudice gli accordi così raggiunti perché siano omologati. L’intervento è assolutamente volontario, confidenziale, riservato ed indipendente dal sistema giudiziario. Non si tratta di un lavoro psicologico né di una terapia; non è una consulenza legale e non si sostituisce all’attività degli avvocati.


Non tutti i tribunali consentono una separazione consensuale dei coniugi senza l’avvocato.
La maggioranza dei giuristi sembra escludere l’obbligatorietà della rappresentanza tecnica nel processo di separazione consensuale. In moltissimi Tribunali, difatti, è possibile la separazione consensuale senza l’assistenza dell’avvocato, con notevolissimo risparmio economico per i coniugi.

Di seguito viene riportato l’elenco non esaustivo delle città presso i cui Tribunali, ad oggi, è possibile adire il Giudice senza l’avvocato:

Agrigento, Ancona, Aosta, Ariano Irpino, Asti, Avellino, Barcellona Pozzo Di Gotto, Bassano Del Grappa, Busto Arsizio, Cagliari, Caltanissetta, Casale Monferrato, Chiavari, Como, Enna, Firenze, Frosinone, Genova, Ivrea, Lanusei, Lecco, Livorno, Locri, Lodi, Lucca, Macerata, Milano, Mistretta, Monza, Nocera Inferiore, Padova, Pinerolo, Pistoia, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Rimini, Roma, Sciacca, Sulmona, Taranto, Teramo, Trento, Treviso, Prato, Urbino, Varese.

note

[1] Per il confronto con le norme, vedi artt. 150 e 158 cod. civ. e 711 cod. proc. civ.


25 Commenti

  1. 1) Come ci si separa ora ad ottobre 2015 a Padova in presenza di figli minorenni ?
    2) E come si divorzia ?
    Grazie, sarei interessata a sentire delle risposte sull’argomento alla luce dell’applicazione della nuova normativa, se possibile.

  2. vorrei presentare il ricorso per la separazione consensuale senza avocato. aviamo una figlia di 6 anni e tutti due un lavoro alla pari , lui e proprietario di la casa dove avvitiamo. la mia domanda è se decido di andare via, lui che obblighi ha nei confronti di sua figlia…. attendo una vostra risposta grazie…

  3. cosa succede e come può richiedere risarcimento nel caso un coniuge scopre che il partner a tenuto nascosto in segreto d’aver avuto un figlio di altra persona prima del matrimonio e se ciò a valenza in caso di separazione.

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