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Meteo: per le previsioni sbagliate spetta il risarcimento?

28 novembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 novembre 2017



È possibile chiedere il risarcimento solo in caso di previsioni meteorologiche gravemente errate.

Le previsioni meteorologiche si affidano, oggi, a strumenti tecnologici sempre più evoluti. Mentre una volta si poteva al massimo osservare il cielo e interpretare le nubi, oggi le previsioni del tempo si effettuano tramite la raccolta di dati quantitativi sullo stato dell’atmosfera e l’utilizzo di complessi macchinari che stimano l’evoluzione del clima.

Nonostante ciò, però, capita spesso che le previsioni siano sbagliate e che la gita a mare da tempo programmata debba essere inutilmente rimandata. Ci si chiede: per le previsioni meteo sbagliate spetta il risarcimento? Proviamo a dare una risposta.

Previsioni meteo: perché sono sbagliate?

Una previsione meteorologica errata può causare seccature a quanti hanno programmato una gita fuori porta. Si pensi, ad esempio, ad una previsione di maltempo che poi si riveli infondata: in questo caso la piccola vacanza è saltata perché, facendo affidamento proprio sul bollettino meteorologico, si è preferito non partire da casa. Il danno maggiore, però, è di quanti vivono di turismo: alberghi, stabilimenti balneari, impianti sciistici. Tutte queste strutture si vedono privati di molti utenti che, facendo proprio affidamento sulle previsioni del tempo, decidono di non prenotare la vacanza. In tutti questi casi, spetta il risarcimento?

La questione è delicata. Negli ultimi anni, il problema è stato sollevato dalle rappresentanze sia dei consumatori che degli imprenditori. Sotto accusa ci sono non soltanto le inesattezze delle previsioni, ma anche i toni allarmistici con le quali vengono pubblicizzate: oramai nomi come “Lucifero”, “Caronte”, “Attila” non sono più collegati a personaggi storici o mitologici, bensì alle previsioni meteo.

Nel mondo esistono oltre undicimila stazioni di osservazione che registrano ogni ora dati relativi a temperatura, pressione atmosferica, umidità, velocità e direzione del vento, precipitazioni e altre condizioni atmosferiche. Aerei, navi mercantili, palloni aerostatici e satelliti fanno la stessa cosa e trasmettono i dati alle stazioni meteorologiche a terra. Tutti questi dati vengono elaborati da appositi computer a beneficio dei meteorologi, i quali sono chiamati ad interpretare le previsioni così generate, comparandole con diversi modelli matematici e adeguandosi al flusso di dati in tempo reale provenienti dal campo. Da tanto si comprende la difficoltà di questo lavoro e perché possano capitare degli errori.

Previsioni meteo a lungo e a breve termine

Innanzitutto, è opportuno distinguere tra previsioni a lungo termine e previsioni a breve termine. Le prime, seppur molto più precise di una volta, possono inevitabilmente andare incontro ad errori ed inesattezze: le condizioni del tempo, infatti, sono soggette a continui mutamenti e non sempre è facile anticiparne l’andamento. Le seconde, invece, dovrebbero fornire elementi di certezza di gran lunga maggiori; pertanto, un errore sulle previsioni a breve termine è sicuramente più grave di uno inerente a quelle a lungo termine. Sono considerate a breve termine le previsioni fino a cinque giorni.

Previsioni meteo sbagliate: spetta il risarcimento?

Alla luce di quanto detto finora, possiamo giungere a questa soluzione: un’azione civile contro la stazione meteorologica colpevole della previsione sbagliata può essere intrapresa nel caso di errore macroscopico di una previsione a breve termine, cioè di un bollettino che dovrebbe tendenzialmente essere certo. L’azione da intraprendere è quella del risarcimento del danno extracontrattuale, secondo cui «qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno» [1]. È chiaro che la sola previsione sbagliata non è sufficiente: per ottenere il risarcimento bisognerà provare anche il danno concretamente subito e il nesso causale (cioè, il legame) tra bollettino meteo errato e pregiudizio patito.

Per le previsioni a lungo termine, invece, sarà ben difficile poter agire vittoriosamente; una forma di responsabilità, però, può essere rintracciata negli inutili toni allarmistici sempre più spesso utilizzati dalle stazioni meteo al solo fine di pubblicizzarsi. In questo caso, a venire meno è la stessa serietà del servizio, serietà che dovrebbe poggiarsi su uno studio scientifico della previsione. Interessati ad intentare causa per questo tipo di previsioni sono soprattutto i titolari di strutture vacanziere, in quanto le prenotazioni vengono fatte, normalmente, con diversi mesi di anticipo.

Ad oggi, tuttavia, deve registrarsi la quasi totale assenza di azioni (singole o comuni) dirette ad ottenere il risarcimento del danno derivante da previsione meteorologica errata. Le associazioni rappresentative delle categorie imprenditoriali hanno più volte minacciato di adire le competenti sedi legali, ma allo stato non si hanno notizie di azioni concrete (o, comunque, vittoriose).

Si ricordi, infine, che le previsioni meteorologiche spesso hanno salvato vite umane, consentendo alla protezione civile di giocare d’anticipo su catastrofi naturali.

note

[1] Art. 2043 cod. civ.

Autore immagine: Pixabay.com

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