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Assegni familiari, spettano a chi non lavora?

28 Novembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 Novembre 2017



Gli assegni al nucleo familiare possono essere riconosciuti anche a chi è disoccupato?

Ti hanno licenziato, sei disoccupato e ti chiedi se hai comunque diritto a ricevere gli assegni al nucleo familiare (Anf)? Ai fini degli assegni al nucleo familiare, una misura di assistenza riconosciuta dall’Inps, il reddito che deriva dall’indennità di disoccupazione (ora Naspi) è assimilato al reddito di lavoro dipendente. Pertanto, se tu percepisci la Naspi hai diritto all’accredito ogni mese degli Anf, in misura pari a quelli che percepivi in costanza del rapporto di lavoro. Scaduto il periodo annuale, però, devi verificare il diritto agli assegni al nucleo familiare, in quanto questi vengono riconosciuti nel periodo che va dal 1° luglio al 30 giugno dell’anno successivo, in rapporto al reddito dell’anno precedente: l’ammontare del reddito del nucleo familiare è importante non soltanto per stabilire la misura mensile degli Anf, ma soprattutto per capire se almeno il 70% del reddito del nucleo familiare deriva da lavoro dipendente, o da redditi assimilati, come l’indennità di disoccupazione. Se non è così, non si ha diritto agli assegni.

Per maggiori approfondimenti sul calcolo degli assegni familiari, puoi utilizzare la nostra Guida agli Anf.

Diritto agli Anf per il disoccupato senza indennità

Se invece non hai diritto all’indennità di disoccupazione, non hai diritto nemmeno agli assegni al nucleo familiare: gli Anf, difatti, sono una prestazione accessoria al reddito di lavoro dipendente e assimilato e possono essere erogati in busta paga, assieme allo stipendio, o assieme a una prestazione previdenziale riconosciuta dall’Inps, come, appunto, l’indennità di disoccupazione. In alcune ipotesi specifiche, gli assegni sono erogati direttamente dall’Inps senza essere “abbinati” ad una prestazione previdenziale (è il caso, ad esempio, di colf e badanti, Lsu, operai agricoli a termine): il presupposto per ricevere gli assegni, però, resta sempre la produzione di un reddito di lavoro dipendente o assimilabile.

Diritto agli Anf per il lavoratore part time

Gli assegni sono ridotti progressivamente se il richiedente lavora part-time; per ottenere l’intero importo, è necessario effettuare almeno 104 ore di lavoro mensili, se operaio, o 130, se impiegato. Qualora il parametro non sia raggiunto, dovranno essere lavorate almeno 24 ore settimanali, anche cumulando più rapporti; se il numero delle ore lavorate è inferiore, spetta un numero di assegni giornalieri corrispondente alle giornate di lavoro effettivamente prestate, indipendentemente dal numero di ore lavorate . In ogni caso, non possono essere accreditati più di 6 assegni giornalieri per ciascuna settimana e 26 per ogni mese.

Assegni familiari riconosciuti dai comuni

A prescindere dalla produzione di reddito di lavoro dipendente, se hai almeno tre figli minori e un Isee (l’indicatore della situazione economica della famiglia) inferiore a una determinata soglia, hai comunque diritto a ricevere un altro tipo di assegni familiari, gli assegni familiari riconosciuti dal comune. Questi assegni sono una prestazione di assistenza a carico del comune di residenza, ma sono pagati dall’Inps. Gli assegni spettano per 13 mensilità e sono pari a 141,3 euro mensili (importo valido per l’anno 2017). Per accedere al beneficio è necessario che il nucleo familiare non possieda risorse reddituali e patrimoniali superiori, per il 2017, ad un valore Isee di 6.718,96 euro; se l’Isee supera questa soglia, ma è inferiore a 8.555,99 euro, gli assegni spettano in misura parziale.


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