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Lo sai che? I diritti di chi soffre di dolore e frattura al femore

Lo sai che? Pubblicato il 28 novembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 28 novembre 2017

Le patologie del femore, se compromettono lo svolgimento delle attività quotidiane, conferiscono il diritto ad alcune agevolazioni.

Il femore è l’unico osso della coscia e il più lungo del corpo umano. Per via della sua posizione, il femore rappresenta l’osso più importante di tutti gli arti inferiori, considerando che esso costituisce anche parte dell’anca e del ginocchio. Per tutti questi motivi, chi soffre di dolori o subisce la frattura del femore può chiedere il riconoscimento di alcune agevolazioni, dall’invalidità all’indennità di accompagnamento. Vediamo allora quali sono i diritti di chi soffre di dolore e frattura al femore.

I diritti di chi soffre di dolore e frattura al femore: invalidità civile

Le forme più gravi di patologie che colpiscono il femore (si pensi, ad esempio, alla necrosi della testa del femore, la cosiddetta osteonecrosi dell’anca; oppure alla coxalgia o, ancora, alla semplice frattura) consentono al malato di ottenere alcune agevolazioni. Tra i diritti di chi soffre di dolore e frattura al femore rientra quello al riconoscimento dell’invalidità civile. Secondo l’ordinamento italiano, è invalido civile chiunque sia affetto da patologie tali da compromettergli la normale capacità lavorativa (se in età da lavoro, cioè tra i 18 e i 65 anni), ovvero da renderlo incapace di svolgere le attività tipiche della sua età [1]. I benefici concessi variano a seconda del grado di invalidità riconosciuto: ad esempio, un’invalidità del 100% dà diritto a ricevere una pensione di inabilità. I vantaggi diversi da quelli economici non sono meno importanti: anche senza aver ottenuto un’invalidità totale, il malato ha diritto alla fornitura gratuita di protesi, presidi ed ausili; all’esenzione (parziale o totale, a seconda del grado di invalidità) dal pagamento del ticket sanitario per tutte le prestazioni mediche riguardanti la patologia invalidante; ad agevolazioni per le graduatorie delle case popolari e per il canone telefonico (in base ai redditi dichiarati). L’assegno di invalidità spetta solo a chi sia dichiarato invalido con una percentuale compresa tra il 74 e il 99%; inoltre, a differenza dell’indennità di accompagnamento, è necessario anche che il soggetto versi in uno stato di bisogno economico.

Purtroppo, la tabella indicativa delle percentuali d’invalidità per le minorazioni e malattie invalidanti [2] non include patologie inerenti al femore. La valutazione dell’invalidità, pertanto, verrà effettuata dalla commissione medica competente considerando l’incidenza funzionale della patologia, e soprattutto, le limitazioni della funzione delle articolazioni. È chiaro che, non avendo riferimenti tabellari precisi, può esserci un certo personalismo valutativo, a dir poco inevitabile in circostanze del genere. In tutti questi casi, la commissione medica è tenuta ad applicare il cosiddetto criterio analogico: si cerca, cioè, un’infermità somigliante con cui paragonare il caso concreto.

I diritti di chi soffre di dolore e frattura al femore: indennità di accompagnamento

Tra i diritti di chi soffre di dolore e frattura al femore rientra anche quello all’indennità di accompagnamento. La legge [3] accorda il beneficio agli invalidi civili totali (invalidità del 100%) quando siano impossibilitati a camminare autonomamente o siano incapaci di compiere da soli gli atti quotidiani della vita. Il beneficio è puramente economico e spetta a tutti, cittadini italiani ed extracomunitari, a prescindere dall’età e dal reddito.

I diritti di chi soffre di dolore e frattura al femore: riconoscimento dello stato di handicap

Tra i diritti di chi soffre di dolore e frattura al femore c’è anche quello ad ottenere le agevolazioni previste per i portatori di handicap. Secondo la legge, è handicappato chi, a causa della propria malattia, ha difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa tali da favorire l’emarginazione sociale del malato. L’handicap grave viene riconosciuto a chi ha bisogno di assistenza ininterrotta [4]. I vantaggi concessi dallo Stato sono molteplici; si ricorda: il diritto a godere di tre giorni di permesso mensile; il diritto di scegliere la sede di lavoro più vicina; l’impossibilità al trasferimento senza il proprio consenso; il diritto al congedo straordinario retribuito per un periodo massimo di due anni; detrazioni fiscali; l’Iva agevolata. A differenza dell’indennità di accompagnamento, lo stato di handicap fornisce un aiuto a più ampio raggio, diretto a favorire l’inclusione del malato all’interno della società, cercando di rimuovere le barriere che potrebbero impedirgli di vivere serenamente.

note

[1] Legge n. 118/1971 e successive modifiche.

[2] Decreto Ministeriale del 05/02/1992.

[3] Legge n. 18/1980.

[4] Legge n. 104/1992.

Autore immagine: Pixabay.com


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