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Brexit, arriva la legge. May «Momento storico per il Paese»

14 Mar 2017


Brexit, arriva la legge. May «Momento storico per il Paese»

> Business Pubblicato il 14 Mar 2017



La premier britannica Theresa May celebra l’approvazione della legge che dà il via alla Brexit. Avvio dei negoziati entro fine marzo.

«Un momento storico per tutto il Paese», parola di Theresa May, premier britannica, nuova lady di ferro e ferma sostenitrice della prima ora della cosiddetta “hard Brexit“. Intanto la Scozia chiede un secondo referendum sull’indipendenza dal Regno Unito.

Che cos’è la Hard Brexit: il piano della May

Niente vie di mezzo, nè passi indietro: si va avanti con il piano “duro”. Con il termine “hard Brexit“si indica infatti la posizione più rigida che si è venuta a configurare nei mesi successivi al referendum, in risposta a chi, temendo gli effetti devastanti sul mercato, aveva paventato la possibilità di una posizione mediante.

Theresa May ha portato avanti la posizione più rigida, annunciando che il Regno Unito farà scattare la clausola d’uscita dando così vita alla Brexit nella sua forma più radicale e difficile, impegnandosi a controllare duramente l’immigrazione dei cittadini europei nel Regno Unito, a costo di uscire dal mercato unico dell’UE, introducendo le barriere commerciali.

Negoziati entro fine marzo

Ricevuto il vaglio della Camera Alta la Brexit è legge: si rispettano le tabelle di marcia. Con l’allineamento dei Lord si potrà in qualsiasi momento far scattare i negoziati. I toni della May, tuttavia, sono quelli di una stratega che tenta la distensione, chiedendo ai propri deputati di non parlare di divorzio con l’Unione Europea, ma piuttosto dell’ «inizio di una nuova relazione».

La Scozia chiede l’indipendenza, la May non ci sta

La Scozia ci tiene, però, a restare in Europa, ed ipotizza un referendum bis sulla secessione. Si riaccende un contrasto storico, che è forse prima di tutto contrasto culturale. La May fa appello all’unità: «Non bisogna fare giochi politici e creare incertezza o divisione».

Dall’altra parte c’è però una donna altrettanto ferma e determinata, Nicola Sturgeon, leader dei nazionalisti indipendentisti scozzesi, che annuncia di voler proporre un nuovo voto popolare. Infatti si tratterebbe del secondo referendum dopo quello del 2014. La nuova consultazione popolare, a detta della Sturgeon, troverebbe giustificazione nelle mutate condizioni politiche e sociali. Ma perché ciò si verifichi occorre il benestare del parlamento di Westminster, che attualmente non pare affatto intenzionato ad alimentare con un altro referendum il clima di incertezza già generato dalla Brexit.


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