Donna e famiglia Bonus donne 2018, ecco chi ne ha diritto

Donna e famiglia Pubblicato il 26 novembre 2017

Articolo di




> Donna e famiglia Pubblicato il 26 novembre 2017

Come funziona il bonus per l’assunzione delle donne disoccupate e a chi spettano gli incentivi ?

Resta ancora valido, nel 2018, il cosiddetto Bonus donne e over 50: si tratta di un incentivo all’assunzione che permette di dimezzare i contributi Inps e Inail per chi assume donne e over 50 disoccupati. Il bonus, che è stato istituito dalla legge di Riforma del mercato del lavoro nel 2012 [1], è uno dei pochi incentivi non “a numero chiuso”, cioè per il quale non ci sono liste di attesa dovute alle limitate risorse disponibili. Ma vediamo subito come funziona il bonus e quali sono, nel dettaglio, le specifiche categorie di lavoratrici che ne hanno diritto.

Come funziona il Bonus donne 2018

Il Bonus donne e over 50, come anticipato, consiste in uno sgravio del 50% dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione contro gli infortuni e le malattie professionali a carico del datore di lavoro: in buona sostanza, l’incentivo riduce della metà i contributi e i premi da pagare all’Inps e all’Inail. L’incentivo comporta la riduzione diretta dell’aliquota contributiva: in pratica, si deve pagare una percentuale più bassa a titolo di contributi e premi. Per altri sgravi, invece, come l’esonero contributivo totale, si applica alla contribuzione l’aliquota piena, poi si sottrae l’importo da sgravare.

Il Bonus donne e over 50 può durare al massimo 12 mesi per i contratti a termine, e 18 mesi per i contratti a tempo indeterminato o per la trasformazione di un contratto da tempo determinato a indeterminato.

Chi ha diritto al Bonus donne 2018

Lo sgravio contributivo spetta se si assumono:

  • uomini o donne con almeno 50 anni di età e disoccupati da oltre 12 mesi;
  • donne di ogni età, residenti in aree svantaggiate e prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi;
  • donne di ogni età, a prescindere dalla residenza, prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi;
  • donne di ogni età, a prescindere dalla residenza, prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi, se la professione svolta, o il settore economico di appartenenza, sono caratterizzati da accentuata disparità occupazionale e di genere.

Bonus donne 2018, per quali settori

In particolare, secondo quanto stabilito da un recente decreto interministeriale [2], i settori caratterizzati da un tasso di disparità uomo-donna, che supera almeno del 25% il valore medio annuo, in relazione alla media annua del 2016 sono i seguenti:

  • agricoltura;
  • costruzioni;
  • industria estrattiva acqua e gestione rifiuti;
  • industria energetica;
  • industria manifatturiera;
  • trasporto e magazzinaggio;
  • servizi generali della Pa;
  • informazione e comunicazione.

Bonus donne 2018, per quali professioni

Le professioni caratterizzate da un tasso di disparità uomo-donna che supera almeno del 25% la disparità media uomo-donna, in relazione alla media annua del 2016, sono invece le seguenti:

  • sergenti, sovraintendenti e marescialli delle forze armate;
  • conduttori di veicoli, di macchinari mobili e di sollevamento;
  • ufficiali delle forze armate;
  • artigiani e operai specializzati dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
  • artigiani ed operai metalmeccanici specializzati e installatori e manutentori di attrezzature elettriche ed elettroniche;
  • tuppa delle forze armate;
  • agricoltori e operai specializzati dell’agricoltura, delle foreste, della zootecnia, della pesca e della caccia;
  • professioni tecniche in campo scientifico, ingegneristico e della produzione;
  • conduttori di impianti industriali;
  • imprenditori, amministratori e direttori di grandi aziende;
  • professioni non qualificate nella manifattura, nell’estrazione di minerali e nelle costruzioni;
  • ingegneri, architetti e professioni assimilate;
  • specialisti in scienze matematiche, informatiche, chimiche, fisiche e naturali;
  • imprenditori e responsabili di piccole aziende;
  • professioni non qualificate nell’agricoltura, nella manutenzione del verde, nell’allevamento, nella silvicoltura e nella pesca;
  • artigiani ed operai specializzati della meccanica di precisione, dell’artigianato artistico, della stampa ed assimilati;
  • operai semiqualificati di macchinari fissi per la lavorazione in serie e operai addetti al montaggio;
  • operatori di macchinari fissi in agricoltura e nella industria alimentare;
  • artigiani e operai specializzati delle lavorazioni alimentari, del legno, del tessile, dell’abbigliamento, delle pelli, del cuoio e dell’industria dello spettacolo;
  • professioni non qualificate nel commercio e nei servizi;
  • membri dei corpi legislativi e di governo, dirigenti ed equiparati dell’amministrazione pubblica, nella magistratura, nei servizi di sanità, istruzione e ricerca e nelle organizzazioni di interesse nazionale e sovranazionale.

note

[1] Art. 4 co. 11L. 92/2012.

[2] D.I. n.335 del 10/11/2017.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

3 Commenti

  1. E per le donne divorziate e senza nessun reddito e che per la stramaledetta legge Fornero non posso presentare domanda di assegno sociale (65 e 7 mesi il 30 gennaio 2018) cosa da lo stato????
    Nulla!!! E come si può vivere cosi??? Elemosinando??
    Eppure ai migranti lo stato da gli aiuti ed a noi Italiani in queste condizioni cosa da???

  2. BUONGIORNO
    NEANCHE IL BARCONE PER MIGRARE IN LIBIA TI DÀ QUESTO STATO FINORA COMPOSTO DA AFFAMATORI E NEMICI DEL POPOLO ITALIANO…
    CHE POSSANO STARE PEGGIO DI NOI I LORO GENITORI I LORO CONGIUNTI FIGLI E PARENTI TUTTI…
    SOLTANTO MALATTIE INCURABILI COSÌ SARANNO VITTIME DELLE LORO STESSE CURE… COSÌ RECITA LA BIBBIA OSSIA

    CHE GLI EMPI SARANNO VITTIME DEI LORO STESSI GIUOCHI

    IN BOCCA AL LUPO SIGNORA

  3. E per chi svolge un lavoro di 14 ore settimanali nella assistenza domiciliare e che poi si riducono x la morte di pazienti…come si vive con pochi spiccioli al mese e dover pagare anche il ticket nn si pensa mai a queste categorie

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI