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Lo sai che? Separazione consensuale e trattamento dei figli: limiti all’accordo dei coniugi

Lo sai che? Pubblicato il 21 novembre 2012

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> Lo sai che? Pubblicato il 21 novembre 2012

I coniugi, nel redigere l’atto di separazione , consensuale da far omologare al Presidente del Tribunale, devono rispettare una serie di limiti previsti dalla legge a tutela dei figli.

Il giudice  può rifiutare l’omologazione della separazione consensuale presentata dai coniugi quando l’accordo sul mantenimento dei figli non preveda una soluzione per essi idonea. Il magistrato è tenuto a prendere atto degli accordi intervenuti tra i due soggetti in corso di separazione, ma solo se non contrari all’interesse dei figli.

È  bene dunque sapere che gli accordi raggiunti tra i coniugi nel corso di un procedimento di separazione circa l’affidamento dei figli, le modalità di incontro con il genitore non affidatario e le questioni patrimoniali (come l’assegno) non sono vincolanti per il giudice. Essi sono solo vincolanti per le parti che, pertanto, non potranno revocarli unilateralmente.

Il giudice, peraltro, può discostarsi da tali accordi presentatigli dai coniugi solo se ritiene che essi non corrispondano all’interesse dei figli o siano contrari alla legge [1].

Questo aspetto non riguarda solo gli aspetti economici (come l’assegno di mantenimento) riguardanti i fili, ma anche e soprattutto l’affidamento degli stessi.

Per quanto attiene ai rapporti patrimoniali, si suggerisce il calcolo delle spettanze attraverso un sistema predisposto online a questo sito.

Per quanto invece attiene all’affidamento,  come ormai è risaputo, la regola generale è quella dell’affidamento condiviso.

L’affidamento esclusivo dei figli, invece, può essere adottato, solo in via di eccezione, in presenza del manifestarsi di concrete ragioni contrarie all’interesse del minore che lo giustifichino: quali, a titolo di esempio, la obiettiva lontananza del genitore, il suo stato di salute psichica, l’insanabile contrasto con i figli, la sua anomala condotta di vita (come nel caso di detenuto) o ancora il suo disinteresse.

La semplice conflittualità tra i coniugi non può essere causa per chiedere l’affidamento esclusivo [2].

I coniugi, dunque, nel loro atto di separazione da presentare al Presidente del Tribunale non possono discostarsi da queste regole: pena la possibilità che il giudice rifiuti loro l’omologa.

 

 

note

[1] Trib. Napoli, sent. 16.12.1999.

[2] Cass. sent. n. 16593 del 19.06.2008.


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1 Commento

  1. buon giorno volevo sapere come bisogns comportarsi quando vieni a scoprire che tua moglie ti tradisce con il tuo amico in casa della madre del marito e non ci sono testimoni che lo possono confermare e poi lei andare a vivere con il nuovo compagno a casa della madre amalata del nuovo compagno e cambiare subito residenza a lei e a due figli che a senza parlarne al suo ex marito

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