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Lo sai che? Truffa dieta su facebook: come riconoscerla

Lo sai che? Pubblicato il 26 novembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 26 novembre 2017

Diffidate da tutte le diete miracolose che spopolano sui social network: possono essere pericolose.

Sui social network sono diffusissime le cure dimagranti che promettono effetti strabilianti: il tutto è reso ancora più convincente dalle foto che dimostrano il “prima” e il “dopo” trattamento. Non solo i risultati sono incredibili, ma si possono raggiungere in brevissimo tempo, a volte nel giro di poche settimane! Troppo bello per essere vero? Sì! La maggior parte di questi trattamenti è in realtà una bufala, a volte una vera e propria truffa quando, in cambio della ricetta miracolosa o del prodotto, vengono chieste somme di denaro. Vediamo allora come riconoscere la truffa dieta su facebook.

Truffa dieta su facebook: come riconoscerla?

In realtà, è abbastanza semplice rendersi conto che la dieta che circola sui profili facebook dei nostri amici è una fandonia: gli effetti sono troppo drastici e, soprattutto, sono ottenuti in un tempo incredibilmente breve. Molte volte, poi, per invogliare ancor più all’utilizzo della cura, la persona coinvolta nel “prima” e “dopo” trattamento è un volto noto dello spettacolo: pertanto, è ancor più facile constatare che la persona fuori forma non è la stessa che viene mostrata dopo con un fisico invidiabile. Attenzione, quindi, ai raffronti: già da questi è possibile capire che si tratta di una falsa notizia o, peggio ancora, di una truffa vera e propria.

Inoltre, si tenga presente che al dimagrimento non corrisponde un fisico tonico: in altre parole, anche se la massa grassa dovesse ridursi, quella muscolare dovrebbe essere rinforzata da costante esercizio fisico. La sola dieta, perciò, non basta.

Ancora, attenzione alle fotografie: molte di esse sono solo specchietti per le allodole. Alcune ritraggono improbabili dottori o dottoresse in tinelli poco rassicuranti, con in mano alambicchi e ampolle che dovrebbero conferire un tono rispettabile.

Le cure dimagranti che promettono miracoli sono, per lo più, false. Il problema è che, quando in cambio richiedono una controprestazione in denaro, esse possono diventare delle vere e proprie truffe! Secondo il codice penale, chi, con artifizi o raggiri, inducendo taluno in errore, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni [1]. Pertanto, le promesse e le lusinghe, se fatte con la consapevolezza di vendere un prodotto inutile o, peggio ancora, dannoso per la salute, possono integrare il reato di truffa.

Truffa dieta su facebook: come tutelarsi?

Nel caso in cui si sia incappati in uno di questi fantasiosi programmi dietetici, è possibile sporgere denuncia/querela per la truffa subita. Attenzione, però: perché si integri il reato di truffa è necessario che l’acquirente sia stato indotto ad acquistare il prodotto miracoloso per mezzo di artifici o raggiri, cioè mediante una messa in scena studiata ad arte per raggirare la povera vittima. In caso contrario, cioè se si acquista un prodotto nella convinzione personale che da esso ci si possa attendere un dimagrimento, pur non essendo reclamizzato da alcuna parte questo effetto, non si potrà di certo querelare il venditore o il produttore. Ugualmente, non costituiscono truffa le esagerazioni che normalmente accompagnano la vendita di una merce: si tratta di pratiche commerciali che, se non superano la soglia del buon senso, non costituiscono illecito.

Oltre al denuncia, è possibile chiedere il risarcimento, consistente non soltanto nella restituzione di quanto pagato, ma anche nel danno patito a seguito della dieta. Molto spesso, infatti, i programmi dietetici che circolano su facebook non soltanto sono inutili ma, ancor peggio, sono dannosi per la salute! Quindi, si potrà chiedere (eventualmente, costituendosi parte civile nel procedimento penale intrapreso per truffa) il risarcimento del danno, economico e morale, subito a seguito della falsa dieta.

note

[1] Art. 640 cod. pen.

Autore immagine: Pixabay.com


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