Concorso per assunzione di 400 giudici di Pace

27 Novembre 2017


Concorso per assunzione di 400 giudici di Pace

> Diritto e Fisco Pubblicato il 27 Novembre 2017



Firmato il bando per arruolare nuovi magistrati onorari, nel tentativo di arginare i vuoti negli uffici.

All’indomani della riforma della magistratura onoraria [1], ecco che parte il nuovo concorso per l’assunzione di 400 giudici. Tutto è pronto per la pubblicazione del bando, approvato lo scorso 15 novembre, all’unanimità, dal Csm. In particolare verranno ingaggiati 300 giudici onorari di pace e 100 vice procuratori onorari.

Le cadenze temporali della riforma sono state pienamente rispettate: il decreto legislativo in vigore dallo scorso 15 agosto disponeva infatti che il Consiglio superiore della magistratura adottasse una delibera con la quale individuare i posti di magistrato onorario da bandire entro quest’anno.

Il ministero della Giustizia ha stanziato 8,5 milioni di euro per le nuove assunzioni che, se tutto procederà secondo i tempi previsti, dovrebbero avvenire nell’anno prossimo. Il bando infatti dovrebbe essere pubblicato prima del 31 dicembre. Lo scopo è quello di arginare i vuoti negli uffici dei “vecchi” giudici di pace. I posti oggi coperti da giudici di pace, onorari di tribunale e vice procuratori onorari sono 5.561 a fronte di 8.320 in organico.

La riforma ha però ridisegnato le attribuzioni dei magistrati onorari: massimo 2 giorni a settimana di lavoro e indennità ribassate. Il tutto per un mandato a tempo limitato.

Il Csm ha indicato i posti disponibili nei diversi uffici del giudice di pace e procure della Repubblica presso i tribunali; tra quelli più interessati da carenze di personale si trovano gli uffici di Napoli (dove verranno destinati 57 giudici di pace e 15 vice procuratori onorari), Roma (30 giudici di pace e 25 Vpo), Milano (37 giudici di pace e 8 Vpo) e Palermo (19 giudici di pace e 20 Vpo). I dati sono riportati su Il Sole 24 Ore di questa mattina.

Ora lo schema di bando approvato dal Cms verrà trasmesso al ministero della Giustizia per la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale. Potranno partecipare alla selezione i cittadini italiani con un’età compresa tra i 27 e i 60 anni e in possesso di una laurea in giurisprudenza. Il bando prevede l’invio della domanda solo in forma telematica, dal sito del Csm.

Prima dell’inizio del mandato gli aspiranti magistrati onorari saranno sottoposti al tirocinio di sei mesi in tribunale o in procura. La riforma infatti stabilisce a riguardo che il tirocinio è organizzato dal Consiglio superiore della magistratura e dalla Scuola superiore della magistratura. Il Csm stabilisce la data di inizio e le modalità di svolgimento del tirocinio presso gli uffici giudiziari.

Il tirocinio per il  conferimento dell’incarico di  magistrato onorario ha la durata di sei mesi e viene svolto:

  • per i giudici onorari di pace, nel tribunale ordinario  nel  cui circondario ha sede l’ufficio del giudice di  pace  in  relazione  al quale è stata disposta l’ammissione al tirocinio;
  • per i vice procuratori onorari, nella procura  della  Repubblica presso la quale è  istituito  l’ufficio  di  collaborazione del procuratore della Repubblica in relazione al quale è stata disposta l’ammissione al tirocinio.

Il tirocinio, oltre che nell’attività svolta presso gli  uffici giudiziari, consiste altresì nella  frequenza  obbligatoria  e  con profitto dei corsi teorico-pratici di durata non inferiore a 30  ore, organizzati dalla Scuola superiore  della  magistratura,  nel  quadro delle attività di formazione iniziale della magistratura onoraria.

Dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale decorre il termine, riportato nel bando, per la presentazione al presidente  della  corte di appello delle domande, nelle quali sono indicati i requisiti  e  i titoli posseduti, sulla base di un  modello  standard  approvato  dal Consiglio superiore della magistratura. Alla domanda va allegata  la dichiarazione   attestante    l’insussistenza    delle    cause    di incompatibilità previste dalla legge.

Gli  interessati  possono  presentare domanda di ammissione  al  tirocinio per non più di tre uffici dello stesso distretto.

Non può essere conferito l’incarico a coloro che:

  • hanno riportato condanne  per  delitti  non  colposi  o  a  pena detentiva   per   contravvenzioni,   salvi    gli    effetti    della riabilitazione;
  • sono stati sottoposti a misure di  prevenzione  o  di  sicurezza personali;
  • hanno subito sanzioni disciplinari superiori alla sanzione  più lieve prevista dall’ordinamento di appartenenza;
  • sono stati collocati in quiescenza;
  • hanno svolto per più di quattro anni, anche non consecutivi  le funzioni giudiziarie onorarie disciplinate dal presente decreto;
  • non sono stati confermati nell’incarico di magistrato  onorario;
  • o è stata disposta nei loro  confronti  la revoca dell’incarico.

Costituiscono titolo di preferenza, nell’ordine:

  • l’esercizio  pregresso  delle  funzioni  giudiziarie,  comprese quelle onorarie;
  • l’esercizio, anche  pregresso,  per  almeno  un  biennio,  della professione di avvocato;
  • l’esercizio, anche  pregresso,  per  almeno  un  biennio,  della professione di notaio;
  • l’esercizio,  anche   pregresso,   per   almeno   un   biennio, dell’insegnamento di materie giuridiche nelle università;
  • lo  svolgimento  con  esito  positivo  del  tirocinio,  senza   che   sia   intervenuto   il   conferimento dell’incarico di magistrato onorario;
  • l’esercizio pregresso, per almeno  un  biennio,  delle  funzioni inerenti ai servizi delle cancellerie e  segreterie  giudiziarie  con qualifica non inferiore a quella di direttore amministrativo;
  • lo svolgimento, con  esito  positivo,  dello  stage  presso  gli uffici giudiziari;
  • il conseguimento del dottorato di ricerca in materie giuridiche;
  • l’esercizio,  anche   pregresso,   per   almeno   un   biennio, dell’insegnamento di  materie  giuridiche  negli  istituti  superiori statali.

In caso di uguale titolo di preferenza  prevale, nell’ordine:

  • la maggiore anzianità  professionale  o  di  servizio,  con  il limite massimo di dieci anni di anzianità;
  • la minore età anagrafica;
  • il più elevato voto di laurea.

note

[1] D.lgs. n. 116/2017.


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