| Editoriale

È legale dormire in spiaggia?

28 novembre 2017


È legale dormire in spiaggia?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 novembre 2017



Dormire per strada o in una spiaggia pubblica non può mai essere reato; resta la possibilità di sanzioni amministrative solo se è stata emanata un’ordinanza del Comune.

Estate: cosa c’è di più bello del contatto con la natura, che mai come in questa stagione è possibile senza dover pensare a un possibile riparo in caso di pioggia o freddo! In estate ogni luogo è buono per una scampagnata, un pic-nic, un falò all’aperto. È persino possibile dormire all’area aperta. Anche senza sacco a pelo, poi, le spiagge sono un materasso perfetto per riposare in modo confortevole. Ma cosa si rischia se, durante la notte, dovesse passare una pattuglia della polizia e trovarci a poltrire riparati in una duna di sabbia o tra gli scogli? Potrebbe portarci in questura o trasformare quella che doveva essere una notte sotto le stelle in una notte grigia dietro le sbarre? La risposta al quesito è legale dormire in spiaggia è contenuta in una recente sentenza della Cassazione [1] che ha analizzato le eventuali ripercussioni penali di tale comportamento. Vediamo dunque cosa hanno detto i giudici supremi.

A chi appartiene la spiaggia?

Come noto la spiaggia fa parte del demanio indisponibile dello Stato. Significa che lo Stato non può vendere tali fette di terreno, né assegnarle in uso illimitato a determinate persone. Anche le licenze riconosciute ai lidi sono a tempo determinato e, peraltro, non si estendono alla battigia – il luogo ove il mare si infrange sulla sabbia – ove invece chiunque può passare, anche se non ha pagato il biglietto di ingresso. Il proprietario del lido, quindi, non può vietare a nessuno di non bagnarsi nelle acque del “proprio spazio”. Allo stesso modo, il condominio proprietario di una strada che dà accesso al mare non può impedire agli estranei di attraversare il sentiero per arrivare sulla spiaggia, così come non può vietare a questi ultimi di piantare un ombrellone nella sabbia.

Chi dorme sulla spiaggia occupa il suolo pubblico?

Sicuramente chi si accampa su una spiaggia occupa il suolo pubblico, ma questa condotta non è vietata quando avviene per un periodo di tempo limitato, come ad esempio per una notte. Ciò che vieta la legge è infatti l’occupazione stabile del terreno statale. Del resto, chiunque, nel momento in cui si siede su una panchina del parco, stende un telo sulla spiaggia o su un prato verde occupa una fetta di demanio. Sarebbe assurdo vietare di usare il suolo pubblico poiché, al contrario, esso è fatto proprio per essere utilizzato dai cittadini. «Pubblico» significa appunto «di tutti» e «di tutti» significa che nessuno se ne può appropriare in modo esclusivo, impedendo agli altri di fare altrettanto. Ecco perché dormire per una sola notte in una spiaggia non è occupazione del demanio.

Dormire su una spiaggia: quali rischi?

La spiaggia, così come strada è, per eccellenza, il luogo di tutti. In quanto suolo pubblico, però, va rispettata e tenuta in buone condizioni: un obbligo che non compete solo al Comune, ma anche a ogni cittadino. Chi sporca la spiaggia con mozziconi di sigarette, cartacce, gomme da masticare, escrementi di cane è tenuto a pulire immediatamente il suolo, pena sanzioni di carattere amministrativo. La Cassazione ha di recente chiarito che vivere per strada non è reato e non può essere punito con sanzioni penali [1]. Dormire per strada, peraltro, non è sinonimo di accattonaggio (reato, fra l’altro, abrogato dal 1999 [2]).

Risultato: dormire in spiaggia non costituisce reato, quindi non si può subire un procedimento penale, l’arresto né l’accompagnamento coattivo in questura o al comando dei Carabinieri.

Resta comunque il potere del sindaco di adottare ordinanze che vietino, in particolari sedi del territorio locale, di accamparsi. Così, se l’ordinanza locale impone multe a chi dorme in spiaggia la competenza ad adottare tali provvedimenti sarà della polizia locale. Il che significa che, tutt’al più, si rischia una contravvenzione di carattere amministrativo, senza alcuna ripercussione sulla fedina penale. Una cosa, infatti, è l’illecito penale, un’altra l’illecito amministrativo. Quest’ultimo potrebbe configurarsi solo se esiste (ma non è detto che sia così) un regolamento comunale che vieti di accamparsi per strada o dormire in spiaggia. In questo caso il Sindaco non agisce – né potrebbe farlo – a tutela del demanio pubblico ma solo dell’igiene, della sicurezza e del decoro urbano. Il riferimento è ai campeggiatori che non si limitano a prendere un telo e dormire sotto le stelle, ma portano con sé la roulotte, il cibo, finanche la radio e le tende per trasformare quello che è il suolo pubblico in una piccola abitazione personale.

note

[1] Cass. sent. n. 37787/17 del 28.07.2017.

[2] L. n. 205 del 25.06.1999.

Autore immagine: Pixabay.com

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