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Si può nominare l’amministratore senza indicare il compenso?

15 dicembre 2017


Si può nominare l’amministratore senza indicare il compenso?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 dicembre 2017



Nel mio condominio l’assemblea ha deliberato la nomina di un nuovo amministratore senza approvare l’entità del compenso (nessun preventivo era stato peraltro presentato dal soggetto candidato).  Si può considerare nulla o annullabile questa delibera? Può esserne disposta la revoca giudiziaria per violazione dell’art. 1129 comma 14?

Il riferimento normativo citato dal lettore (cioè l’articolo 1129, comma 14, del codice civile) chiaramente stabilisce che l’amministratore, all’atto dell’accettazione dell’incarico e del suo rinnovo, deve specificare analiticamente, a pena di nullità della nomina stessa, l’importo dovuto a titolo di compenso per l’attività svolta.

Su questa norma si sono già pronunciati sia il tribunale di Milano (con sentenza n. 4.294 del 5 aprile 2016) che quello di Roma (con ordinanza del 15 giugno 2016).

Il tribunale di Milano, nella sentenza citata, ha specificato che deve essere considerata nulla la delibera di assemblea condominiale che non contenga l’indicazione analitica degli importi dovuti all’amministratore anche se la delibera sia di conferma di amministratore già precedentemente in carica e anche se la delibera faccia generico riferimento ai compensi già riconosciuti nella precedente gestione.

Il tribunale di Roma, d’altro canto, nella ordinanza citata (con la quale, in attesa della decisione del merito, venne sospesa la delibera impugnata contenente la nomina dell’amministratore senza indicazione analitica dei suoi compensi) ha precisato che nel caso sottoposto alla sua attenzione, proprio per la mancanza della indicazione dettagliata degli emolumenti spettanti, la nomina doveva considerarsi illegittima.

Ciò detto, risulta evidente che nelle pronunce citate (ed anche nel dibattito che si è acceso sulla corretta interpretazione dell’articolo 1129, comma 14, del codice civile) emerge una distinzione sottile tra nullità della delibera che contiene la nomina dell’amministratore e nullità della nomina dell’amministratore.

Quale che sia l’interpretazione più aderente al testo della norma (nullità della delibera o nullità della nomina) è chiaro che l’effetto della nullità sia il medesimo e cioè che la persona che abbia accettato l’incarico senza l’indicazione analitica dei compensi non possa essere considerata investita di una nomina valida come amministratore del condominio (sostanzialmente non può essere considerato amministratore condominiale).

A questo punto, poiché dal quesito risulta che non fu presentato un preventivo da parte della persona poi nominata, si consiglia al lettore di verificare se questa stessa persona ha o meno accettato la nomina (cioè l’incarico) che l’assemblea ha deliberato e se, nel momento in cui abbia accettato l’incarico, abbia analiticamente indicato i propri compensi.

La legge, infatti, stabilisce la nullità della nomina solo se l’amministratore nominato non abbia indicato in dettaglio i propri compensi all’atto dell’accettazione della nomina.

Nel caso specifico, l’accettazione (che è, per la legge, il momento in cui si deve verificare se i compensi siano stati o meno analiticamente specificati), sulla base dei dati forniti dal lettore, non pare essere avvenuta direttamente con la delibera proprio perché la delibera non fu preceduta da un preventivo presentato dell’amministratore e quindi accettato con delibera dall’assemblea (per spiegarmi meglio: se fosse stato presentato un preventivo generico e l’assemblea avesse scelto quel preventivo, si sarebbe potuto dire che l’accettazione dell’incarico era avvenuta nel momento stesso della delibera e che la nomina era nulla perché i compensi indicati in preventivo erano generici; ma se non fu presentato alcun preventivo, l’accettazione dell’incarico non può che avvenire in un momento successivo alla delibera e cioè nel momento in cui la persona nominata nella delibera accetta l’incarico nei termini stessi indicati nella delibera). Pertanto, se questa persona ha accettato la nomina (cioè se ha già comunicato al condominio di aver accettato l’incarico nei termini eventualmente indicati nella delibera stessa) e se nell’accettazione non ha indicato i suoi compensi in modo analitico (oppure se ha semplicemente preso atto della nomina e si è messo a svolgere i compiti di amministratore senza specificare in dettaglio i suoi compensi), la nomina non può considerarsi valida e, anzi, si tratterà di nomina nulla (cioè che non produce effetti) e si dovrà procedere (previo tentativo obbligatorio di mediazione) ad impugnare la delibera contenente la nomina.

Il suggerimento che si offre al lettore, anche se la norma parla di nullità, è di provvedere a proporre istanza di mediazione comunque entro il termine (previsto per le delibere annullabili) di giorni trenta dalla data in cui la delibera fu adottata (se l’impugnante fu presente in assemblea) o dalla data in cui essa fu comunicata (se l’impugnante fu in quella assemblea assente).

Il suggerimento di impugnare la delibera entro trenta giorni deriva dal fatto che, sebbene le delibere nulle possano essere impugnate senza alcun limite di tempo, è comunque preferibile evitare l’eccezione dell’avversario (che viene regolarmente sollevata in casi simili) in quanto non essendovi sul punto una giurisprudenza consolidata non può essere escluso che il giudice incaricato del caso qui in esame stabilisca che una cosa è la nullità della nomina, un’altra cosa è il regime di impugnabilità della delibera (nullità o annullabilità), finendo così con lo stabilire che la delibera contenente, ai sensi dell’articolo 1129, comma 14, del codice civile, la nomina nulla dell’amministratore, deve considerarsi invece annullabile (e perciò va impugnata, sempre previo tentativo obbligatorio di mediazione, entro il termine di giorni trenta dalla sua adozione, da parte dei condomini che si espressero con voto contrario, o dalla sua comunicazione per i condomini assenti).

Da quanto detto, risulta anche che se la nomina è nulla, la persona nominata in effetti non può essere considerata amministratore del condominio per cui non può esserne chiesta la revoca (la revoca, infatti, presuppone che l’amministratore sia stato validamente incaricato e sia, quindi, valida e produttiva di effetti la relativa nomina).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte

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