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L’amministratore unico della Srl è un lavoratore dipendente?

15 dicembre 2017


L’amministratore unico della Srl è un lavoratore dipendente?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 15 dicembre 2017



Nell’esercizio delle mie funzioni come amministratore unico di srl mi spettano: rimborsi per viaggi e trasferte; diaria per trasferte; benefit di risultato; ferie non godute; polizza per infortuni e malattie; straordinari e Tfm (trattamento di fine mandato)? L’amministratore unico di srl è considerabile a qualunque titolo un lavoratore?

Preliminarmente, occorre precisare che l’attività di amministratore non è equiparabile a quella di lavoratore dipendente pur presentando pari tutele assicurative e previdenziali nonché meccanismi di retribuzione /contribuzione che si esplicano con modalità similari, stante l’assimilazione, ex art. 50 T.U.I.R., dei redditi derivanti dai compensi percepiti, a quelli di lavoro dipendente.

Benefit risultato, ferie non godute, straordinario: nel caso molto frequente di amministratore e socio lavoratore della medesima società (contemporaneità che potrebbe determinare il riconoscimento di uno straordinario per l’attività lavorativa svolta, benefit risultato ma anche il non godimento di ferie stante l’attività svolta di amministratore) si profila la distinzione dell’attività di partecipazione personale del socio al lavoro aziendale con quella di gestione della società e direzione dell’attività imprenditoriale; distinzione che, rilevando due funzioni contemporanee diverse, ha differenti rilevi di natura previdenziale, stante l’obbligo d’iscrizione alla Gestione Separata Inps in capo all’amministratore per l’attività di direzione e contemporaneamente alla Gestione Commercianti Inps stante la ulteriore qualifica di socio lavoratore.

Amministratore unico srl lavoratore: è utile evidenziare che il legislatore non ha ancora chiarito in maniera definitiva la questione, pertanto, è necessario fare riferimento agli orientamenti giurisprudenziali maggioritari.

Secondo la Cassazione, affinché un amministratore di società commerciale possa essere allo stesso tempo dipendente della medesima è necessaria la contemporanea sussistenza di due circostanze:

1) la presenza di un vincolo di subordinazione;

2) le attività svolte e retribuite quale dipendente non devono assolutamente rientrare nel mandato di amministratore.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5944 del 25 maggio 1991, evidenzia infatti che “la qualità di amministratore di una società di capitali è compatibile con la qualifica di lavoratore subordinato della medesima, ove sia accertato in concreto lo svolgimento di mansioni diverse da quelle proprie della carica sociale rivestita, con l’assoggettamento a effettivo potere di supremazia gerarchica e disciplinare”;

“la qualifica di amministratore di una società commerciale non è di per sé incompatibile con la condizione di lavoratore subordinato alle dipendenze della stessa società, ma, perché sia configurabile tale rapporto di lavoro subordinato ……il dipendente – amministratore deve provare in modo certo il requisito della subordinazione, elemento tipico qualificante del rapporto, che deve consistere nel suo effettivo assoggettamento, nonostante egli rivesta la carica di amministratore, al potere direttivo e disciplinare dell’organo di amministrazione della società nel suo complesso” (Cass. 19 maggio 2008 n. 12.630).

Alla luce di quanto detto, a parere dello scrivente, nel caso di amministratore unico di srl, e quindi venendo meno la presenza di un organo di amministrazione collegiale, non configurandosi i requisiti di subordinazione e di netta divisione delle attività svolte e persistendo potenziali situazioni in conflitto di interessi tra i ruoli, con la nomina ad amministratore viene meno automaticamente il rapporto di lavoro dipendente.

Rimborsi viaggi, trasferte diaria: nell’espletamento del mandato affidato, all’amministratore spetta il rimborso delle spese effettuate (spese di viaggio, diaria), che devono transitare per la registrazione, nel caso di società con dipendenti, nel L.U.L. (libro unico del lavoro) al pari delle indennità di trasferta previa autorizzazione con delibera del competente organo sociale.

Quest’ultime devono essere evidenziate dalla società in sede di presentazione del modello 770 e rilevate nella C.U. (certificazione unica ) dalla stessa società predisposta.

Polizza infortuni-malattia: è possibile, e nella prassi molto frequente, la stipula da parte della società di polizze a copertura di infortuni e malattie, al fine di scongiurare rischi collegati allo svolgimento dell’incarico; le stesse al pari di benefit di risultato sono possibili se stipulate/stabiliti con idonea e certa deliberazione dell’organo deputato alla governance aziendale.

TFM: per quanto infine, riguarda, la eventuale corresponsione di TFM, ovvero di indennità a titolo di trattamento di fine mandato, nel precisare che la stessa non è prevista ne disciplinata da alcuna norma di legge specifica; si ritiene possibile a volontà della parti che sono libere di stabilirlo con una previsione statutaria o in fase di delibera assembleare e sempre nel rispetto del vincolo di ragionevolezza e congruità.

Ai fini del beneficio, per il percettore, della tassazione separata del TFM, è necessario che il diritto all’indennità risulti da atto di data certa anteriore all’inizio del rapporto (ad esempio da notifica rituale all’amministratore della delibera che gli attribuisce l’indennità) per come stabilito dal T.U.I.R. e da recenti orientamenti dell’Amministrazione Finanziaria.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Rossella Blaiotta

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