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Bollo auto veicolo nuovo o usato: quando si paga?

28 Novembre 2017


Bollo auto veicolo nuovo o usato: quando si paga?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 Novembre 2017



Versamento del bollo auto: quando scade il pagamento, quando c’è l’esenzione e chi è tenuto al versamento dell’imposta.

Non hai mai dimenticato di rinnovare l’assicurazione: è la tua stessa compagnia a ricordarti di farlo con una lettera spedita qualche settimana prima della scadenza. Non è così, purtroppo, per il bollo auto: in questo caso spetta a te ricordare quando rinnovare il versamento. In passato hai già avuto qualche problema e sei stato costretto a pagare la mora. Ora non vuoi più sbagliare. Per cui ti chiedi quando si paga il bollo auto di un veicolo nuovo o usato? Lo cercheremo di scoprire in questo articolo dedicato appunto a questo argomento sempre attuale.

Chi paga il bollo auto?

Il bollo auto è una tassa che va pagata nel momento in cui si diventa proprietari di un’auto, sia che ciò avvenga a seguito di immatricolazione (veicolo nuovo) che di passaggio di proprietà da precedente titolare (veicolo usato). In pratica è tenuto a pagare chi risulta, in base a quanto trascritto al Pra, proprietario nell’ultimo giorno del periodo d’imposta (il primo in Lombardia). Quindi, se il bollo auto scade il 1° settembre e il giorno dopo l’auto viene venduta, a dover pagare il bollo è il venditore; se non lo fa, il fisco gli notificherà un avviso di pagamento e l’acquirente non risponderà del debito anteriore all’acquisto del mezzo. Non è possibile “trasportare” il bollo auto, pagato sulla vecchia auto venduta o rottamata, sulla nuova acquistata immediatamente dopo. Nell’esempio di poc’anzi, quindi, il venditore dovrà corrispondere due volte il bollo auto: la prima per l’auto venduta (che, alla scadenza annuale dell’imposta, era ancora nella sua titolarità), la seconda per la nuova auto acquistata.

L’imposta non è dovuta dal periodo d’imposta successivo a quello in cui si verifica la radiazione del veicolo dal Pra  o viene annotata, sempre al Pra, la perdita di possesso (ad esempio nel caso di furto o di vendita senza che l’acquirente abbia trascritto l’atto al Pra).

Il bollo è peraltro una tassa sul possesso e non più (come un tempo) sulla circolazione, per cui va versato anche se la macchina viene conservata in un garage e non messa su strada. Particolari esenzioni sono poi previste per chi ha usa l’auto per un trasporto di un disabile o per chi è soggetto a fermo amministrativo.

Quando effettuare il pagamento del bollo auto

Il pagamento del bollo differisce a seconda del fatto che si tratti del pagamento del primo bollo o del rinnovo.

Bollo auto veicolo nuovo: quando si paga?

Alla prima immatricolazione si utilizzano determinati criteri che determinano in seguito le successive scadenze. In particolare Il primo bollo auto deve essere pagato entro il mese di immatricolazione o, se questa avviene negli ultimi dieci giorni del mese, entro l’ultimo giorno del mese successivo.

Il rinnovo del bollo auto, invece, ha come scadenza l’ultimo giorno del mese successivo a quello di scadenza del bollo precedente.

Ad esempio, il bollo scaduto ad aprile, va rinnovato entro maggio, quello scaduto a maggio va rinnovato entro giugno. Nel caso in cui l’ultimo giorno del mese cada di sabato o in un giorno festivo, il termine viene prorogato di diritto al primo giorno lavorativo successivo.

L’importo da versare deve essere arrotondato al centesimo di euro. In particolare, l’arrotondamento va fatto al

secondo decimale.

Bollo auto veicolo usato: quando si paga?

Auto acquistata da privato

Nel caso di un’auto usata, a dover pagare il bollo auto è colui che risulta proprietario l’ultimo giorno utile per effettuare il pagamento che, come detto, è l’ultimo giorno del mese successivo a quello di prima immatricolazione. In Lombardia, invece, deve pagare il bollo chi risulta proprietario il primo giorno utile per il pagamento (che, quindi, è il primo giorno del mese successivo a quello di prima immatricolazione). Pertanto, se un’auto viene venduta il 31 gennaio e il bollo scade a gennaio, a dover versare il nuovo bollo auto è l’acquirente poiché è lui l’intestatario alla data del 28 febbraio (ossia il mese successivo alla scadenza). Invece, se il passaggio di proprietà avviene il 1° marzo e il bollo è scaduto il 31 gennaio, a dover rinnovare il bollo è il precedente proprietario dell’auto in quanto ancora intestatario al 28 febbraio, ultimo giorno di scadenza del bollo.

Pertanto, nel caso di acquisto auto da privato con bollo già scaduto, l’acquirente non rischia nulla poiché il debito resta in capo al venditore.

Auto acquistata da concessionario

Qualora si acquisti un’auto usata presso un rivenditore che si è avvalso del regime di «esenzione per il pagamento del bollo» valgono le medesime regole dettate per l’acquisto di auto nuove (le scadenze si calcolano dalla data dell’atto di vendita).

In pratica, con questo meccanismo, il venditore “sospende” la decorrenza del bollo e questa torna a decorrere dal momento dell’acquisto .

In pratica:

  • se il concessionario ha attivato l’esenzione temporanea, il bollo auto va versato immediatamente dopo l’acquisto. Infatti questa procedura fa scattare una nuova scadenza annuale che non coincide più con il mese successivo a quello di prima immatricolazione ma con il mese successivo a quello della vendita da parte della concessionaria;
  • se, invece, il concessionario si è dimenticato di attivare l’esenzione temporanea, la data di scadenza del bollo resta quella del 30° giorno successivo al mese di immatricolazione. Per cui l’acquirente che compra dalla concessionaria una macchina con bollo scaduto, resta obbligato a versare anche gli importi precedentemente maturati.

Dove pagare il bollo

Vediamo ora dove è possibile effettuare il pagamento del bollo auto. Il versamento dell’imposta sull’auto è possibile presso:

  • le delegazioni Aci (Automobile Club d’Italia);
  • le agenzie di pratiche auto collegate;
  • i tabaccai collegati;
  • gli uffici postali;
  • le banche, se convenzionate;
  • telefonicamente attraverso un servizio gestito dall’Aci.

Che succede se non pago il bollo auto?

Se il pagamento del bollo auto viene eseguito in ritardo scatta la cosiddetta mora, ma questa è tanto più bassa quanto prima avviene la regolarizzazione. In pratica le sanzioni variano a seconda dell’entità del ritardo. Esiste infatti il cosiddetto ravvedimento operoso che consente, entro un anno dalla scadenza del tributo, di avere un trattamento di favore. In particolare, se il pagamento del bollo auto, oltre all’imposta in sé. bisogna pagare:

  • gli interessi legali, calcolati dal giorno successivo alla scadenza del pagamento omesso a quello
  • dell’effettivo versamento, al tasso di interesse legale (dal 01.01.2012 pari al 2,5%);
  • la sanzione pari allo 0,2% per ogni giorno di ritardo, se il versamento viene regolarizzato entro 14 giorni
  • dalla scadenza del termine utile per il pagamento;
  • la sanzione ridotta del 3 %, se la regolarizzazione avviene entro 30 giorni;
  • la sanzione del 3,75% se avviene entro un anno.

Nel caso in cui non si provveda alla regolarizzazione spontanea entro l’anno, la sanzione viene applicata dall’ufficio nella misura del 30% della tassa dovuta (oltre agli interessi.

Come si calcola il bollo auto?

Pe sapere quanto pagare per il bollo auto basta recarsi a una sede dell’Aci che calcola l’importo dovuto. È possibile anche effettuare il calcolo del bollo auto online tramite il servizio gestito dall’Agenzia delle Entrate. Basta andare a questo link del sito dell’Agenzia Entrate e compilare i campi richiesti.

Il calcolo del bollo si determina sulla base della potenza effettiva espressa in kilowatt, arrotondata troncando i decimali. Il dato viene riportato nella Carta di circolazione, appena sopra la potenza espressa in cavalli.

La potenza effettiva espressa in Kw viene poi moltiplicata per un valore espresso in euro che può variare secondo le regioni, da questa operazione si ottiene l’importo del bollo da pagare.

Il bollo è influenzato non solo dalla potenza dell’auto ma anche dalla classe ambientale (espressa secondo le categorie Euro 6, Euro 5, Euro 4, Euro 3, ecc.). Pertanto l’importo del bollo è tanto più basso quanto più il motore risulti dotato di caratteristiche ambientali meno inquinanti.

Sui libretti di circolazione più recenti l’indicazione delle direttive riguardanti le emissioni, è riportata alla lettera V.9.

Quando si prescrive il bollo auto?

Tanto il diritto alla riscossione degli arretrati del bollo non corrisposti dal contribuente quanto il diritto del contribuente al rimborso delle tasse indebitamente corrisposte si prescrivono in 3 anni che decorrono dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello in cui doveva essere effettuato il pagamento.


note

Autore immagine: 123rf com


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