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Amministratore: quali requisiti per farlo

13 gennaio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 gennaio 2018



Non tutti possono fare l’amministratore di condominio. I requisiti previsti dalla legge. Un proprietario può sempre fare l’amministratore.

Vuoi fare l’amministratore di condominio e vorresti sapere se ci sono dei requisiti da rispettare. Ebbene per svolgere regolarmente l’incarico di amministratore di condominio è necessario essere in possesso di alcuni requisiti previsti dalla legge. Questa pubblicazione, quindi, ha lo scopo di illustrare al lettore quali sono questi presupposti, in assenza dei quali non è possibile gestire un fabbricato. Ma procediamo con ordine.

Amministratore di condominio: quali requisiti?

Secondo la legge in materia [1], peraltro introdotta con l’entrata in vigore della cosiddetta riforma del condominio [2], sono previsti dei requisiti necessari per poter validamente svolgere l’incarico di amministratore di condominio. In particolare possono farlo coloro:

  • che hanno il godimento dei diritti civili;
  • che non sono stati condannati per delitti contro la pubblica amministrazione, l’amministrazione della giustizia, la fede pubblica, il patrimonio o per ogni altro delitto non colposo per il  quale  la legge commina la pena della reclusione non inferiore, nel minimo, a due anni e, nel massimo, a cinque anni;
  • che non sono stati sottoposti a misure di prevenzione divenute definitive, salvo che non sia intervenuta la riabilitazione;
  • che non sono interdetti o inabilitati;
  • il cui nome non risulta annotato nell’elenco dei protesti cambiari;
  • che hanno conseguito il diploma di scuola secondaria di secondo grado;
  • che hanno frequentato un corso di formazione iniziale e svolgono attività di formazione periodica in materia di amministrazione condominiale. Per ottenere questo titolo è necessario frequentare un corso di almeno 72 ore [3], cui dovrà seguire la formazione successiva per almeno 15 ore annuali [4]. Ricordatevi che sia il corso iniziale, sia il successivo aggiornamento potranno essere frequentati anche per via telematica, con esame finale presso la sede individuata dal responsabile scientifico [5].

L’incarico di amministratore può essere anche svolto da una società, ma in questo caso i requisiti anzidetti devono essere posseduti dagli amministratori delle stesse e dai dipendenti incaricati di svolgere in concreto le mansioni in questione.

Proprietario: può gestire il suo condominio?

Abbiamo visto che la legge presuppone alcuni prerogative per esercitare regolarmente il compito di amministratore di condominio. Ebbene, in certi casi, alcuni dei requisiti appena citati, non sono essenziali. Infatti se il candidato amministratore è un condomino/proprietario del fabbricato, non è necessario che questi abbia conseguito il diploma di scuola secondaria o che abbia frequentato il corso di formazione iniziale e le attività successive. Quindi se siete dei condomini, potete amministrare regolarmente il vostro fabbricato senza avere alcun diploma o titolo di formazione specialistico.

Amministratore: e se perde i requisiti?

In generale, la perdita dei requisiti indicati nella legge riportata in nota [1], per esplicita affermazione della stessa, comporta la cessazione dall’incarico e la consequenziale possibilità, anche per il singolo condomino, di convocare l’assemblea per la nomina del nuovo e qualificato amministratore.

La medesima norma non indica, invece, quali siano le conseguenze per alcuni casi (ad esempio, se viene nominato un amministratore che non ha il diploma di scuola secondaria oppure se quello in carica perde la qualità di proprietario/condomino nel fabbricato). Ebbene, trattandosi, comunque, di gravi irregolarità, sarebbe attivabile il procedimento di revoca giudiziale [6] davanti al Tribunale competente per territorio, cioè quello nel cui circondario è compreso il condominio interessato. In sintesi, nei casi citati, sarebbe possibile revocare l’amministratore in difetto:

  • semplicemente facendo convocare un’assemblea che procede alla revoca ed alla nuova nomina (per maggiori informazioni potete leggere la revoca dell’amministratore di condominio);
  • proponendo ricorso al Tribunale a danno e carico dell’amministratore irregolare ai sensi di legge.

note

[1] Art. 71bis disp. att. cod. civ.

[2] Legge 220/2012.

[3] Art. 5, co 1 DM. 140/2014.

[4] Art. 5, co. 2 DM. 140/2014.

[5] Art. 5, co. 5 DM. 140/2014.

[6] Art. 1129 cod. civ.

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