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Lo sai che? Accertamento per le imposte di successione: come funziona?

Lo sai che? Pubblicato il 28 novembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 28 novembre 2017

Liquidazione dell’imposta di successione: come rimediare agli errori e che succede in caso di omessa presentazione della dichiarazione di successione. 

Tutti gli eredi sono responsabili della mancata presentazione della dichiarazione di successione. Ciò però non significa che debbano essere presentate tante dichiarazioni di successione per quanti sono gli eredi: ne basta una sola.

Ciò non vuol dire che se vengono presentate più dichiarazioni di successione esse non siano valide. Ma questo passaggio può creare seri problemi agli eredi qualora si comunichino all’Agenzia delle entrate dei dati tra loro discordanti. Ecco perché è sempre meglio che vi sia una sola dichiarazione di successione. Anche se si può intervenire con una dichiarazione sostitutiva unica a rettifica delle precedenti, nel frattempo possono arrivare le sanzioni. È quindi consigliabile che tutti gli eredi si accordino tra loro per presentare un’unica dichiarazione di successione.

Ma che succede se la dichiarazione di successione non viene presentata o, se presentata, ha dei dati non corretti? Scatta, in questi casi, un accertamento dell’Agenzia delle Entrate per le imposte di successione. Di tanto parleremo qui di seguito.

Chi deve pagare le imposte di successione?

Eredi e legatari sono tenuti al pagamento dell’imposta di successione liquidata dall’Agenzia delle Entrate sulla base della dichiarazione di successione che gli stessi eredi e gli altri soggetti obbligati devono presentare a seguito dell’apertura della successione.

In particolare, sono tenuti a presentare la dichiarazione di successione:

  • l’erede;
  • il chiamato all’eredità (che non abbia rinunciato);
  • il legatario;
  • l’amministratore dell’eredità;
  • il curatore dell’eredità giacente;
  • l’esecutore testamentario;
  • in caso di assenza, il soggetto immesso nel possesso temporaneo dei beni;
  • in caso di istituzione di trust, il trustee.

L’imposta è calcolata sul valore della quota di eredità o legato spettante al singolo beneficiario, al netto di specifiche riduzioni e detrazioni.

In caso di successione con beni immobili, gli eredi e i legatari devono, prima di presentare la dichiarazione di successione, autoliquidare e versare le imposte ipocatastali dovute per la trascrizione e la voltura del certificato di successione da effettuare dopo la presentazione della dichiarazione.

Quando non va presentata la dichiarazione di successione?

Quando gli unici eredi sono il coniuge e/o figli e/o genitori e/o altri parenti in linea retta, se l’eredità ha valore non superiore a € 100.000 e non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari, questi non hanno obbligo di presentare la dichiarazione di successione.

In caso di sopravvenienze ereditarie che fanno aumentare il valore oltre il limite, scatterà di nuovo l’obbligo di presentazione della dichiarazione.

Entro quanto tempo va presentata la dichiarazione di successione?

La dichiarazione di successione va presentata entro 12 mesi dal decesso

  • con consegna diretta all’Ufficio competente, il quale ne rilascia ricevuta, oppure
  • spedendola per raccomandata; in questo caso, si considera presentata nel giorno di consegna all’Ufficio postale.

La dichiarazione va presentata alla Direzione provinciale dell’Agenzia delle Entrate nella cui circoscrizione era residente il defunto al momento del decesso; la presentazione ad un ufficio diverso da quello competente si considera avvenuta nel giorno in cui la dichiarazione è pervenuta a quello competente.

Il versamento delle imposte se nell’eredità ci sono immobili

Se nell’eredità sono presenti immobili è necessario versare le imposte ipocatastali, quella di bollo e le tasse ipotecarie prima di presentare la dichiarazione.

Modifica della dichiarazione di successione errata

É sempre possibile modificare la dichiarazione di successione se non sono ancora scaduti i termini per il suo deposito (ecco perché è sempre consigliabile non depositarla in scadenza dei termini). A tal fine è necessario presentare una dichiarazione modificativa, integrativa o sostitutiva. Detta dichiarazione va ovviamente presentata prima della notifica dell’avviso di rettifica con cui l’Agenzia delle Entrate contesta l’errore.

Scaduto il termine per l’accertamento dell’imposta, la dichiarazione può essere modificata solo per fatti sopravvenuti.

Come e quando si paga l’imposta di successione?

Dopo aver presentato la dichiarazione di successione l’Agenzia delle Entrate notifica un «avviso di liquidazione dell’imposta» entro 3 anni. Il pagamento va fatto entro 60 giorni tramite Mod. F24 pagabile presso l’Agenzia delle Entrate Riscossione, banche o uffici postali.

Che succede se non pago l’imposta di successione?

In caso di ritardato pagamento, sono dovuti gli interessi di mora nella misura del 2,5% per ogni semestre compiuto dalla scadenza.

Che succede se l’avviso non è corretto?

Se l’erede ritiene che l’avviso di liquidazione non è corretto deve contestarlo entro 60 giorni con ricorso in autotutela o reclamo alla commissione tributaria provinciale.

Chi deve pagare l’imposta di successione?

Devono pagare tutti gli eredi e i legatari a cui l’Agenzia delle Entrate notifica l’avviso di liquidazione.  Tuttavia, finché l’eredità non è accettata, sono obbligati al pagamento anche i chiamati all’eredità che non vi hanno rinunciato che ne rispondono nei limiti dei beni ereditari di cui sono in possesso.

Gli eredi sono obbligati in solido al pagamento dell’imposta complessivamente dovuta da loro e dai legatari. Questo significa che se nessuno paga, il fisco può pretendere l’intero anche da uno soltanto.

L’erede che ha accettato l’eredità con beneficio di inventario è obbligato in solido solo nel limite della propria quota ereditaria. 

Illeciti nella presentazione della dichiarazione di successione

Vediamo quali tipi di illeciti può commettere il contribuente con la dichiarazione di successione

  • omessa presentazione della dichiarazione di successione
  • infedele denuncia o dichiarazione di successione
  • mancata indicazione di attivo ereditario
  • errata deduzione di passività nell’attivo
  • omessa presentazione di documentazione.

Mancata presentazione della dichiarazione di successione

In caso di omessa dichiarazione di successione, l’Agenzia delle Entrate notifica avviso di liquidazione.

L’avviso va notificato entro 5 anni dalla scadenza del termine (termine di decadenza).

C’è poi il termine di prescrizione: in pratica, una volta notificato l’avviso di liquidazione, l’Agenzia delle Entrate ha diritto di riscuotere le imposte entro massimo 10 anni che decorrono:

  • se non viene proposto ricorso, dalla data di notificazione dell’avviso di accertamento o di sottoscrizione dell’atto di adesione;
  • in caso di ricorso, dalla data della decisione, o sentenza passata in giudicato.

Mancato pagamento dell’imposta di successione

Se non viene pagata con F24 l’imposta di successione, l’Agenzia delle Entrate iscrive l’importo a ruolo e vien notificata la cartella esattoriale dell’Agenzia Entrate Riscossione, maggiorata degli interessi, della sanzione per omesso versamento e degli oneri di riscossione.

In di mancato pagamento della somma pari al 20% dell’imposta entro il termine di 60 giorni, ovvero di una delle rate entro il termine di pagamento della rata successiva, comporta la decadenza dalla rateazione e l’importo dovuto, dedotto quanto versato, è iscritto a ruolo con relative sanzioni e interessi.


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