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Fondo patrimoniale è aggredibile dai creditori?

28 Novembre 2017


Fondo patrimoniale è aggredibile dai creditori?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 28 Novembre 2017



Debiti tributari col fisco e per l’attività commerciale non trovano nel fondo patrimoniale un ostacolo per pignorare la casa.

Vuoi tutelare la casa dai rischi del futuro e dai possibili debiti che potresti avere un domani? Hai sentito dire che il fondo patrimoniale è un’ottima garanzia contro i creditori? Purtroppo non è più così. Ecco perché.

Come avrai già sentito dire, il fondo patrimoniale è una tutela che garantisce l’impignorabilità di tutti gli immobili che vi sono inseriti. In particolare non è possibile aggredire la casa messa nel fondo patrimoniale tutte le volte in cui il debito per il quale il creditore agisce nasce da esigenze diverse dai bisogni familiari più stretti. In questo caso, quindi, il fondo patrimoniale è una sua utilità. Invece, il fondo patrimoniale non tutela da tutti i debiti contratti per far fronte alle necessità del nucleo familiare: l’affitto della casa, le spese di condominio o quelle per l’università dei figli, ecc.

Fino a ieri si è ritenuto che, nei bisogni familiari, non fossero inclusi anche i debiti legati al lavoro o quelli con il fisco. Quindi, tanto per fare un esempio, il creditore dell’impresa individuale non poteva pignorare la casa protetta dal fondo. Allo stesso modo l’Agente per la riscossione trovava un limite concreto nella presenza del fondo patrimoniale sulla casa. Invece la Cassazione ha, di recente, sposato l’interpretazione contraria: anche le obbligazioni sorte a causa dell’esercizio dell’attività commerciale (ad esempio un mutuo in banca), la professione o il pagamento delle imposte si considerano contratte per i bisogni familiari. Per cui i relativi creditori (i fornitori, la finanziaria, l’Agente della Riscossione, ecc.) possono pignorare la casa nonostante questa sia inserita nel fondo patrimoniale.

Ma allora – ti potrai chiedere – a che serve il fondo patrimoniale? Serve solo contro i debiti contratti per esigenze voluttuarie (la macchina da corsa) o da investimenti. E chi oggi ha questa disponibilità economica visto che lo stipendio arriva a mala pena a fine mese?

Risultato: il fondo patrimoniale non serve più e anche chi lo ha già iscritto non ha fatto altro che buttare soldi.

Non solo. Il fondo patrimoniale resta sempre oggetto di revocatoria entro 5 anni dalla sua costituzione e, nel primo anno, non c’è bisogno neanche della causa: basta che il creditore iscriva il pignoramento nei pubblici registri immobiliari per poter aggredire l’immobile.

La revocatoria è comunque subordinata alla prova che il debitore non abbia altri immobili da aggredire. Vien da sé che chi inserisce tutti i suoi averi nel fondo patrimoniale sarà facilmente preda della revocatoria; chi invece lascia, al di fuori di esso, un patrimonio sufficiente a soddisfare i creditori non subirà tale tipo di azione. Azione che, come detto, può essere esercitata comunque fino a cinque anni dalla annotazione del fondo nell’atto di matrimonio.



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