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Ruolo straordinario cartelle: cos’è

16 gennaio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 16 gennaio 2018



Quando l’Agenzia delle Entrate può iscrivere a ruolo straordinario le imposte.

Per la riscossione di imposte, sanzioni e interessi, l’ente creditore consegna all’agente della riscossione il cosiddetto ruolo. Quest’ultimo può essere ordinario o straordinario.

Per verificare il tipo di ruolo basta controllare la dicitura presente sulla cartella di pagamento. Generalmente si tratta di ruolo ordinario; quello straordinario è utilizzato solo in ipotesi di fondato pericolo per la riscossione del credito, cioè quando vi è il rischio che il contribuente ponga in essere atti dispositivi del proprio patrimonio che lo rendano insolvente oppure quando questi sta per fallire.

Vediamo quando l’ente creditore può procedere all’iscrizione a ruolo straordinario.

Ruolo riscossione: cos’è?

Il ruolo è l’elenco dei debitori e delle somme da essi dovute formato dall’ufficio ai fini della riscossione a mezzo del concessionario; nei ruoli sono iscritte le imposte, le sanzioni e gli interess.

Il ruolo è un atto amministrativo impositivo (fiscale, contributivo o di riscossione di altre entrate allorché sia previsto come strumento di riscossione coattiva delle stesse) proprio e esclusivo dell’ufficio competente (cioè dell’ente creditore impositore).

Ruolo straordinario riscossione: cos’è

Per espressa previsione normativa, i ruoli straordinari sono formati quando vi è fondato pericolo per la riscossione.

Come ampiamente riconosciuto dalla giurisprudenza, affinché l’iscrizione a ruolo straordinario sia legittima è necessario che l’ente creditore espliciti, sia pur sinteticamente, le ragioni della scelta, in considerazione delle conseguenze nei rapporti con il contribuente.

Per esempio, in caso di accertamento esecutivo, la legge prevede che, in presenza di fondato pericolo per il positivo esito della riscossione, decorsi 60 giorni dalla notifica, l’Agenzia delle  entrate può affidare all’agente della riscossione il valore integrale delle somme dovute, anche prima dei termini previsti per il pagamento.

In questo caso, dunque, l’iscrizione a ruolo straordinario comporta l’esigibilità dell’intero importo risultante dall’avviso di accertamento anche se non definitivo.

Ai fini della motivazione, non basta affermare la “gravità” della violazione risultante dall’accertamento, ma occorre l’indicazione delle ragioni di fatto e di diritto che hanno reso necessaria l’iscrizione a ruolo straordinario.

Se il fondato pericolo non è motivato, la cartella è conseguentemente illegittima per carenza di motivazione.

Lo Statuto del Contribuente impone, infatti, di indicare i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che hanno determinato la decisione dell’amministrazione e pertanto di esplicitare – sia pure sinteticamente ma nell’atto portato a conoscenza del contribuente – la propria valutazione in ordine al pericolo per la riscossione. Sulla fondatezza di tale valutazione il contribuente ha diritto di chiedere il controllo giudiziale tramite apposito ricorso, in base ai principi costituzionali del diritto di difesa.

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