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Centrale dei rischi: come funziona


> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 dicembre 2017



Quando si richiede un finanziamento e la banca lo deve concedere, la Centrale dei rischi stila il grado di merito del cliente

Tutto (o quasi) è tracciato e tracciabile, si sa. Anche i nostri debiti. A farlo è la Centrale dei rischi con un sistema informatizzato mensile. Di cosa si tratta? Vediamo meglio.

Serve un prestito? Prima però la società finanziaria (una banca o altri intermediari) richiederà una sorta di estratto conto dell’indebitamento del cliente. Un registro di tutte le transazioni finanziarie che ha effettuato, tenuto mensilmente dalla Centrale dei rischi. Cerchiamo di capire cos’è e come funziona tale sistema.

Il bollettino della Centrale dei rischi

Innanzitutto occorre precisare che questa sorta di scheda finanziaria (un po’ come quella anagrafica), che potrebbe pesare negativamente come le iscrizioni in una fedina penale, è un sistema informatizzato. Tuttavia, un recente codice deontologico [1] ha ribassato da cinque a tre anni il tempo in cui resta visibile l’appellativo di “cattivo pagatore” a fianco al nominativo di un cliente sulla “tabella” della Centrale dei rischi.

Privacy e dati personali nel tabulato della Centrale rischi

La buona notizia, comunque, è che tutto si muove nell’ambito del rispetto della privacy e dei dati personali, appunto [2]. Ma si vigila più fortemente sulla sicurezza ed affidabilità delle transazioni finanziarie. Soprattutto se si parla di prestiti richiesti e finanziamenti concessi. Per ottenere denaro, in particolare se si tratta di somme importanti, ci vogliono garanzie. E un controllo su quelle che sono state le operazioni effettuate, nella correttezza della legalità e della trasparenza, ma soprattutto il non aver accumulato debiti, farà risultare un cliente gradito, preferenziale e meritevole per la banca o l’intermediario a cui questo si rivolge. La Centrale rischi è, quindi, come un tabulato telefonico con (quasi) tutte le entrate ed uscite registrate.

Richiesta di prima informazione della Centrale rischi e scambio dati in Europa

Uno scambio di dati che arriva ad essere persino di ambito europeo [3]. L’obiettivo, infatti, è anche garantire la stabilità finanziaria del mercato creditizio. Tuttavia un riserbo c’è in questa sorta di Grande Fratello identificativo dei movimenti di soldi di ognuno. Infatti i dati raccolti vengono mantenuti riservati. Inoltre, non tutto è tracciabile e non corrisponde una completa, esaustiva e totale individuazione dell’affidabilità di un cliente al 100% quale persona “pulita” ed “esente” da debiti o altro. Infatti esistono due situazioni che potrebbero sfuggire a questo controllo. Sicuramente è – al contempo – un diritto e un dovere da parte delle banche fare la cosiddetta richiesta di prima informazione per avere maggiori dati sui soggetti su cui stanno effettuando una valutazione del merito di credito per concedere un finanziamento. Dall’altro, è giusto essere consapevoli delle eccezioni che possono sussistere.

Quando una banca deve denunciare i crediti versati alla Centrale rischi

Solitamente le banche o gli enti finanziatori (intermediari) comunicano ogni mese alla Centrale rischi della Banca d’Italia il totale dei crediti concessi, quando di solito hanno un ammontare che oscilla da 30mila euro in su. E lo stesso la Banca d’Italia fa con gli intermediari riguardo agli eventuali debiti globali dei clienti (posizione globale di rischio): normalmente le informazioni della rilevazione mensile non sono disponibili prima di quaranta giorni dal termine del mese di riferimento. Tuttavia le banche sono esonerate dal dover inviare tali tipo di dati alla Banca d’Italia al di sotto della cifra minima di 30mila euro.

La Centrale disegna il profilo individuale di ciascun cliente. Le altre centrali italiane

La Centrale dei rischi della Banca d’Italia è stata istituita nel 1962, ma è entrata in funzione due anni dopo, a partire dal 1964. Ogni sua filiale è abilitata a fornire ad ogni singolo cittadino informazioni sulla sua posizione all’interno della Centrale dei rischi. In caso quest’ultimo riscontri eventuali inesattezze, dovrà farle rettificare presso l’ente finanziario o la banca che ha fornito il dato errato alla Centrale stessa. Esiste un particolare modulo, costituito da cinque parti, in cui sono raccolte le posizioni individuali di rischio. Le sezioni sono le seguenti: crediti per cassa, crediti di firma, garanzie ricevute, derivati finanziari e sezione informativa. Come il profilo personale del proprio social network compilato ad hoc. Oggigiorno, comunque, nel nostro Paese esistono altre centrali rischi private   quali: la Crif (Centrale rischi finanziari), il Ctc (Consorzio per la tutela del credito, che comprende ben 32 istituti di credito italiani), l’Experian-Cerved Spa. E poi ci sono i Sistemi di informazioni creditizie (Sic).

I crediti in sofferenza: ostativi al merito nella Centrale dei rischi

Voce particolarmente importante in questa sorta di pagella, quasi fosse una tabella in cui ad ogni campo viene assegnato un punteggio e il cui totale comporta una graduatoria di merito che dà più o meno diritto al credito (sulla base della sicurezza ed affidabilità del richiedente), è quella dei cosiddetti crediti in sofferenza: crediti bancari non pagati, nonostante le continue sollecitazioni della banca, che ha inviato dunque la segnalazione alla Centrale rischi. Lo stato di insolvenza e la sua gravità costituiscono un ostacolo quasi sempre insormontabile, anche se non ci sono procedure giudiziali o anche se il credito è coperto da valide garanzie. La sofferenza deve sempre essere segnalata a prescindere dall’importo del credito concesso. Il rating (personale e individuale, che connota perfettamente l’individuo che ha contattato l’intermediario) che l’Istituto di credito andrà a stilare avrà il vantaggio di una maggiore oggettività nello stabilire con un criterio di “meritocrazia” l’affidabilità del cliente. Per questo c’è necessità della richiesta di prima informazione. Essa viene richiesta dagli intermediari per soggetti che non sono stati da loro segnalati e riguardano: le persone, fisiche o giuridiche, affidate per importi inferiori alla soglia di rilevazione; soggetti per i quali viene avviata un’istruttoria per un eventuale finanziamento; tutti i nominativi che abbiano un collegamento di tipo giuridico o economico con chi richiede un credito. In questo caso gli intermediari possono accedere esclusivamente ai dati delle ultime dodici rilevazioni.

Inoltre, da parte della banca, c’è l’obbligo di segnalare un suo cliente alla Centrale rischi, qualora si parli di crediti (per cassa o di firma, ma anche di garanzie presentate) di importo pari o superiore a 30mila euro (quest’ultimo ammontare valido anche per operazioni effettuate per conto di terzi); infine, è importante ricordare che la segnalazione delle sofferenze permane anche quando il rapporto si è estinto.

Il vocabolario della Centrale dei rischi.

Vediamo di comprendere il significato della principale terminologia utilizzata nelle segnalazioni di rischio:

smobilizzo crediti: finanziamenti che permettono al cliente l’immediata disponibilità di crediti vantati nei confronti di terzi e di cui la banca cura l’incasso;

prestiti diretti: finanziamenti non collegati ad operazioni di natura commerciale;

affidamenti in conto corrente: finanziamenti che permettono la disponibilità sul conto corrente del cliente per un importo determinato superiore ai fondi in esso presenti;

operazioni con l’estero: tutti i finanziamenti per cassa che hanno attinenza con l’estero, a prescindere dalla forma tecnica;

sofferenze: stati di insolvenza relativi a qualsiasi tipo di finanziamento;

operazioni con garanzia reale: finanziamenti a breve termine assistiti da una garanzia reale;

operazioni a medio e lungo termine: tutti i tipi di finanziamento di durata superiore a diciotto mesi e che possono arrivare anche a quaranta anni;

garanzie prestate: tutte le garanzie, di qualsiasi tipo (fidejussioni, avalli ecc.), concesse dalla banca al cliente;

garanzie ricevute: tutte le garanzie personali rilasciate dal cliente alla banca;

accordato: importo del finanziamento concesso dalla banca al cliente;

utilizzato: importo del credito utilizzato dal cliente alla data di segnalazione.

 

note

[1] Codice di deontologia per i sistemi di informazioni creditizie del 2005, il cosiddetto “codice di deontologia e buona condotta per i sistemi informativi gestiti da soggetti privati in tema di crediti al consumo, affidabilità e puntualità nei pagamenti” pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 300 del 23 dicembre 2004.

[2] Il codice di deontologia, infatti, è stato sottoscritto dai gestori dei SIC (Sistemi di informazioni creditizie), dai rappresentanti degli enti finanziari, da alcune associazioni dei consumatori e dal Garante per la protezione dei dati personali, e tutela il rispetto dei dati personali dei soggetti censiti, in base ai dettami del Codice privacy (decreto legislativo 196/2003).

[3] Lo scambio dei dati tra Centrali rischi europee avviene sulle regole fissate dal cosiddetto Memorandum of Understanding del 2010.

Autore Immagine: pixabay.com

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