| Articoli

Vietato fumare nel giardino condominiale?

17 dicembre 2017


Vietato fumare nel giardino condominiale?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 17 dicembre 2017



Il divieto di fumo in condominio, oltre a scale, androne e ascensore è applicabile per legge anche al giardino? In particolare si tratta di giardino interno chiuso su tre lati dal palazzo e quarto lato da muro di recinzione.

La norma fondamentale di legge che disciplina nel nostro Paese il cosiddetto divieto di fumo è l’articolo 51 della legge n. 3 del 16 gennaio 2003, in vigore dal 4 febbraio 2003.

La norma appena citata, rubricata in modo assai significativo “Tutela della salute dei non fumatori”, stabilisce, per quello che riguarda il quesito in esame, che è vietato fumare nei locali chiusi privati non aperti ad utenti o al pubblico.

Il Ministero della Salute, poi, sul proprio sito istituzionale (www.salute.gov.it) chiarisce che il divieto di fumare è esteso, in ambito condominiale, a tutti gli spazi comuni (cioè di proprietà condominiale) che siano chiusi come, a titolo esemplificativo, sono le scale e l’ascensore. Lo stesso Ministero aggiunge che, sempre in ambito condominiale, sono escluse dal divieto le private abitazioni e i luoghi all’aperto.

Assai utile poi, sempre sul sito istituzionale del Ministero della Salute, è un altro chiarimento: il Ministero, infatti, chiarisce che “si può fumare in tutti i luoghi all’aria aperta” (come sono ad esempio i balconi per i quali, però, viene aggiunto che fumando su di essi è assai facile che poi il fumo si propaghi in ambienti in cui vige il divieto di fumare).

Riassumendo:

la legge vieta di fumare in locali chiusi e per locale chiuso si intende quel luogo che per la sua conformazione non consente un immediato e rapido ricambio d’aria e, anzi, agevola il ristagno dell’aria.

A questa conclusione si perviene tenendo conto che la legge ha lo scopo di proteggere la salute dei non fumatori evitando che gli stessi possano respirare i prodotti della combustione delle sigarette (o prodotti simili): pertanto un cortile condominiale di non ampie dimensioni e chiuso ai quattro lati da mura di significativa altezza e con unico spazio a cielo aperto solamente a parecchi metri di altezza non può che considerarsi, ai fini della legge n. 3 del 2003, uno spazio chiuso considerato che la sua conformazione non agevola, e, anzi, ostacola la dispersione del fumo (allo stesso modo delle scale o dell’androne condominiale che, per quanto possano talora presentare aperture come possono essere finestre o portoni, sono essenzialmente spazi non all’aria aperta e che non consentono un veloce ricambio d’aria al contrario favorendone il ristagno).

Al contrario, un cortile condominiale ampiamente arieggiato perché circondato da mura che non ostacolino la circolazione dell’aria (o perché, magari, aperto su alcuno dei quattro lati) non potrà essere considerato un luogo chiuso e, quindi, non potrà considerarsi luogo in cui è vietato fumare.

In ambito condominiale, poi, al di là di quello che stabilisce la legge, è anche possibile:

– che esista un divieto di fumare negli spazi comuni già contenuto nel regolamento condominiale in vigore;

– ricorrere, da parte dei condomini eventualmente infastiditi dal fumo altrui, all’applicazione dell’articolo 844 del codice civile che vieta le immissioni (fra le quali rientrano anche quelle che derivano dai fumi di sigaretta) se superano la normale tollerabilità (e tali sono quelle idonee a ledere la altrui salute) ricorrendo, se del caso, all’autorità giudiziaria per farle cessare.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte

Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:

Informativa sulla privacy
DOWNLOAD

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 



NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI