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Lo sai che? Incassare la pensione dopo la morte: come comportarsi?

Lo sai che? Pubblicato il 29 novembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 29 novembre 2017

Come evitare il procedimento penale se arriva la pensione sul conto corrente del pensionato dopo che questi è già morto.

È morto uno dei tuoi genitori a cui l’Inps stava regolarmente versando la pensione. Il decesso è avvenuto pochi giorni prima dell’accredito della nuova mensilità sul suo conto corrente. Così hai fatto finta di niente per incassare anche questa rata . Ti sarebbe dispiaciuto perderla, soprattutto perché ora ci sono tante spese da sostenere: dal funerale alla dichiarazione di successione, dal notaio alla ditta che dovrà provvedere a pulire casa. Che mai ti potrà dire un giorno l’Inps? Che non hai comunicato la morte di tuo padre o di tua madre mentre ancora stavi asciugando le lacrime per la scomparsa? Difficile pretendere un adempimento burocratico quando ancora si stanno celebrando le esequie. Forse potrebbero chiederti la restituzione delle somme ma – ti chiedi – con tutti i pensionati che ci sono in Italia chi mai si accorgerà dei pochi centinaia di euro che hai “involontariamente” ricevuto? Insomma, qualora si sia in buona fede, che si rischia nell’incassare la pensione dopo la morte di un genitore o di un parente? È quanto cercheremo di spiegare in questo articolo.

Come abbiamo già spiegato in Cosa rischio se incasso la pensione di una persona defunta, gli eredi non possono far a meno di restituire immediatamente la pensione involontariamente percepita dall’Inps che non era ancora al corrente della morte del pensionato. Diversamente commettono il reato di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato. Certo, non perché si è ricevuta la pensione si commette l’illecito penale: è normale infatti che nel disorientamento che la perdita di un caro comporta non si possa essere a conoscenza di quando verrà versata la pensione. Ma questo non esonera gli eredi dall’attivarsi al più presto per comunicare all’Inps il decesso e restituire gli importi illegittimamente ricevuti. È quindi severamente vietato incassare la pensione di una persona defunta, facendo finta di niente e lasciando che l’accredito della mensilità, da parte dell’Inps, finisca periodicamente sul conto del familiare passato a miglior vita. In questi casi, infatti, si rischia il penale se non si interrompe il corso dei bonifici o, peggio, se si va alle poste e si ritira la pensione in contanti.

Attenzione però: il reato di indebita erogazione per errore di persona scatta solo in assenza di dolo da parte del percettore (ad esempio cointestatario del conto corrente comunicato al momento della domanda di pensione). Per potere accertare la mancanza di una condotta dolosa, le sedi territoriali dell’Inps verificheranno le modalità di accredito del trattamento (delega al ritiro allo sportello o accredito bancario automatico) nonché il numero di mensilità accreditate indebitamente dopo il decesso.

Per contrastare l’erogazione di rate post mortem, la legge di bilancio 2015 ha previsto l’obbligo di comunicazione telematica da parte del medico necroscopo iscritto al servizio sanitario nazionale entro 48 ore dall’evento, nonché l’obbligo di riaccredito delle rate indebitamente corrisposte dopo la scomparsa del titolare del trattamento, anche in presenza di debiti maturati verso l’istituto postale o di credito.

Per far scattare l’illecito penale basterebbe anche una sola mensilità. Se l’accredito della pensione dovesse comunque giungere prima che gli eredi compiano le dovute formalità, questi sono tenuti a restituire l’importo all’Inps, evitando così una sicura incriminazione.

In sintesi, le pensioni Inps o di altro ente di previdenza pagate dopo la morte del titolare vanno sempre restituite. Non farlo significa un procedimento penale e, nei casi più gravi, la galera. Generalmente per le pensioni accreditate sul conto corrente, la banca sospende automaticamente la ricezione delle pensioni e restituisce le somme eventualmente incassate non appena ha notizia del decesso del correntista. Ma non è detto che lo venga a sapere in tempo utile per evitare che gli eredi prelevino l’importo. È quindi compito dell’erede con delega accertarsi che questo venga fatto. Occorre anche denunciare all’Inps (o ad altro ente di previdenza) la morte di un assistito nel più breve tempo possibile, altrimenti la restituzione delle somme indebitamente percepite dopo la morte del pensionato, anche nei casi in cui non c’è malafede, può essere gravata di interessi di mora (e la cifra da restituire diventa maggiore di quella incassata).


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