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Tasse universitarie per redditi bassi

13 gennaio 2018 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 gennaio 2018



Le matricole con reddito Isee sotto i 13mila euro non pagano l’iscrizione al primo anno. Per i successivi ci vuole anche il merito.

È possibile mandare un figlio all’università quando si ha un reddito basso? È mai capitato a voi o a qualche vostro parente o conoscente di dover rinunciare alla carriera dei vostri figli perché le tasse universitarie erano piuttosto alte? Certo, tutto dipende di quale facoltà sceglie il figlio e dell’ateneo a cui lo si manda: uno privato e di un certo prestigio quasi richiede un prestito in banca per poterlo pagare.

Tuttavia, nelle strutture statali è possibile trovare tasse universitarie per redditi bassi, cioè è fattibile sostenere la spesa della facoltà dei ragazzi. Non che non ci sia da fare sacrifici, certo, ma se il figlio si impegna si può trovare un compromesso.

Vediamo, allora, quali sono le tasse universitarie per redditi bassi nelle facoltà statali.

Tasse universitarie: l’iscrizione gratuita delle matricole

La chiave che apre la porta alle tasse universitarie per redditi bassi è quella dell’Isee, l’Indicatore sulla situazione economica equivalente. Le matricole, cioè i ragazzi che devono frequentare il primo anno di università, hanno diritto all’iscrizione gratuita se il nucleo familiare a cui appartengono ha un reddito Isee massimo di 13.000 euro. Dovranno versare soltanto i 140 euro di tassa di diritto allo studio (anche se non si capisce perché qualcosa che spetta di diritto debba essere a pagamento, ma così è e così ce lo teniamo) e 16 euro di bollo.

Cosa cambia rispetto al passato? Cambia che si riesce a risparmiare fino a 500 euro. Oltretutto, per legge, le università statali non possono imporre ulteriori tasse o contributi a carico degli studenti fino al rilascio del titolo finale di studio, tranne nel caso dei contributi per i servizi prestati su richiesta.

Tasse universitarie: che succede gli anni successivi

Dal secondo anno in poi, l’Isee non basterà per avere le agevolazioni sulle tasse universitarie con redditi bassi: lo studente dovrà fare la sua parte se vuole continuare a risparmiare. Soltanto i ragazzi che saranno in corso e che avranno maturato un certo numero di crediti potranno beneficiare degli sconti.

Nello specifico, l’iscrizione gratuita al secondo anno di università è prevista solo per chi ha ottenuto entro il 10 agosto del primo anno almeno 10 crediti formativi, mentre dal terzo anno in poi i crediti necessari diventano 25 nei 12 mesi che precedono il 10 agosto dell’anno in cui si deve fare l’iscrizione all’anno successivo.

Per esempio: chi deve iscriversi al quarto anno di università a settembre del 2018, per farlo in modo gratuito dovrà avere in tasca 25 crediti formativi il 10 agosto 2017.

Tasse universitarie: sconti per redditi più alti

Ci sono delle agevolazioni sulle tasse universitarie anche per chi ha un reddito Isee più alto di 13.000 euro annui ma non superiore a 30.000 euro: si paga fino al 7% della quota che supera i 13.000 euro. Ad esempio, se il reddito Isee è di 25.000 euro, si pagherà il 7% di 12.000 euro (25.000 – 13.000).

Gli studenti fuori corso da più di un anno, invece, dovranno pagare fino al 50% in più della differenza Isee, partendo da un minimo di 200 euro.

I dottorandi senza borsa di studio non dovranno più pagare tasse universitarie, a prescindere dal reddito.

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