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Imposte comunali: prescritte dopo 5 anni

2 dicembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 2 dicembre 2017



Imu, Ici, Tasi, Tari: prescritte le cartelle notificate più di cinque anni fa.

L’intimazione di pagamento è illegittima se notificata dopo oltre cinque anni dalla notifica della cartella per imposte comunali (per esempio Ici e tassa rifiuti). Non si può applicare la prescrizione decennale neppure quando la cartella non è mai stata impugnata, visto che questa non diventa definitiva per mancata opposizione, come avviene invece per le sentenze e i decreti ingiuntivi.

È quanto precisato dalla giurisprudenza consolidata e da ultimo dalla Cassazione [1].

Quando la cartella si prescrive in cinque anni

La mancata impugnazione della cartella nel termine di scadenza previsto dalla legge produce soltanto l’effetto sostanziale della irretrattabilità del credito, ma non anche la cosiddetta “conversione” del termine di prescrizione breve eventualmente previsto in quello ordinario decennale.

Ciò vale per tutti gli atti di riscossione mediante ruolo o comunque di riscossione coattiva di crediti degli enti previdenziali, o di crediti relativi ad entrate dello Stato, tributarie ed extratributarie, nonché di crediti delle Regioni, delle Province, dei Comuni e degli altri Enti locali, nonché delle sanzioni amministrative per la violazione di norme tributarie o amministrative e così via. Pertanto, qualora per i relativi crediti sia prevista una prescrizione (sostanziale) più breve di quella ordinaria decennale, la sola scadenza del termine concesso al debitore per proporre l’opposizione, non consente di fare applicazione del termine decennale, tranne che in presenza di un titolo giudiziale divenuto definitivo.

Quando la cartella notificata si prescrive in 10 anni

Il termine di prescrizione decennale si applica all’ipotesi in cui l’accertamento fiscale è divenuto definitivo a seguito dell’impugnazione giurisdizionale, essendo il titolo sulla base del quale viene intrapresa la riscossione non è più l’atto amministrativo (atto fiscale o cartella), ma la sentenza.

Dunque, il diritto alla riscossione di un’imposta, azionato mediante emissione di cartella di pagamento e fondato su un accertamento divenuto definitivo a seguito di sentenza passata in giudicato, è assoggettato al termine di prescrizione decennale.

Al contrario, in mancanza di opposizione al giudice, il termine di prescrizione maturato dopo la notifica della cartella non opposta resta quello proprio del credito, dato che l’omessa impugnazione non può determinare un mutamento del regime di prescrizione del credito iscritto a ruolo, non essendovi un accertamento giurisdizionale.

Intimazione di pagamento per cartella prescritta

L’intimazione di pagamento fondata una cartella notificata più di cinque anni prima, qualora abbia ad oggetto imposte comunali (o altri crediti soggetti a prescrizione breve), è quindi illegittima. Essa ha infatti ad oggetto un credito ormai estinto.

Il giudice di merito, una volta verificato che l’intimazione ad adempiere è stata notificata trascorsi più di cinque anni dalla notifica della cartella esattoriale, deve applicare il termine prescrizionale più breve (quello quinquennale) previsto per il debito tributario sottostante la cartella di pagamento, e mai fare riferimento all’istituto della prescrizione ordinaria se manca un accertamento giudiziale definitivo.

note

[1] Cass. sent. n. 28576 del 29.11.17.

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