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Pensione anticipata pagata dall’azienda, come funziona

16 Maggio 2021 | Autore:
Pensione anticipata pagata dall’azienda, come funziona

Prepensionamento con isopensione, contratto di espansione e assegno straordinario: di quanto si anticipa la pensione, chi ne ha diritto.

In pensione con 5 anni di anticipo grazie al contratto di espansione, addirittura con 7 anni di anticipo con l’isopensione, sino a 5 anni di anticipo con l’assegno straordinario: si tratta di strumenti a favore dei lavoratori in esubero vicini alla pensione, che permettono loro di avere un reddito sino alla maturazione dei requisiti per la quiescenza.

Ma la pensione anticipata pagata dall’azienda come funziona? Innanzitutto, va specificato che isopensione, assegno straordinario e contratto di espansione non sono veri e propri trattamenti pensionistici, ma indennità di accompagnamento alla pensione.

Non tutte le aziende, poi, possono attivare queste misure, ma soltanto le imprese con un organico minimo o facenti parte di specifici settori: i costi che le indennità di accompagnamento alla pensione comportano sono piuttosto elevati, anche se possono essere alleggeriti dal sostegno pubblico (è il caso, ad esempio, dell’indennità per contratto di espansione, che può essere ridotta dell’importo corrispondente alla Naspi).

Nella generalità dei casi, poi, non è sufficiente il solo pagamento dell’indennità di prepensionamento, o scivolo, ma è necessario anche il pagamento della contribuzione correlata, sino al raggiungimento dei requisiti per la pensione.

Ma procediamo con ordine e osserviamo come funzionano questi tre tipi di prepensionamento, o scivolo, chi può utilizzarli ed a quanto ammonta ciò che può percepire il lavoratore.

Pensione anticipata 5 anni con contratto di espansione

La legge di Bilancio 2021 [1] ha ampliato e prorogato il contratto di espansione: si tratta di una misura, riservata alle aziende più grandi, che consente, in caso di ristrutturazione aziendale, l’accompagnamento alla pensione dei dipendenti più anziani.

La misura è valida per l’anno 2021 e riguarda, nel dettaglio, le aziende con almeno 500 dipendenti (in casi particolari è sufficiente un organico di 150 unità).

Per quanto riguarda l’indennità di prepensionamento:

  • può essere riconosciuta ai lavoratori in esubero che si trovino a non più di 5 anni dalla prima decorrenza utile della pensione di vecchiaia (che sino al 2022 compreso si ottiene a 67 anni), avendo maturato il requisito minimo contributivo (pari a 20 anni), oppure dalla pensione anticipata;
  • è ammessa nell’ambito di accordi di non opposizione e previo esplicito consenso in forma scritta dei lavoratori interessati;
  • deve essere commisurata al trattamento pensionistico lordo maturato dal lavoratore al momento della cessazione del rapporto di lavoro, così come determinato dall’Inps.

Il datore di lavoro è anche obbligato a versare i contributi previdenziali utili al diritto al trattamento pensionistico, qualora la prima decorrenza utile della pensione sia quella prevista per la pensione anticipata.

Qualora il lavoratore accompagnato alla pensione abbia diritto all’indennità di disoccupazione Naspi, per l’intero periodo di spettanza del sussidio il versamento a carico del datore di lavoro per prepensionamento, che avviene a cadenza mensile, è ridotto di un importo pari all’ammontare della Naspi stessa. Qualora il datore sia anche obbligato al versamento della contribuzione previdenziale utile alla pensione anticipata, il dovuto è ridotto di un importo equivalente ai contributi figurativi per disoccupazione.

Pensione anticipata 7 anni con l’isopensione

L’isopensione è un tipo di prepensionamento, istituito dalla Legge Fornero, che consente ai dipendenti di anticipare l’uscita dal lavoro sino a un massimo di 7 anni (grazie alla legge di Bilancio 2018 e alla legge di Bilancio 2021, sino al 2023: dal 2024 sarà consentita l’uscita anticipata dal lavoro sino a un massimo di 4 anni).

Non si tratta di una pensione anticipata, anche se la prestazione a cui il lavoratore ha diritto è commisurata all’importo della pensione spettante al momento dell’uscita dal lavoro (esclusi i contributi correlati che il datore di lavoro si impegna a versare per il periodo di esodo): si tratta, invece, di una prestazione a sostegno del reddito, come la disoccupazione e la mobilità. Oltre all’isopensione, il datore di lavoro deve anche versare i contributi previdenziali spettanti  al lavoratore sino alla data di maturazione dei requisiti per la pensione anticipata o di vecchiaia (a seconda della prestazione che il lavoratore può ottenere prima).

Possono beneficiare dell’isopensione i lavoratori in esubero che:

  • sono occupati presso aziende che hanno mediamente più di 15 dipendenti, ai quali manchino non più di 7 anni al raggiungimento dei requisiti per la pensione;
  • sono oggetto di un accordo sindacale aziendale (con le organizzazioni comparativamente più rappresentative);
  • concludono un ulteriore accordo con l’impresa, con cui consentono la cessazione del rapporto (il consenso non è necessario solo in caso di licenziamenti collettivi).

Per essere sicuri del possesso dei requisiti per la pensione, bisogna richiedere all’Inps (direttamente online o tramite patronato) l’Ecocert, cioè l’estratto conto certificativo: si tratta del documento da cui risultano tutti i contributi del lavoratore e gli anni nei quali sono stati accreditati.

Una volta effettuati tutti i passaggi necessari per richiedere l’isopensione all’Inps, prima che l’istituto liquidi la prestazione al lavoratore, l’azienda è tenuta a versare  gli importi conteggiati per l’intero periodo di accompagnamento alla pensione; il pagamento può essere unico o rateale, ma l’impresa è tenuta a predisporre a garanzia del debito una fideiussione bancaria.

Una volta effettuati tali adempimenti, l’Inps paga la prestazione, mensilmente, al lavoratore.

Pensione anticipata 5 anni con l’assegno straordinario

Per i lavoratori delle imprese che aderiscono ai fondi bilaterali può essere versato (se previsto dagli accordi di costituzione del fondo) un assegno straordinario per il sostegno al reddito degli esuberi: la prestazione, meglio nota come prepensionamento, è riconosciuta, al pari dell’isopensione, nelle procedure di agevolazione all’esodo dei dipendenti.

L’assegno straordinario, in particolare, può essere ottenuto dai dipendenti che maturano i requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata entro 5 anni (dipende dal regolamento del fondo al quale l’azienda aderisce).

La prestazione è commisurata all’importo della pensione spettante alla data di cessazione del rapporto di lavoro; per le aziende aderenti a specifici fondi, è compresa la quota di pensione calcolata sulla base della contribuzione mancante per il diritto alla pensione di vecchiaia.


note

[1] Art. 1 co. 349 L. 178/2020.


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