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Lo sai che? Pensione anticipata pagata dall’azienda, come funziona

Lo sai che? Pubblicato il 26 dicembre 2017

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> Lo sai che? Pubblicato il 26 dicembre 2017

Prepensionamento con Ape aziendale, isopensione e assegno straordinario: di quanto si anticipa la pensione, chi ne ha diritto.

In pensione con 4 anni di anticipo grazie all’Ape aziendale, e addirittura con 7 anni di anticipo con l’assegno straordinario e l’isopensione: si tratta di strumenti a favore dei lavoratori in esubero vicini alla pensione, che permettono loro di avere un reddito sino alla maturazione dei requisiti per la quiescenza. Per quanto riguarda l’assegno straordinario e l’isopensione, non tutte le aziende possono attivare queste misure, ma soltanto le imprese di certe dimensioni, considerando gli alti costi che comportano. L’Ape sociale, invece, ha dei costi più bassi, anche se per il lavoratore i vantaggi sono minori.

In pensione 7 anni prima: si tratta di una nuova possibilità introdotta dalla legge di Bilancio 2018, che ha ampliato l’isopensione, uno scivolo pensionistico che consente l’uscita dal lavoro prima della maturazione dei requisiti per il pensionamento.

Ma vediamo subito come funzionano questi tre tipi di prepensionamento, o scivolo, e chi può utilizzarli.

Pensione anticipata 4 anni con l’Ape aziendale

L’Ape aziendale, come l’Ape volontario, consente l’uscita dal lavoro a 63 anni, con un minimo di 20 anni di contributi: grazie a un prestito bancario il lavoratore riceve un assegno mensile, che può andare dal 90% al 75% della futura pensione, sino alla data di maturazione dell’età per la pensione di vecchiaia, pari, dal 2018 sia per gli uomini che per le donne, a 66 anni e 7 mesi, e a 67 anni dal 2019.

Il prestito deve essere rimborsato una volta ricevuta la pensione, con ammortamento ventennale: i costi del prestito (interessi, assicurazione, contributo al fondo di solidarietà) determinano una penalizzazione della futura pensione dal 4,2% al 4,6% per ogni anno di anticipo.

L’Ape aziendale, però, permette al lavoratore in esubero, grazie ai contributi versati dal datore di lavoro, di beneficiare dell’Ape volontario con costi più bassi.

In pratica, il meccanismo dell’Ape aziendale funziona in questo modo: azienda e dipendente in esubero firmano un accordo col quale l’impresa si impegna a pagare al lavoratore dei contributi previdenziali aggiuntivi, non inferiori, per ciascun anno o sua frazione di anticipo rispetto alla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia, all’importo della retribuzione percepita dal lavoratore prima del pensionamento.

I contributi versati dovranno in ogni caso essere pari almeno all’equivalente dei contributi volontari (cioè pari al 33% della retribuzione imponibile delle ultime 52 settimane lavorate), calcolati per tutta la durata dell’anticipo.

La contribuzione aggiuntiva determina dunque un aumento della futura pensione del lavoratore.

Successivamente, il dipendente invia all’Inps domanda di Ape volontario e gode dell’assegno dal momento dell’uscita dal lavoro sino alla maturazione della pensione di vecchiaia.

Una volta maturata la pensione di vecchiaia, questa risulterà di importo maggiore grazie ai contributi aggiuntivi versati dall’azienda: di conseguenza, l’aumento della pensione compenserà, in tutto o in parte, il costo delle rate per la restituzione del prestito Ape.

L’Ape aziendale rappresenta dunque un buon compromesso tra le esigenze del lavoratore e quelle del datore di lavoro: quest’ultimo, difatti, può licenziare l’esubero senza spendere troppo, mentre il lavoratore può fruire di un sostegno al reddito continuativo sino alla data della pensione, senza subire successivamente dei tagli elevati della prestazione. In certi casi possono compartecipare alla spesa gli enti bilaterali o i fondi di solidarietà.

Pensione anticipata 7 anni con l’isopensione

L’isopensione è un tipo di prepensionamento, istituito dalla Legge Fornero, che consente ai dipendenti di anticipare l’uscita dal lavoro sino a un massimo di 7 anni (grazie alla legge di Bilancio 2018: in precedenza consentiva l’uscita anticipata dal lavoro sino a un massimo di 4 anni).

Non si tratta di una pensione anticipata, anche se la prestazione a cui il lavoratore ha diritto è pari all’importo della pensione spettante (esclusi i contributi figurativi che il datore di lavoro si impegna a versare per il periodo di esodo): si tratta, invece, di una prestazione a sostegno del reddito, come la disoccupazione e la mobilità. Oltre all’isopensione, il datore di lavoro deve anche versare i contributi previdenziali spettanti  al lavoratore sino alla data di maturazione dei requisiti per la pensione anticipata o di vecchiaia (a seconda della prestazione che il lavoratore può ottenere prima).

Possono beneficiare dell’isopensione i lavoratori in esubero che:

  • sono occupati presso aziende che hanno mediamente più di 15 dipendenti, ai quali manchino non più di 7 anni al raggiungimento dei requisiti per la pensione;
  • sono oggetto di un accordo sindacale aziendale (con le organizzazioni comparativamente più rappresentative);
  • concludono un ulteriore accordo con l’impresa, con cui consentono la cessazione del rapporto (il consenso non è necessario solo in caso di licenziamenti collettivi).

Per essere sicuri del possesso dei requisiti per la pensione, bisogna richiedere all’Inps (direttamente online o tramite patronato) l’Ecocert, cioè l’estratto conto certificativo: si tratta del documento da cui risultano tutti i contributi del lavoratore e gli anni nei quali sono stati accreditati.

Una volta effettuati tutti i passaggi necessari per richiedere l’isopensione all’Inps, prima che l’istituto liquidi la prestazione al lavoratore, l’azienda è tenuta a versare  gli importi conteggiati per l’intero periodo di accompagnamento alla pensione; il pagamento può essere unico o rateale, ma l’impresa è tenuta a predisporre a garanzia del debito una fideiussione bancaria.

Una volta effettuati tali adempimenti, l’Inps paga la prestazione, mensilmente, al lavoratore.

Pensione anticipata 7 anni con l’assegno straordinario

Per i lavoratori delle imprese che aderiscono ai fondi bilaterali può essere versato (se previsto dagli accordi di costituzione del fondo) un assegno straordinario per il sostegno al reddito degli esuberi: la prestazione, meglio nota come prepensionamento, è riconosciuta, al pari dell’isopensione, nelle procedure di agevolazione all’esodo dei dipendenti.

L’assegno straordinario, in particolare, può essere ottenuto dai dipendenti che maturano i requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata entro 7 anni.

La prestazione è pari all’importo della pensione spettante alla data di cessazione del rapporto di lavoro, compresa la quota di pensione calcolata sulla base della contribuzione mancante per il diritto alla pensione di vecchiaia.


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