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Tasse universitarie: chi non le paga?

5 dicembre 2017 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 5 dicembre 2017



Ci sono categorie di studenti che vengono esonerate del tutto dal pagamento delle rette universitarie, per motivi di reddito, merito e invalidità: vediamo chi

Se state pensando che vostro figlio o vostra figlia non potranno mai frequentare l’Università come gli altri ragazzi, perché non potete permettervi di affrontare economicamente la spesa, non scoraggiatevi prima del tempo. Sappiate prima che esistono categorie di persone completamente esonerate dal pagamento delle tasse universitarie. È un aiuto non di poco conto, perché consente di abbattere totalmente il costo della retta annuale (che di solito si aggira tra i mille e duemila euro, ma anche più). Se poi avete la fortuna di abitare vicino all’Università dei sogni dei vostri figli il gioco è quasi fatto, perché non peserà neanche il costo del mantenimento fuori sede. Comunque anche per i fuori sede sono previste agevolazioni. Veniamo quindi alla domanda clou: chi non paga le tasse universitarie? 

Non demordete, prendete quante più informazioni possibili nelle segreterie e sui siti web delle Università, dove in genere viene inserito ogni dettaglio su esoneri, borse di studio e altre agevolazioni: magari rientrate proprio tra queste categorie tutelate e sarete esonerati anche voi dal pagamento della costosa retta.

Quali sono queste categorie? Innanzitutto diciamo che si può essere esonerati dalle tasse universitarie sulla base di tre motivi: per reddito, per merito, per invalidità. Vediamo in dettaglio chi non paga gli studi universitari.

Università statali: chi le finanzia? 

La nostra Costituzione tutela il diritto di tutti allo studio. E tutti i ragazzi che intendono proseguire la propria carriera scolastica trasformandola in accademica devono poter avere accesso ad Università pubbliche, aperte a tutti e che mettano a disposizione esenzioni e borse di studio alle famiglie [1]. Questo non significa che siano completamente gratuite. Al pari di ogni altro servizio pubblico, anche gli Atenei italiani finanziano le loro attività e i servizi che offrono attraverso due modalità principali: fondi pubblici (statali e regionali) e i contributi pagati dagli studenti come compartecipazione della spesa: le cosiddette contribuzioni studentesche.

Questo sistema integrato di finanziamento contribuisce al mantenimento e al funzionamento delle Università: costi di gestione strutture, piani formativi, stipendi docenti, assegni di ricerca e sviluppo, borse di studio, esenzioni.

Tasse universitarie: cosa sono?

Quando parliamo di tasse da sborsare per frequentare la Facoltà che abbiamo scelto, ci riferiamo a quella contribuzione studentesca che viene richiesta a ogni iscritto: un contributo annuale omnicomprensivo che ogni studente di laurea triennale e magistrale deve versare al proprio Ateneo, a copertura dei costi dei servizi didattici, scientifici e amministrativi. L’ammontare di questi contributi è deciso da ogni Ateneo in autonomia.

Come sono articolate?

Gli importi delle tasse universitarie includono anche le attività sportive e la tasse di iscrizione. Restano invece escluse (quindi vanno aggiunte all’importo stabilito) la tassa regionale per il diritto allo studio e l’imposta di bollo. Oltre, ovviamente, all’indennità di pergamena, che va pagata nel momento più sublime per uno studente: la tanto sudata laurea.

Tasse universitarie: come vengono calcolate?

Affinché tutti possano davvero accedere all’Università godendo appieno del diritto allo studio, e per stabilire quanto ogni studente debba effettivamente pagare, lo Stato chiede agli Atenei di valutare la condizione economica degli iscritti [2], attraverso l’Isee (l’indicatore della situazione economica equivalente). E le Università così fanno: stabiliscono i contributi da pagare sulla base delle fasce di reddito Isee, che ogni famiglia deve presentare al momento dell’iscrizione del figlio all’Università.

Viene di conseguenza calcolato l’importo totale della retta, che deve essere saldato in questo modo:

  • Versamento della Tassa regionale per il diritto allo studio
  • Versamento dell’importo della retta universitaria, suddivisa in due rate

Tasse universitarie: chi non le paga?

Eccoci alla nostra fatidica domanda: chi non paga le tasse universitarie? Oltre a valutare l’Isee, alle Università viene anche chiesto di rispettare un soglia Isee di esenzione, che esonera gli studenti del primo anno dal pagamento delle tasse (la contribuzione studentesca omnicomprensiva). Questa soglia minima è stata fissata a 13 mila euro, ma ogni Ateneo la può modificare. Ad esempio, l’Università degli studi di Bologna l’ha innalzata a 23 mila euro. Chi non supera la soglia di esenzione non deve pagare le tasse.

Ma gli esoneri non sono finiti qui, ci sono altre categorie totalmente esenti. Diciamo che, in generale, si non si pagano le tasse universitarie:

  • Per reddito

Gli studenti che al primo anno di iscrizione non superano la soglia Isee di esenzione non devono pagare le tasse. A titolo di esempio:

  • Università di Bologna: Isee fino a 23 mila euro, c’è l’esonero totale
  • La Sapienza di Roma: Isee fino a 14 mila euro, c’è l’esonero totale
  • Federico II di Napoli: Isee fino a 13 mila euro, c’è l’esonero totale

Come detto, questo vale per il primo anno. l’Università infatti chiede ai propri iscritti di dimostrarsi meritevoli di continuare a ricevere l’esenzione.

  • Per merito

Dal secondo anno in poi, la condizione di reddito non basta più a garantirsi l’esenzione dal pagamento della retta. A questa si deve aggiungere anche il requisito di merito: lo studente che prosegue gli studi deve sfornare esami, conseguendo al secondo anno almeno 10 crediti formativi e al terzo anno almeno 25.

Un’altra condizione di merito che porta all’esenzione totale dal pagamento della retta in molte Università è il voto di diploma. Se lo studente si è portato a casa un bel 100 su 100 allora non paga le tasse universitarie del primo anno.

Altri Atenei chiedono come condizione aggiuntiva la lode, quindi il 100/100 e lode. Altrimenti si scende all’esenzione parziale delle tasse.

Un’altra categoria esonerata dal pagamento della retta universitaria sono gli studenti stranieri che hanno beneficiato di una borsa di studio dal Governo italiano.

  • Per invalidità

Oltre al reddito e al merito, lo Stato ha deciso di aiutare i ragazzi e le famiglie che vivono una condizione di invalidità, stabilendo l’esonero totale per gli studenti che certificano una invalidità pari o superiore al 66 per cento. Sotto questa soglia sono previste riduzioni parziali della retta.

Non pagano le tasse anche gli studenti figli di persone che percepiscono una pensione di inabilità. In casi come questo, lo studente deve provare la propria condizione all’Università, autocertificando il proprio stato di famiglia, inviando una copia del verbale della Asl in cui si certifica il grado di invalidità del genitore e la certificazione dell’ente pensionistico.

note

[1] Art. 34 Costituzione italiana

[2] D. lgs n. 68 del 2012

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